Love 4 Nature: una triste storia di empatia e solidarietà

Quando il Sistema mostra la sua inefficienza, ecco che solidarietà ed empatia possono salvare una Vita.

Sabato sono andato a fare un giretto solitario sul nostro amato Monte Martica. Sentivo che la giornata non era delle migliori: le condizioni atmosferiche erano incerte, le gambe arrancavano in salita, il sentiero rispolverato in discesa (Valfredda) non era granchè, il setup della bici era tutto sbagliato.
Terminata la discesa, sbucato sull’asfalto, non vedevo l’ora di tornare all’auto per andare a casa e farmi una bella doccia calda.

Due pedalate sull’asfalto in discesa ed ecco che con la coda dell’occhio noto qualcosa che si muove lentamente sul ciglio della strada. Sgrano gli occhi, non credo a ciò che vedo!
Un piccolo capriolo mi guarda con i suoi grandi occhi neri.
E’ seduto, visibilmente sofferente. Prova ad alzarsi in piedi ma le zampe davanti non reggono, e cade su se stesso.

capriolino
capriolino

Mi avvicino con cautela per non spaventarlo e lo controllo attentamente: da quel che vedo non ci sono ferite o segni evidenti. L’animale si trova proprio sotto una ripida piccola scarpata e si vedono chiaramente le tracce che percorrono gli animali quando scendono (e salgono) a tutto gas dalla montagna per andare a bere nel fiume che scorre poco più sotto.

Per la cronaca, siamo pochi metri più avanti di questo punto e sono quasi le 15:30.

Prendo il cellulare, non ho copertura internet, solo telefonica. Non posso quindi cercare su internet chi chiamare di dovere.
Lo sguardo del silenzioso capriolo vale più di mille parole. “Io qui non ti lascio!”, gli dico.

Ci sono vicine delle abitazioni, corro a suonare tutti i campanelli.
“Se abitano qui, sapranno sicuramente chi bisogna avvisare”.
Purtroppo le case sembrano essere abitate solo da gatti, non c’è nessuno.

Torno dal capriolo. Passa un gruppo di ciclisti, i tipici XCer, con le bici front, 40/50anni, tutina attillata, panzetta ed esaltazione da pomeriggio libero senza moglie. Guardano me, scorgono il capriolo (che si mimetizza straordinariamente sul ciglio della strada), e mi chiedono se sia ferito. Rispondo che penso di sì, ma che non so chi chiamare per chiedere aiuto.

“Se vuoi chiamiamo un nostro amico del ristorante, ahahahah”.
Foto col cellulare, e se ne vanno subito (altrimenti la moglie li mazzuola?, ndr).
Io sono senza parole… evito ogni commento, adesso come allora.

Mi attacco al telefono per disturbare casa e chiedere un supporto informatico. Mentre scattano le ricerche su internet, compare un auto e avviso della situazione il gentile signore a bordo.
Umberto è una persona squisita, era  a passeggiare con il cane sugli stessi sentieri che ho disceso in sella, e subito anche lui si prende a cuore il povero animale. Si attacca anche lui al telefono.

Io chiamo tutti i numeri possibili e immaginabili relativi al Parco del Campo dei Fiori,  non ottenendo risposta. O squillano all’infinito, o sono staccati, o risponde una segreteria che fornisce un cellulare per le emergenze che risulta ovviamente spento. No comment.

Uffici del Parco, soccorso fauna selvatica, servizio vigilanza ecologica, corpo forestale Varese, nucleo faunistico Polizia provinciale, Polizia provinciale tutela fauna, e, udite e udite, numero antincendio …Non risponde nessuno!

Nel frattempo non manca il passaggio di un altro gruppo di ciclisti gemello di quello di cui sopra…  Foto e battutine.
Proseguo ad evitare commenti.

Umberto va al sodo e chiama il numero unico per le emergenze (112), ed ammettono essere “un bel problema”. Non ricordo con chi hanno provato a metterlo in contatto, in ogni caso anche loro senza successo. Anche i Pompieri non ci possono aiutare poichè “non di loro competenza”.

L’unica attenzione ci viene data dal centralino della Polizia locale di Varese che, seppur sottolineando la maleducazione del capriolo “Proprio di sabato! Proprio a Carnevale!” ci dà la dovuta attenzione e il relativo aiuto. Teoricamente sarebbe dovuta intervenire una pattuglia (l’animale era fisicamente sulla sede stradale asfaltata, seppur sul ciglio coperto da foglie), in ogni caso l’iter prevede che la Polizia Locale allerti la Questura che a sua volta allerta l’ASL Veterinaria, che deve intervenire.
Semplicemente complesso… ed Umberto deve pure lasciare le sue generalità alla Questura.

Attendiamo fiduciosi, ma il tempo passa e il sole inizia a calare. Umberto nel frattempo va a casa a prendere una coperta per il capriolo ed anche dei vestiti per me, troppo gentile.
La differenza tra un Sistema che non funziona e la solidarietà della “gente comune” (così comune da essere più speciale che mai) inizia a farsi sempre più evidente.

Non vedendo nessuno all’orizzonte, su suggerimento di Umberto salgo al Centro di Recupero Gulliver per chiedere un parere/aiuto: loro hanno parecchi animali da fattoria, magari sanno indirizzarci.
Grazie all’interessamento delle gentili ragazze del centro Gulliver, che hanno un contatto diretto con la LAV, riusciamo ad avere conferma dalla ASL Veterinaria che hanno registrato la segnalazione e si sono attivati per intervenire. Confermano di nuovo che non resta che aspettare. Sì, ma quanto? Ormai è pressochè buio…

Preso dallo sconforto, telefono all’ENPA che subito mi fornisce tanta attenzione e si attiva immediatamente con l’ASL per sollecitare l’intervento.
Con tutte queste telefonate da diversi enti/persone, l’ASL non può proprio esimersi adesso.

Nel frattempo, chi supporta Umberto da casa ha attivato un vero tam-tam di solidarietà digitale.
Un veterinario lì vicino, mosso da spirito professionale e di solidarietà, si offre di visitare il capriolo. Umberto offre (o meglio dire, sacrifica) il bagagliaio della sua familiare tedesca per ospitare il capriolo e mentre ci avviamo verso il veterinario ricevo ben due telefonate.
Sono la Dott.ssa Silvia, veterinario della ASL che si sta recando sul posto, e un suo collega, veterinario privato esperto di fauna selvatica, allertato da lei stessa per meglio gestire la situazione.
Ci diamo appuntamento in un luogo più facile da raggiungere e dopo un’altra mezzoretta finalmente il capriolo può essere visitato, nel baule della macchina di Umberto, trasformato per l’occasione in studio veterinario e, purtroppo, in luogo di aggregazione per zecche.

Nel frattempo sono passate più di 3 ore dal ritrovamento dell’animale…

I dottori sono molto partecipi e interessati, veramente una grande professionalità che nulla ha in comune con le lunghe tempistiche dell’intervento, probabilmente dovute ad un Sistema che non funziona e non certamente ad una mancanza da parte di questi seri professionisti.

I dotttori sono dubbiosi sulla nostra teoria della zampa rotta, pensano a qualcosa di più “serio” e “interno”. Scattano le “punturine” di rito. L’animale risulta anche disidratato, oltre che malnutrito.
Nel frattempo la famiglia di Umberto prepara acqua zuccherata alla quale la Dott.ssa Silvia aggiunge un medicinale e lo somministra al capriolo con una siringa senz’ago. L’animale gradisce e beve avidamente dalla siringa, una scena che avrebbe sciolto il cuore di chiunque!

Si discute sul da farsi, poichè il Sistema non è attrezzato per gestire una simile “emergenza”. La Dott.ssa Silvia propone di portare l’animale presso il canile, dove c’è una sala operatoria atta a somministrargli le prime cure d’emergenza e approfondire la situazione. Anche se si tratta di un evento straordinario, il canile accetta.

Quando si è ormai prossimi a caricare il capriolino nel baule della Panda della ASL, entra in gioco un nuovo protagonista, contattato pochi minuti prima dalla famiglia di Umberto.

Si tratta dall’associazione ONLUS “il rifugio degli amici di Nancy”. Onlus di Busto Arsizio, fondata e finanziata dall’avvocatessa Francesca Cramis, dove operano attivamente lei stessa e suo figlio.

Dotati di un auto-finanziato servizio di ambulanza veterinaria, offrono gratuitamente un servizio davvero unico nel suo genere!

Appena avvisati della situazione, è partita subito l’ambulanza nonchè il backoffice atto ad allertare chi di dovere per offrire le dovute cure al nostro capriolino.
La Dottoressa dell’ASL si attiva quindi con i suoi contatti per verificare la bontà dell’operato di questa ONLUS che lei non conosce e, avute le relative conferme, accetta di lasciare loro l’animale poichè sicuramente più attrezzati del Sistema per gestire questa situazione (…).

In un battibaleno, partita da Busto Arsizio, arriva l’ambulanza veterinaria.

l'ambulanza veterinaria del Rifugio degli Amici di Nancy
l’ambulanza veterinaria del Rifugio degli Amici di Nancy

Sono passate 3,5 ore dal ritrovamento dell’animale quando viene caricato sulla barella e parte alla volta di Busto Arsizio, avvolto nella calda coperta che Umberto gli ha regalato.

i volontari del Rifugio degli Amici di Nancy trasportano il capriolino sulla barella
i volontari del Rifugio degli Amici di Nancy trasportano il capriolino sulla barella

Possiamo tirare un sospiro di sollievo. Non ci resta che incrociare le dita e sperare che tutto vada per il meglio.

Purtroppo il titolo di questa storia racchiude la parola “triste”, quindi il finale non può che essere doloroso: è dell’indomani la notizia che il capriolino non ce l’ha fatta, deceduto per una emorragia interna 🙁
Probabilmente era stato investito da un’auto più a valle del posto del ritrovamento, ha provato a tornare a monte per le strade che percorrono di solito gli animali ma, arrivato al primo “ripidone”, si è lasciato andare e non ce l’ha fatta.

A fronte di un Sistema imperfetto che non si interessa del suo territorio (vedi tutti i numeri del Parco che non erano reperibili), che pensa di scaricare l’un l’altro le responsabilità, che ha tempistiche bibliche e procedure machiavelliche, troviamo comunque tante persone che grazie a una sensibilità superiore alla media, a un maggior senso civico, a una grande professionalità o semplicemente all’amore riescono a dimostrare che non tutto è perduto.

Un sentito ringraziamento a: Umberto & famiglia, il centralino della Polizia Locale di Varese, la Dott.ssa Silvia della ASL Veterinaria e il suo collega esperto di fauna selvatica, le ragazze del centro di recupero Gulliver, la LAV, l’ENPA e tutti i familiari e amici contattati telefonicamente che ci hanno supportato i quali, seppur non presenti fisicamente, erano lì con il loro cuore ad assistere con noi questo povero animale indifeso.

Davide

E se vi doveste trovare anche voi in una situazione simile? Non vorreste poter contare attivamente su un aiuto importante e su un intervento veloce come quello che ci ha offerto gratuitamente il Rifugio degli Amici di Nancy?

Perchè non fare una donazione?

ONLUS il Rifugio Degli Amici Di Nancy

Busto Arsizio (VA)

Telefono: 3889207747 oppure 3339362404

Facebook: Il Rifugio Degli Amici Di Nancy

 

Attenzione - Scarico di Responsabilità:
Gli itinerari illustrati in questo sito sono stati percorsi in prima persona dagli autori degli articoli e le relative descrizioni sono frutto di libere considerazioni personali.
Chi decide di percorrere tali itinerari lo fa a proprio rischio e pericolo.
La Gestione del sito www.MyTrails.it declina qualsiasi forma di responsabilità nei confronti di coloro che, in base a proprie libere valutazioni, decidano di percorrere gli itinerari qui descritti, anche se in possesso delle cartine o delle tracce GPS da noi elaborate e/o presenti in rete.