Lago di Cama: uno scorcio di paradiso nei Grigioni

18/06/2016 (Sabato) – Nei giorni scorsi ho avuto problemi alle ginocchia, dopo averle curate e allenate per bene è giunta l’ora del test ufficiale di tenuta. Scelgo come meta il Lago di Cama, nel Canton Grigioni.
Come mai questa scelta?
Semplice: non lontano da casa (75 min) e il sentiero per raggiungere il lago è fatto per la maggior parte di gradini. Un toccasana per le gambe no?
Sono passati circa 15 anni dall’ultima volta che sono stato qui.
Alle 8:00 tutti già sul posto e si andava a prendere le castagne, ma senza raggiungere il lago. Sono circa 950 m di dislivello e la passeggiata non è così semplice. Era complicato portare un teppistello di 10 anni fin “lassù”.
Scrivo fra virgolette perché cerco sempre di arrivare più in alto che posso, oggi invece arriveremo a quota 1270 circa, non di più.
Anche le previsioni meteo mi hanno spinto a rimanere basso, piove da settimane e nel pomeriggio l’acqua non dovrebbe mancare.

Il sentiero che faremo oggi viene anche percorso da alcuni atleti che partecipano alla Val Cama Grand Prix, una gara podistica in salita che si tiene nei primi giorni di luglio. Tosta!
Per chi non corre c’è la possibilità di farsi un voletto in elicottero fino al lago: andata o ritorno 40.- CHF / andata e ritorno 80.- CHF.

Partiamo da casa alle 8:30, sdoganiamo a Bizzarone, autostrada A2 e seguiamo per San Bernardino.
E43 – A13 e uscita Roveredo (38) e raggiungiamo il parcheggio al riparo sotto delle piante nella frazione di Ogreda (Cama) 365 m.

46.269804, 9.174730
46.269804, 9.174730

Alle 9:45 siamo pronti, ma attendiamo le 10:00 sperando che arrivi il segnale GPS per registrare la traccia ma niente da fare.
Iniziamo la nostra gita e subito incontriamo i famosi gradini.

Cominciamo bene
Cominciamo bene

Questa parte la ricordavo bene: scalini, tornanti e ancora scalini (a volte con dei corrimano) e dopo circa 10 minuti si esce dal bosco per pochi metri e si arriva alla cappelletta, dove da piccolo mi divertivo a rotolare nel prato.
Evitiamo di fermarci troppo, la strada è lunga, siamo appena partiti e in più si avvicinano del bei nuvoloni.
Cama (6)

Andiamo va...
Andiamo va…

Si prosegue seguendo i segnavia, il sentiero è solo uno per ora per svariate centinaia di metri, ed è un costante susseguirsi di scalini fatti da massi irregolari. E’ difficile anche tenere un passo regolare, ogni gradino è diverso dall’altro. In più il terreno è davvero umido e le rocce scivolose, meglio stare attenti a dove si mettono gli scarponi.

Le piogge copiose e l’altissima umidità ci regalano però un paesaggio quasi da  bosco irlandese, tutto verde, compresi gli alberi interamente ricoperti dal muschio.
Cama (7)

Non mancano ovviamente i torrenti da oltrepassare.
Ogni tanto affissi sulle rocce si vedono delle targhette che spiegano il tratto di sentiero o il punto in cui si sta passando.
Noi ci  fermiamo a questo e ringraziamo:

Sarà vero?
Sarà vero?

Proseguiamo ed effettivamente i gradini finiscono e dopo esattamente un’ora di cammino arriviamo a Provesc (814 m) dove un cartello indica la strada giusta da seguire, ovvero… sempre dritto.
Dopo una ventina di minuti riecco apparire degli strappi fatti da gradini umidi e scivolosi, il verde intanto continua ad avanzare e l’ambiente che ci circonda non ci fa pensare alla difficoltà nello stare in piedi, sembra di essere sul set di Jurassic Park.

"Sale ma non fa male"
“Sale ma non fa male”

Arrivati a Promegn (1000 m) si cammina accanto al riale, bello pieno d’acqua che ci farà compagnia fino alla fine.
Cama (32)

Poco più avanti vediamo un ponte, speriamo di poterci salire ma arrivati li vicino ci sono delle transenne, credo lo abbiamo chiuso per colpa di tutta l’acqua che ha buttato giù, peccato. Allo sbarramento quindi svoltiamo secco a sinistra e proseguiamo il cammino.

Intanto inizia a piovigginare, per fortuna siamo immersi nel bosco e non la sentiamo nemmeno, solo poche gocce raggiungono le nostre teste.
Dopo quasi 2 ore di cammino arriviamo ad un altro ponte, questa volta agibile
Cama (34)

Lo attraversiamo e ci troviamo di fronte al primo bivio, teniamo la destra seguendo il torrente per poi scoprire che i 2 sentieri si univano più avanti, quindi non cambia nulla. Uno è più dolce e l’altro con più gradini.
Arriviamo all’alpe Besarden (1125 m) dove troviamo la casa dei 7 nani
Cama (36)

Ormai non manca molto, dopo pochi minuti passiamo attraverso un vecchio pascolo (Tambò – 1170 m) e il bosco inizia ad aprirsi.
Alziamo lo sguardo e vediamo in lontananza la frana che 3 anni fa ha spezzato la montagna e la vita di una donna

Uno "spettacolo" terrificante
Uno “spettacolo” terrificante

A testa bassa continuiamo in un prato e raggiungiamo l’Alpe A Lagh (1265 m), ci passiamo dietro e finalmente dopo milioni di scalini arriviamo in paradiso

Canada? Irlanda? No no, semplicemente Svizzera!
Non c’è anima viva, pace assoluta… troppo bello.

Nemmeno il tempo di fare una foto che Anna scappa sull’altalena gigante

L'altalena di Heidi?
L’altalena di Heidi?

Cama (53)

Scegliamo un posto al riparo e ci godiamo questo ben di Dio, con un bel pranzetto e un buon “energy drink”
Cama (54)

Mentre Anna si gode il suo meritato riposo, faccio un giretto in perlustrazione.
Mi fermo a guardare la frana da sotto, spaventosa. E quel masso gigante che ha travolto un pezzo di casa… “stica!”

...
…impressionante!

Mentre son li che faccio foto sento picchiettare sugli scarponi (“ma che ca…”) abbasso la testa ed ero circondato da galline svizzere che mi beccavano, provo ad allontanarmi con calma ma l’inseguimento è inevitabile

"Ti mangio umano... sei mioo"
“Ti mangio umano… sei mioo”

Dopo questa scena da comiche torno “all’accampamento” ridendo da solo.

Sono quasi le 14:00 e la pioggia ahimè inizia ad essere più insistente, dobbiamo levare le tende!
Ma prima Anna sfida con lo sguardo una “svizzera” che poco prima mi aveva puntato

Mhbeee?
Mhbeee?

Ultima occhiata al piccolo angolo di paradiso e affrontiamo la parte più dura della gita: la discesa spezza ginocchia a gradini e scivolosa di satana. Forse ho esagerato un po’.

Scendiamo per la stessa strada dell’andata ovviamente, percorriamo tutti i tratti scivolosi con attenzione e con l’aiuto delle racchette (vivamente consigliate) arriviamo a metà circa senza problemi.

Decidiamo di fare una piccola sosta, metto la mano nello zaino per prendere uno snack e sentiamo un tuono… Viiiiaaa!
A passo più che sostenuto riprendiamo la discesa, la pioggia inizia ora a passare anche attraverso il fitto bosco. Non sono mancati un paio di scivoloni!
Direi che non siamo in una bella situazione. Fortunatamente dopo 30 minuti smette almeno di piovere ma i tuoni continuano a risuonare nel cielo. Forse sarebbe stato meglio il contrario…

Arriviamo alla cappelletta, quasi finita finalmente!
Cama (69)
Mancano i gradini più difficili, con il corrimano e le racchette ci aiutiamo, qui però le ginocchia fanno rumori strani.
Pochi metri ed eccoci alla macchina.

Ci cambiamo velocemente (con le gambe che tremano) e ci avviamo verso casa. Dopo pochi metri un diluvio ci investe… che c**o!

Test ginocchia superato e un vecchio posto riscoperto, davvero bello. Tanta fatica sia in salita che in discesa, ma tutto ampiamente ripagato.
Ci torneremo sicuramente, senza pioggia! 🙂

TRACCIA GPS (ricezione del segnale scarsa, sorry)

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Daniele

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