San Genesio (Lecco) – Muro del pianto e Rock’n’Roll

11/12/2016 (Domenica) –  Dopo una serie di proposte, finte conferme e messaggi, arriviamo finalmente ad una conclusione:
Ore 9:30 al San Genesio (Colle Brianza).
Non sono mai stato, mi hanno solo detto di portare l’integrale perché la discesa è “gnucca”.

Non sapendo la strada e se ci sarà traffico alle 8:10 sono in macchina, piccola deviazione causa lavori ad Arosio e alle 9:05 spengo l’auto in un comodo parcheggio davanti ad una chiesetta che fa angolo tra via Cesare Battisti e via della Salute.
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Verso le 9:15 arrivano gli altri, ci prepariamo e saltiamo in sella.
Chiedo subito al collega Franz com’è questa discesa e mi spiega che è piena di rocce ferme e radici, tipo alpino.
Prima di scendere però, ovviamente, bisogna salire.
Dalla cima del M.te di San Genesio ci separano 500 metri in verticale, circa 5 km di salita, 90% su asfalto e nel finale sterrato battuto.

Si parte subito in forte pendenza, solo per pochi metri si può respirare. Ero già cotto dopo 20 minuti, le gambe erano già dure e il morale abbastanza basso, se poi aggiungi un gruppo di 50enni che ti passano belli allegri con le e-bike… lasciamo perdere.

Mi si affianca il collega e mi comunica che in 20 minuti sarebbe finita, buona… mi metto in coda e mi faccio “tirare” da lui.
Arriviamo alla sterrata, qui fortunatamente si può mollare un pochetto e dopo un paio di tornarti vedo un gruppo di ciclisti fermi… l’arrivo! Ci siamo!
Ultimo strappettino per raggiungere il rifugio alpino San Genesio e molliamo le bici. Siamo saliti in 48 minuti, uno di noi in passato ci è riuscito in 35 minuti… senza parole!
Collasso sul prato per qualche minuto e dopo essermi ripreso mi guardo attorno. Oggi è nuvoloso, s’intravede il Resegone e il fiume Adda (per MyTrails un “brutto” ricordo). Non male dai!

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La prima discesa parte da dietro al rifugio. Lascio andare davanti chi conosce la discesa e li seguo a ruota.
Pieno zeppo di foglie, c’era da aspettarselo, il primo pezzo fortunatamente è abbastanza flow, ma dura poco.
Secca curva a destra e si inizia a ballare:
– rocce;
– radici;
– rocce laser;
– radici atomiche.
tutto questo sotto alle foglie! E’ un bel casino, siamo comunque prudenti e limitiamo la velocità.
Segue un tratto pedalato in leggera salita ma sufficiente per tagliarti le gambe e poi di nuovo giù, cercando la traiettoria migliore tra le asperità del terreno!
(Sarebbe da fare un bel setup prima di iniziare un discesa del genere, qui penso di possa trovare il giusto compromesso, ogni tanto capita qualche piccolo tratto flow e puoi giocarci un po’ e poi vedere come risponde la MTB. )

Durante la discesa si possono incontrare pedoni, quindi fare attenzione. Rallentare (salutare) e fermarsi se necessario, senza investire nessuno.
Arriviamo in fondo con le mani che tremano (io almeno), bello scassato sto sentiero. Sarei curioso di provarlo senza le foglie, pulito e ben tracciato.

Togliamo le protezioni, uno snack e siamo pronti ad affrontare nuovamente quel muro di 5,4 km che porta alla cima.
Ci rassicuriamo l’uno con l’altro dicendo che si sale tranquilli, con calma… stranamente arriviamo su quasi nello stesso tempo della prima ascesa. 🙂

Oltre a San Genesio, anche la Madonna si fa viva in cima.
Collasso nuovamente a terra riprendo fiato!
Qualche minuto di pausa, briefing…
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e siamo pronti.
Scendiamo dal lato opposto rispetto a prima, passando poi lungo il muretto dell’Eremo di San Genesio.

Franz in picchiata e Andre che ci fa strada, subito dietro Ste (lo scalatore folle)
Franz in picchiata e Andre che ci fa strada, subito dietro Ste (lo scalatore folle)

Questo trail inizia bene, abbastanza pulito, qualche radice ma nulla di scivoloso o pericoloso.
Si svolta a sinistra dopo il muretto, si continua per circa un paio di minuti e inizia un bel canalone, con rocce tutte da prendere a velocità sostenuta, per evitare di impuntarsi.
Anche qui… Rock’n’Roll 🙂

Curva a destra e qui Andre sbaglia traiettoria, rallenta troppo e
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ci piazza un bel capottone. Pensavo si fosse rotto qualcosa all’inizio, visto l’impatto violento, ma per fortuna nulla di grave, solo qualche graffio e un bello spavento (per me).

Ripartiamo, rallentando un attimo (non si sa mai), e poco dopo rientriamo nello stesso trail della prima discesa.
Lo affrontiamo però con più decisione, visto che lo abbiamo visto prima.
Ad un paio di minuti dalla fine ho iniziato a mollare i freni, mi facevano male la mani, sicuramente ho le leve da regolare ma come dicevo prima, e come mi era stato anticipato dal collega, è una bella discesa “gnucca”.
Si finisce con una scalinata e si arriva all’asfalto. Non lontano dalla macchina.

Potrebbe essere un altro posto per allenarsi (soprattutto in salita), non molto lontano e pieno di traiettorie da studiare e provare.

Anche oggi divertiti e soddisfatti!
E tonificati col tesmed naturale 🙂

Video Best of “Sange”:

Traccia GPS (23 km / +1026 m di dislivello):

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Daniele

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