Pass di Passit (CH): panorami inaspettati a San Bernardino

21/05/2017 (Domenica) – Nella settimana appena trascorsa ci sono state delle precipitazioni nevose sui rilievi, dai 1800 metri in su.
E’ ancora presto per avventurarsi in alta montagna, non siamo esperti e non abbiamo l’attrezzatura per affrontare certi sentieri.
Guardando sulle cartine ne ho notato uno che potrebbe fare al caso nostro: partenza da 1600 m e arrivo a 2100 m circa.
Mai fatto, quindi… andiamo a vedere! 🙂
Lasciamo l’Italia verso le 9:00, entriamo in autostrada e arrivati alla diramazione di Bellinzona teniamo la destra e seguiamo per San Bernardino.
Dopo 90 minuti di auto arriviamo a destinazione. Posteggiamo l’auto nei pressi degli impianti di risalita accanto alla stazione della Polizia Stradale e siamo pronti per iniziare a camminare.

Parcheggio Funivia

Giornata spettacolare, temperatura di 9°C e una leggera brezza, non potevo chiedere di meglio.
Lasciamo alle spalle la stazione e proseguiamo in salita verso i cartelli. Dopo pochi metri arriviamo ad un ponte, leggiamo le indicazioni e proseguiamo in direzione Pass di Passit.
Ci troviamo in una sterrata quasi in piano, la stessa che più avanti passa accanto al Lago d’Isola.
Ci sono 2 sentieri che portano alla nostra destinazione. Noi saliremo dal primo che incontriamo sulla destra (a 10 minuti dal parcheggio) e scenderemo dall’altro che arriva quasi alla sponda nord nel lago, per fare una specie di anello.

Arriviamo all’indicazione successiva ed entriamo nel sentiero “ufficiale” sulla destra, addentrandoci nella pineta.
Dopo pochi metri si inizia a salire per bene su un terreno molto sconnesso tempestato di radici

Si prosegue a sguardo basso, il fondo non è da sottovalutare, dobbiamo stare attenti a dove mettere i piedi e in più la pendenza si fa sentire.
Ci concediamo delle micro-pause dopo un tot di radici superate.
Una ventina di minuti più tardi gli alberi iniziano ad essere più distanti uno dall’altro e riusciamo a vedere il lago e le montagne che circondano San Bernardino, in una prospettiva diversa dalle scorse volte

Il sole è bello forte, nonostante la temperatura quasi a doppia cifra, iniziamo a sudare.
Le radici e gli alberi spariscono, lasciando posto a cespugli, pinetti e piante di mirtillo. La difficoltà del sentiero si abbassa notevolmente e possiamo proseguire un po’ più velocemente.

Dopo 1 ora di cammino arriviamo ad un torrente bello pieno, un segnavia sbiadito indica di attraversarlo sui sassi, ma alzando lo sguardo verso destra notiamo un bel ponticello, sembra nuovo.
Dall’altro lato del ponte iniziano ad esserci dei piccoli nevai in scioglimento. Anna non sa come proseguire, il “basel” dal legno alla neve è altino 🙂

“Adess se fu?”

Le do una mano e proseguiamo, con più attenzione adesso. La neve si sta sciogliendo ed è un attimo sprofondare o scivolare e farsi male.
Rientriamo in una pineta. Le radici e i sassi adesso ci aiutano, li usiamo per non mettere gli scarponi sulla neve. Ogni tanto ci tocca fare qualche saltello.

Ri-usciamo e proseguiamo per un bel pezzo in contro-pendenza, il sentiero qui è strettino ma si percorre senza troppe difficoltà. Gli scarponi hanno un grip pazzesco sulle rocce asciutte.
Ogni tanto guardo la mappa per sicurezza, ma i segnavia sono ben visibili su questo sentiero e la direzione è chiara.
Alziamo lo sguardo e vediamo un altro cartello, sotto un albero “single”, fa impressione quasi. Ma è un bello spettacolo!

Raggiungiamo le indicazioni e leggiamo:
da dove arriviamo (ovvio) dice “San Bernardino”
a destra in salita dice “Pass di Passit”
a sinistra (in discesa) indica “San Bernardino”
quindi questo è il punto esatto dove al ritorno prenderemo l’altro sentiero.

E’ mezzogiorno passato, iniziamo a sentire fame. Non dovrebbe mancare molto, nella direzione in cui stiamo camminando adesso non ci sono più cime.
Qui dobbiamo aguzzare un po’ la vista perché la neve ricopre il sentiero in svariati punti. In due fortunatamente non manchiamo nessun segnavia (o quasi).
Altri 15 minuti e arriviamo al Pass di Passit, ecco il cartello ufficiale in lontananza

 

Eccoci!!

In teoria dovrebbero esserci due laghetti, ma sono quasi completamente ricoperti. Ci sono soltanto delle piccole pozze affioranti, da dove proviene il verso di rospi giganti.
Con una zoomata sono riuscito a beccarli.

Ci scegliamo un bel sassone lontano dai rospi e possiamo mangiare, riposare e far asciugare le calze, visto che la neve in alcuni punti era ancora alta.

Ecco una panoramica della vista dal Pass di Passit (mica male):

Pace assoluta, i rospi non si sentono più, solo qualche fischio di marmotte interrompe il silenzio.
Mangiamo e ci rilassiamo per bene, io quasi mi addormento

Come al solito…

Il tempo passa troppo in fretta, sono già le 15, ci tocca scendere 🙁
Arriviamo in poco tempo all’albero single e imbocchiamo, come detto in precedenza, l’altro sentiero.
Più panoramico e meno impegnativo di quello della risalita. Si cammina per lunghi tratti su del terreno “soffice”

Non scende molto anche se taglia dritto, la cosa mi preoccupa un po’, prima o poi dobbiamo perderlo il dislivello…
Si continua accanto ad un torrente, noi poi seguendo il sentiero rischiamo di sbagliare. Non si deve attraversare e proseguire verso destra puntando una piccola baita, ma bisogna proseguire dritto nel prato, in leggera discesa.
Tagliamo fra i cespuglietti e ritroviamo il sentiero entrando nella pineta. Ora si che bisogna attraversare il torrente però da destra verso sinistra.
Proseguiamo sul sentiero, ancora semplice. Piccoli sali/scendi e poche radici.
Una volta aver attraversato un altro torrente, più grande del precedente, si inizia a scendere per bene fra sassi e radici. Però non così accentuate come sul sentiero di ascesa.
L’erba si fa sempre più verde e fitta, quasi da foresta incantata

Puntiamo lo sguardo a destra e iniziamo a vedere il lago, bene!
Mica troppo… ora si che si scende, anche se per un breve tratto ci sono una serie di tornantini che spezzano il ritmo.
10 minuti di “sofferenza” e arriviamo sulla sterrata accanto al lago.
Abbiamo quasi concluso il giro. Ora passeggiata di recupero e sollievo per le ginocchia.
Teniamo la sinistra al bivio e una volta abbandonato il lago spunta fuori la montagna di San Bernardino, prima non ci abbiamo fatto caso. Il Pizzo Uccello

Pizzo Uccello

Arriviamo alla macchina alle 16:30 e chiudiamo “l’anello”.
TRACCIA GPS: (10 km / + 600 m di dislivello)

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E’ piaciuta molto ad entrambi questa escursione. In una zona poi, che abbiamo già “battuto” in passato parecchie volte. Non ci aspettavamo proprio di trovare un simile sentiero e una vista così.
Ci torneremo sicuramente quando tutta la neve si sarà sciolta, magari proseguiremo anche verso qualche cima 🙂

Daniele

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