Lago del Tremorgio: escursione e ritrovamento nell’ Alto Ticino

08/11/2015 (Domenica) – Oggi passeggiata a  bassa quota, questo non significa però che sarà semplice, affronteremo una salita abbastanza impegnativa (per noi), circa 800 metri di dislivello positivo, per raggiungere il Lago del Tremorgio (1830 m s.l.m.).
Un lago alpino con  forma quasi circolare tanto da farlo sembrare il cratere di un vulcano, invece è di formazione glaciale. Ho scoperto questo lago cercando su Google Maps, attirato appunto dalla sua forma quasi perfetta.

Alle 8:15 siamo in viaggio, raggiungiamo la dogana di Bizzarone, autostrada A2 in direzione San Gottardo, uscita Faido e seguire per Prato (Leventina). Noi abbiamo posteggiato l’auto in uno dei due piccoli parcheggi gratuiti nella Località Mascengo da dove parte il sentiero, più comodo di così!

Auto MyTrails Trekking
Auto MyTrails Trekking

Dal parcheggio teniamo la sinistra (in salita) e raggiungiamo subito il cartello che segna ufficialmente l’inizio della nostra passeggiata
Tremorgio (2)

Arriviamo ad una curva in prossimità di una strettoia, non sapendo dove andare ora, mi tocca tirare fuori la traccia GPS, solo dopo averla guardata mi accorgo del minuscolo segnale posto sul muretto, quindi dobbiamo entrare nella strettoia e proseguire in direzione della pineta.

In basso a sinistra l'indicazione con i colori ticineri
In basso a sinistra, coperta dal bastone, l’indicazione con i colori ticinesi e la scritta “sentiero”

Finita la strettoia arriviamo ad un ponte, qui si può scegliere se andare a vedere una cascata (a circa 200 metri) oppure proseguire per il lago, noi andiamo diretti a quest’ultimo.
Saliamo sul ponte e teniamo la sinistra, troviamo subito altri cartelli (precisione svizzera) e mentre studio le indicazioni Anna come al suo solito deve provare tutte la panchine o simili

Sempar setà e mai in pé...
Sempar setà e mai in pé…

Il sentiero ora entra nella pineta e inizia a farsi bello ripido, d’altronde la distanza dal Tremorgio è poca e il dislivello da fare non è poco.
Oggi siamo lenti, è un po’ che non camminiamo… siamo fuori allenamento in più ho nelle gambe circa 40 km del giorno precedente (‘zzo di idee che mi vengono)… il sentiero però non è tutto a gradoni come immaginavo.
È battuto e abbastanza “flow”, solo in alcuni tratti di pochi metri ci sono radici. Molto appetitoso per la MTB  😉

Ad un certo punto sentiamo un rumore: un capriolo di piccola taglia ci passa a pochi metri, saltando giù dalla montagna a velocità folle… un capriolo da downhill!
Dalla parete da cui è arrivato poi vediamo dei rami che si spostano, un mega volpone sbuca dalle foglie. Spettacolo!
Non sono riuscito a fotografarli però, troppo veloci!

Dopo la scena di caccia proseguiamo il nostro tour, Anna sta davanti, va più di me oggi.

Va mal và quela tusa lì
Va mal và quela tusa lì…

Dopo svariati tornanti e quasi 3/4 d’ora di cammino la pineta si apre, la pendenza ci da un po’ di tregua e il fondo diventa un soffice tappeto di erba finissima, sembra di stare sulla moquette, le ginocchia ringraziano e ci fermiamo per ammirare questo strano “giardino” che sembra uscito da un film di fantasia.

Ma dove siamo?
Ma dove siamo?

Continuiamo la camminata e la pineta si apre totalmente, nel pressi dell’alpe Casorei a 1445 m, siamo a metà quindi!
Seguiamo la staccionata tenendo l’alpe sulla sinistra e riprendiamo a salire con una pendenza maggiore.
Il fondo qui è più sconnesso rispetto a prima ma nulla di impossibile, sia a piedi che con un mezzo a 2 ruote 😉

Nei pressi dell'Alpe Casorei
Nei pressi dell’Alpe Casorei

Tremorgio (20)

Raggiungiamo una fontana, qui la pausa è d’obbligo, Anna si diverte col principio dei vasi comunicanti e io mi riposo un secondo.
Ripartiamo e dopo circa 20 minuti si fa vivo un altro cartello, non molto rassicurante per chi decide di intraprendere questo percorso durante la stagione invernale, con la neve ovviamente (ci sarà quest’anno?)
Tremorgio (23)

Un altra indicazione invece a pochi metri da quella sopra rappresentata indica che ci aspettano altri 50 minuti fra strappetti e tornanti, dai che non manca molto!

Gli alberi ora si fanno meno frequenti però il terreno presenta più rocce e radici, stile Martica.
Da una “fessura” negli alberi riusciamo a riconoscere il maledetto Pizzo Taneda, lo guardiamo male e proseguiamo…

Sulla destra, quello più a punta è il Pizzo Taneda (2667 m)
Sulla destra, quello più a punta, col rigagnolo di neve verticale, è il Pizzo Taneda (2667 m)

Incontriamo dei cacciatori con dei mega fucili sulla schiena, Anna li schifa e li guarda malissimo… “Anna sono armati… vula bass e schiva i sass…”

Ora si passa sotto le tubature dell’impianto idroelettrico, occhio alla testa per i più alti e vediamo “poco” più su l’arrivo della teleferica che parte da Rodi.
Prima uno sguardo indietro…

Tubazioni e dietro il sentiero accanto alla parete
Tubazioni e dietro il sentiero accanto alla parete

Raggiungiamo un piccolo spiazzo e noto che ci sono della scale, Anna alla vista del suo peggior nemico sbuffa, accanto alla ruota della teleferica costruita nel 1883/1886

Scale??
Scale??

Non ci sono scale da fare, servono per la manutenzione dell’impianto, quindi a noi non interessano.
Altri tornanti (in MTB quasi impossibili) e il sentiero si apre lasciando spazio a questo:
Tremorgio (31)

Tutta la fatica fatta non è stata vana…
Arriviamo alla capanna Tremorgio e lì un signore (cacciatore) ci chiede se avevamo visto un cane, non avendolo visto e pensando: “E’ un cane da caccia, tornerà dal padrone”, salutiamo (un po’ dispiaciuti) il cacciatore e arriviamo sulla riva del lago.

Tempo una mezz’ora per il pranzo e relax, ci giriamo e vediamo il cane che il signore ci aveva descritto. Aveva però la testa bassa e la coda fra le gambe, non trovava più il suo padrone e non sapeva dove andare.
Anna parte a razzo verso la capanna, io cerco di tranquillizzare il cane… dopo 5 minuti Anna ritorna da sola, il padrone evidentemente era sceso.
E adesso? Senza targhetta ne niente…

Anna più preoccupata del cane
Anna più preoccupata del cane

Facciamo amicizia per cercare poi di farci seguire durante la discesa, decidiamo quindi di prepararci e tornare indietro, vediamo però il cane alzarsi e andare verso l’arrivo della teleferica, cerchiamo di seguirlo ma lo perdiamo. Arrivati alla cabina, lo vediamo dentro insieme ad altre 3 persone, scodinzolante…
Vuoi vedere che i 2 cacciatori erano i figli di quello alla capanna e son venuti a recuperarlo?
Beh, tutto s’è risolto per il meglio e noi eravamo più sollevati.
Ed ora… giù in discesa verso la macchina
Tremorgio (42)

Un’ora e quaranta di discesa spezza gambe e raggiungiamo il parcheggio. Un sorso di te caldo (freddo forse sarebbe stato meglio visto la temperatura assurda) e saliamo in macchina.

Traccia GPS:

Scarica

 

Ottimo allenamento per le prossime gite, abbiamo (quasi) riportato un cane al suo padrone e ho forse trovato un’altra zona da esplorare con la MTB… stay tuned!

Daniele

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