Monte Crocione: una eccezionale gita MTB Made in Italy

07/11/2015 (Sabato) – Sulle cime che sovrastano il Lago di Como va in scena il vero spirito dell’all mountain, orgogliosamente Made in Italy.

Mai stato un tipo patriottico, tuttavia devo ammettere che certi panorami riempiono il cuore e la mente. Così, una semplice foto (grazie Daniele) mi ha spinto ad organizzare in fretta e furia questa splendida gita che entra di diritto nella nostra Top 5. O forse nella Top 3?

Si parte da Argegno, sulla riva ovest del Lago di Como, e si prende la piccola e caratteristica funivia Argegno-Pigra che con soli 7.90€ (persona+bici) ci fa guadagnare circa 600 metri di dislivello.

I dati della funivia Argegno-Pigra
I dati della funivia Argegno-Pigra

Da segnalare la cortesia e la simpatia del personale addetto. La cabina è davvero piccola e si viaggia da soli, senza personale. Noi 4 (Davide, Marco, DanieleT, Daniele) eravamo belli stipati con i nostri destrieri impennati in qualche modo dentro la cabina.

ammucchiatona MTB!
ammucchiatona MTB!

Una leva freno nell’orecchio, il manubrio nelle costole, il cambio sul polpaccio… mi è giunta notizia anche di una sella nel sedere (a cui non sono seguite lamentele…), aiuto!!

La cabina della funivia Argegno-Pigra
La cabina della funivia Argegno-Pigra
Vista dall'arrivo della funivia Argegno-Pigra
Vista dall’arrivo della funivia Argegno-Pigra
La stazione di arrivo della funivia Argegno-Pigra
La stazione di arrivo della funivia Argegno-Pigra

Scherzi a parte, in pochi minuti di viaggio tranquillo (la cabina non ondeggia come su altri impianti) si arriva a Pigra, dove veniamo accolti dalla fauna locale.

Fauna locale "farloc" all'arrivo della funivia
Fauna locale “farloc” all’arrivo della funivia (“farloc” in dialetto significa “finto”)
Il cinghialotto, troppo bello!
Il cinghialotto, troppo bello!

Inizia ora una lunghissima salita su asfalto in direzione del Rifugio Venini.

La lunga salita iniziale...
La lunga salita iniziale…
...molto lunga...
…molto lunga…

Prima su ripidi tornanti, poi in una strada deserta all’interno di uno splendido bosco, infine su una stretta cementata soleggiata e panoramica, che solleva l’umore. Nei pressi di quest’ultima parte, tra l’Alpe di Lenno e il Rifugio Venini, si potrebbe allungare il giro andando a toccare le varie cime attorto (Monte Galbiga e Monte di Tremezzo) tuttavia noi tiriamo dritto al Rifugio: vogliamo risparmiarci per la discesa, inoltre la salita è già stata sufficientemente impegnativa.

Ancora 6 km...!
Ancora 6 km…!
Ormai l'arrivo della funivia è lontano lontano!
Ormai l’arrivo della funivia è lontano lontano!
Alpe di Colonno
Alpe di Colonno
La Trek di DanieleT in posa
La Trek di DanieleT in posa
Davide controlla la sua nuova compagna di avventure
Davide controlla la sua nuova compagna di avventure
Autoscatto del Team
Autoscatto del Team (quello tutto nero non è un ninjia, è Davide)

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (40)

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (42)

Il Rifugio Boffalora
Il Rifugio Boffalora
La lunga salita verso il Rifugio Venini
La lunga salita finale verso il Rifugio Venini
Forza Team MyTrails!
Forza Team MyTrails!

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (49)

ROADBOOK: dall’uscita della Funivia a Pigra (856m), si tenga come riferimento la seguente lista tappe: Alpe di Colonno (1321m), Rifugio Boffalora (1236m), Alpe di Lenno (1494m), possibilità di salita al Monte Galbiga, Rifugio Venini (1574m).

NOTA IMPORTANTE: per tutto il tour non si incontreranno mai fontane potabili, quindi attrezzatevi con la dovuto autosufficenza idrica, considerando comunque che si può sempre “fare la spesa” al Rifugio.

Si arriva così al Rifugio Venini…

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (54)

Altra fauna locale sempre "farloc"
Altra fauna locale, sempre “farloc”
Qualcuno ha da accendere?
Qualcuno ha da accendere?
Gnam gnam!
Gnam gnam!
(ex) fauna locale
(ex) fauna locale

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (60)

Il tempo è splendido, una cosa inimmaginabile. Il cielo è probabilmente il più sereno dell’anno. La temperatura è perfetta: siamo in maglietta a novembre! Ci concediamo quindi una rilassante sosta al rifugio: caffè + torta (ottima) della casa. La situazione ci sfugge di mano e ci rilassiamo un pò troppo, sarebbe quasi da aspettare l’ora di pranzo per saziarci con i famosi piatti tipici del rifugio (rinomati).

Gnam!
Gnam!

Un elicottero dei Vigili del Fuoco, probabilmente impegnato in una esercitazione, crea un’inaspettato intermezzo che ci sveglia un pò.

E’ giunto il momento di ripartire, destinazione Monte Crocione. Dal Rifugio proseguiamo quindi sulla larga sterrata della Linea Cadorna che ci porta fin sotto il Monte di Tremezzo.

Belli carichi per l'ultimo tratto di salita!
Belli carichi per l’ultimo tratto di salita!
Manca poco dai!
Manca poco dai!
All'Alpe Mezzegra
All’Alpe Mezzegra

Qui sarebbe possibile la salita in vetta sul Monte di Tremezzo ma noi tiriamo dritti rimanendo “bassi”, sul sentiero della Linea Cadorna, fino all’Alpe Mezzegra (1619m). Presso quest’alpe il sentiero si congiunge con quello che scende dalla cima del Tremezzo e, in leggere discesa, si fa un pò più impegnativo e stretto fino all’Alpe di Tremezzo, proprio sotto il Monte Crocione.

Motociclisti che si sono spinti fino al limite della strada per loro percorribile
Motociclisti che si sono spinti fino al limite della strada per loro percorribile (Alpe Mezzegra)
Inizio a riconoscere il panorama della foto che mi ha spinto a venire fin qui...
Inizio a riconoscere il panorama della foto che mi ha spinto a venire fin qui…
Alpe di Tremezzo e sopra il Monte Crocione (sembra un pandoro!). Da notare il sottostante singletrack in costa e i due traversi "free" che dall'Alpe scendono su di esso.
In lontananza l’Alpe di Tremezzo e sopra di essa il Monte Crocione (sembra un pandoro!). Da notare il sottostante singletrack in costa e i due traversi “free” che dall’Alpe scendono su di esso.

Ascesa finale al Monte Crocione, rigorosamente a spinta.

Ascesa al Crocione: DanieleT fotografa Daniele
Ascesa al Crocione: DanieleT fotografa Daniele
Io fotografo i due Danieli
io, rimasto indietro, fotografo i due Danieli

Finalmente arriviamo al Monte Crocione, 1640m.

Arrivo al Crocione! DanieleT.
Arrivo al Crocione! DanieleT.
Marco
Marco
Davide (in sella! che stile...)
Davide (in sella! che stile…)

Momenti di festa.

Yuppi
Yuppi

Il panorama che si gode da quassù è superbo, dicono essere il più bel panorama sul Lago di Como, e non stento a crederci. Pausa di raccoglimento dinnanzi a questo surreale spettacolo che riempie letteralmente gli occhi.

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (117)

Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare.
Così tra questa immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.
Made in Italy
Made in Italy

Uno scatto alle nostre fedeli compagne di viaggio…

La Cube di Daniele
La Cube di Daniele
La Trek di Marco
La Trek di Marco
La mia Specy
La mia Specy
la Trek di DanieleT
la Trek di DanieleT

Vorremmo non andarcene mai, tuttavia dobbiamo farlo perchè ci aspetta una lunghissima e impegnativa discesa.
Chiediamo ad un gentile hiker se ci può fare una foto mentre facciamo finta di scendere dalla cima in picchiata “dentro” al lago (foto classica del mondo mtbiker), purtroppo il risultato non è proprio quello sperato 🙂

Giù in picchiata!
Giù in picchiata!

Ci si mette anche il suo cane…

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (123)_RID

Terminata la scena patetica, torniamo indietro e scendiamo di nuovo all’Alpe di Tremezzo. Qui ci buttiamo nell’erba per un ripido traverso molto “free” che ci porterà al sottostante singletrack.

Traverso "free"
Traverso “free”

Con qualche difficoltà raggiungiamo il singletrack e partiamo a cannone direzione Nava. Inizialmente si viaggia bene e velocemente, seppur qualche grossa roccia fissa di troppo costringa a rallentare per evitare di tagliare una gomma o distruggere pedali-pedivelle-cambio.

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (128)

Arrivano i primi tornanti, Daniele come al solito conduce sul gruppo a velocità sostenuta, purtroppo viene fermato da una pizzicata.

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (127)

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (129)

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (130)

Il sentiero non perdona, soprattutto al posteriore bisogna tenere una pressione alta per evitare di pizzicare la camera d’aria.

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (134)

Sostituita la camera e pompata a pressione più sostenuta, riprendiamo la discesa tra mille tornanti a gomito. Sinceramente me li aspettavo più stretti: sono impegnativi ed esposti ma niente di sconvolgente. Qui chi sa esibirsi nel nose-press godrà come un riccio, ma chi non ne è capace non ha da lamentarsene. Si rallenta e, con un pò di trialismi, questi tornanti si fanno anche senza nosepress (tranne 2 o 3), oppure basta puntare il piede, girare la bici al volo (senza scendere) e si riparte. Niente di impossibile.

DanieleT in action
DanieleT in action
Marco in action
Marco in action

Segue poi un velocissimo traverso su foglie prima di ritrovarsi letteralmente in picchiata su un fondo roccioso. Il tempo di tirare il fiato e sulla destra compare d’un tratto la mitica galleria della Linea Cadorna.

Arrivo alla galleria (in..... sguuuummata)
Arrivo alla galleria (in….. sguuuummata)

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (144)

Essendo dritta e dal fondo compatto si può attraversare anche senza luci, non sembra presentare pericoli oggettivi.

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (141)

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (145)

Il sentiero prosegue ora abbastanza facile e ben presto raggiunge una strada cementata che scende alle Baite di Nava. Con un pò d’occhio si possono vedere dei tagli che scendono dritti lungo i tornanti della cementata. Si tratta di deviazioni molto sassose e lente, che servono per variare un pò. Sbuchiamo quindi alle Baite di Nava (808m). Qui bisogna risalire e prendere un sentiero sulla dx (il GPS qui aiuta molto) e ben presto ci troviamo a scollinare. Breve occhiata e: “ragazzi ma qui è da pazzi!!”.  In effetti il primo tratto è veramente molto esposto, ma “passa via” subito. Ci troviamo quindi a scendere per una bella traccia a tornanti nell’erba.

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (154)

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (155)

sulla sx, l'arroccata Chiesetta di San Martino
sulla sx, l’arroccata Chiesetta di San Martino
Bellagio davanti a noi
Bellagio davanti a noi

Un ultimo passaggio roccioso allucinante, un bel traverso in costa ed eccoci fuori dalla prima parte. Arriviamo a delle strutture (baite), non ho idea di come si chiami questo agglomerato. Siamo comunque nel territorio di Griante e una di queste baite si chiama Baita Nonu Celest.

Breve sguardo al traverso da cui siamo appena scesi, il Crocione è ormai lontanissimo (non si vede nella foto).

Lago di Como - Monte Crocione 07.11.2015 (161)

Da qui si potrebbe salire al Sasso San Martino per godere ulteriormente di un ottimo panorama, ma oggi non abbiamo ne tempo ne forze per ulteriore dislivello positivo.

Facciamo quindi una breve pausa per poi affrontare al meglio l’ultima lunghissima parte di discesa.

Gli strani gesti di Daniele, forse in memoria dell'esperienza nella stretta funivia...
Gli strani gesti di Daniele, forse in memoria dell’esperienza nella stretta funivia…

La discesa parte dapprima semplice su erba ed entra in un bosco, tuttavia ben presto esce dal bosco e diventa una lunghissima serpentina di tornanti. Vietato perdere la concentrazione!

Marco in action
Marco in action

Le capre ci guardano dall’alto e ci incitano!

Capre in action (verso il centro-sx)
Capre in action (verso il centro-sinistra della foto, sul profilo roccioso)

Il sole ormai sta tramontando e dobbiamo dare gas. Evitiamo di andare a visitare la pittoresca Chiesetta di San Martino (deviazione sulla sinistra del sentiero che scende), arroccata su un costone roccioso, e tiriamo diritto fino al lungolago di Griante.

Bellagio vista dal lungolago di Griante
Bellagio vista dal lungolago di Griante

E’ fatta! Riprendiamo un pò fiato, siamo leggermente provati e, per rientrare ad Argegno, ci aspettano ancora 12 km di pallosissima statale trafficata. Non sarebbe niente di che se non fosse che ce li spariamo a velocità supersonica, sverniciando le bici da strada 🙂

Esausti, raggiungiamo l’auto con il disco solare che ormai è tramontato su questa giornata indimenticabile.

Per noi che abbiamo la Svizzera qui vicino e che spesso tendiamo a tradire il Belpaese per recarci  nel territorio elvetico alla ricerca di trail esotici, questo è un gran giro epico, orgogliosamente tutto italiano, che ci rende fieri del nostro territorio. Un must per ogni mtbikers!

Da percorrere rigorosamente in una giornata di bel tempo, non dopo piogge, belli lucidi e riposati, e con bici full suspended. Le front da XC qui non ce le vedo affatto, possibilità di rompere bici e conducente molto elevate 🙂

Assolutamente da rifare!
[ EDIT: QUI trovate il seguito ]

Davide

Traccia GPS (il giro è lungo in totale 40 km, di cui 10 sono il rientro finale sulla statale. Il dislivello totale è di circa +1.650m  di cui +600m vengono fatti con la funivia):

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