Le tre Cascate di Cittiglio: trekking tra Leggenda e Realtà

Ottobre 2015 – Un’impresa durata due weekend: le tre cascate di Cittiglio esistono davvero o sono leggenda?

Il primo tentativo è stato vano: siamo riusciti a vedere le prime due cascate ma poi, oltrepassata la seconda, non siamo riusciti a trovare la terza. Siamo arrivati un pò più avanti di dove avevano interrotto il loro tour Daniele ed Anna qualche anno fa.

Le (poche) persone incontrate durante la giornata e interrogate a riguardo dicevano di non averla mai vista, oppure che hanno sentito che per arrivarci bisogna fare “un altro giro”.

Così, iniziando a pensare che la terza cascata fosse leggenda, ho approfondito ulteriormente le ricerche e, grazie ad alcuni spunti utili trovati su un forum a cui ho voluto dare fiducia, ci abbiamo riprovato la settimana successiva, stavolta con successo!

Raggiungere la prima cascata è un gioco da ragazzi e alla portata di tutti. Noi abbiamo parcheggiato nel “solito” parcheggio di Cittiglio, già utilizzato in passato per altri tour nella zona (attenzione, se c’è il Mercatino niente parcheggio). Poi a piedi abbiamo seguito le indicazioni di legno “alle cascate” che, percorrendo Via Pianella, portano all’interno della valle scavata dal Torrente San Giulio, indiscusso protagonista di questa natura.

L’asfalto lascia spazio ad un ampio sentiero che porta all’area picnic: una grossa struttura in legno dotata di tavoli e postazioni barbecue. Segnalo che non sono in ottime condizioni, ma rispetto ad altri posti che abbiamo visto non sono neanche poi messi così male 🙂
Qui un cartello spiega le caratteristiche delle cascate.

Ora, se si prosegue sull’evidente sentiero che risale il corso d’acqua (presente un bel ponte), ci si avvicina alla prima cascata.

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Ad un certo punto il sentiero termina e bisogna risalire alla benemeglio le rocce del fiume per poter vedere da vicino la prima cascata. Noi abbiamo trovato una marea di detriti da oltrepassare, segno che il letto del fiume non viene molto curato. Per fortuna il livello dell’acqua era basso e quindi non ha creato problemi, anche se questo ha limitato la spettacolarità della cascata. Con un salto di 43 metri, si riesce ad ammirare al massimo come nel video a fondo pagina, impossibile andare oltre a meno di non voler nuotare 🙂

il punto da dove ho realizzato il video
il punto da dove ho realizzato il video
detriti
detriti

Torniamo sui nostri passi fino all’area picnic. Qui inizia anche il sentiero che porta alla seconda e alla terza cascata. Un chiaro (?) segno sull’albero indica la direzione.

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Un cartello dice che il sentiero è franato ed è riservato ad escursionisti esperti. Grande verità!

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (1)

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (2)

Infatti il sentiero è ridotto male,anzi malissimo, ormai da anni, poichè versa purtroppo in stato di abbandono, distrutto dai catastrofici eventi atmosferici che si sono susseguiti negli ultimi anni. Più passa il tempo, più il percorso peggiora, verso l’inesorabile scomparsa.
Si prende questo sentiero a proprio rischio e pericolo, quindi vietato poi rivalersi sul Comune, sulla Comunità Montana o,peggio ancora, su MyTrails 🙂 Chi affronta questo percorso è consapevole delle difficoltà a cui va incontro. Non è un percorso per fare una passeggiata domenicale con i bambini: serve spirito di avventura, buone scarpe e buon senso dell’orientamento.

Iniziamo quindi, subito in salita, ad addentrarci nel bosco. Il sentiero parte bene ma poi iniziano a farsi vedere i passaggi “ridotti male”, via via sempre più crescenti. Più si va avanti, peggio è messo il sentiero. E sarà così fino alla fine…

Ecco riassunto in una gallery lo stato del sentiero, fino più o meno alla seconda cascata:

Tra passaggi in costa, graditi, qualche albero caduto da superare e passaggi rocciosi si arriva infine alla seconda cascata. In pratica il sentiero si trova in alto, sul margine destro(salendo) del fiume fino a quando si sente distintamente il rumore della cascata e la si intravede in lontananza. C’è un bivio:
Dritto, più evidente, il sentiero scende alla seconda cascata.
A destra, in salita, meno evidente, il sentiero prosegue verso la terza cascata.

Scendiamo quindi a vedere la seconda cascata, molto più bella della prima, e incastonata in una cornice naturale davvero notevole. Questa cascata la si può ammirare frontalmente  e si può toccare bene il suo bacino d’acqua. Visto da sotto, il salto di 51 metri è molto interessante.

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A questo punto bisogna tornare al bivio e prendere per la terza cascata. Viene la parte decisamente più difficile e meno chiara di sentiero. E’ letteralmente devastato, pieno di albero caduti e frane. Alcuni alberi caduti si aggirano passando intorno alle radici sradicate (si notano i segni di chi gira attorno), altri invece bisogna oltrepassarli passandoci sopra o sotto. Alcuni passaggi non sono per niente facili e richiedono molta attenzione, soprattutto uno che implica una ascesa verticale e una discesa strapiombante per oltrepassare le radici di un enorme albero sradicato.

Bene o male, con un pò di intuito e spirito di osservazione, si riesce sempre  a capire la direzione da prendere o comunque a vedere i resti del sentiero da seguire. Solo in un punto abbiamo avuto difficoltà e abbiamo perso molto tempo, qui:

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (30)

Inizialmente abbiamo provato ad aggirare gli alberi caduti, tuttavia è impossibile. Ci siamo ritrovati appesi ad una parete verticale, sdrucciolevole, appena sotto la strada asfaltata (SP8) che sale a Vararo, tuttavia impossibile da raggiungere (secondo noi). In questo passaggio l’unica soluzione è togliere lo zaino e passarci dentro:

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (32)_mod

Approfittando del seghetto ho sfrondato un pò le piante, tuttavia qui il sentiero è in continua evoluzione a seguito del maltempo, quindi non ho perso molto tempo a fare trail building perchè tanto è sufficiente un temporale affinchè cambi tutto (quasi sicuramente in peggio).

Lo sconforto inizia a prendere il sopravvento accompagnato da una velata sensazione di insicurezza. Forse la terza cascata è una leggenda? Del resto qui le leggende sono di casa. Mi hanno detto esserci una leggenda tramandata oralmente dai locals in merito al torrente San Giulio. Le Legioni Romane desideravano conquistare questo territorio per avere un avamposto strategico per sferrare attacchi ai nemici oltreconfine. Gli abitanti decisero di far apparire il territorio più pericoloso  del previsto, deviando il corso d’acqua creando una diga di legno. Al passaggio dei Romani la diga doveva essere aperta, per creare una imponente massa d’acqua che avrebbe dovuto scoraggiarli. La persona incaricata dell’apertura ebbe un incidente, ferendosi, e fu il suo fido cane a richiamare l’attenzione degli abitanti che poterono accorrere in suo soccorso ed aprire la diga, ottenendo così lo scopo prefissato e salvandosi.

I pensieri corrono veloci e rendono quest a avventura ancora più gustosa, seppur con qualche battito cardiaco in più.

Ad un certo punto il sentiero torna a scendere verso il livello del fiume e sulla sinistra noterete di essere poco sopra ad una cascata. Siete sopra la seconda cascata. Molti, arrivati qui dopo una immane fatica, pensano di essere alla terza, errore. Davanti a voi troverete anche un mini-salto del fiume di qualche decina di centimetri, non osate pensare che sia questa la terza cascata!

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (34)

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (33)

Proseguite lungo il sentiero che risale il fiume e, dopo qualche altro passaggio più o meno semplice, arriverete a vedere questo:

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (35)

Potete tirare un sospiro di sollievo, il più è fatto, ma aspettate a cantare vittoria!

Qui ci sono due scuole di pensiero: chi dice di attraversare il fiume lungo il guado sassoso (freccia rossa), chi di risalirlo stando aggrappati alle rocce sul lato destro (freccia gialla).

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Io ho provato entrambe le opzioni e consiglio la freccia rossa, ovvero guadare il fiume sulle rocce (se l’acqua è bassa, ovviamente) e seguire la traccia che sale nel bosco. Tale traccia scenderà poco dopo di nuovo al livello dell’acqua, dietro l’ansa. Risalite un pò il fiume, troverete un grosso masso, oltrepassatelo.

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (36)_mod

A questo punto dovete tornare sul lato destro del fiume, forza che manca poco!

Trovate un buon punto per fare il guado (ci sono varie rocce che aiutano) e sforzatevi a  trovare la traccia qui segnata, che sale leggermente.

mentre sto facendo il guado, guadandomi indietro a valle, ecco da dove sono arrivato. Si noti il grosso masso in fondo, passato poco prima
mentre sto facendo il guado, guadandomi indietro a valle, ecco da dove sono arrivato. Si noti il grosso masso in fondo, passato poco prima
mentre sto facendo il guado, guardo a monte
mentre sto facendo il guado, guardo a monte
guardando a monte, sulla destra, la traccia da trovare
guardando a monte, sulla destra, la traccia da trovare

Tale traccia sale nella vegetazione e poco dopo torna giù al fiume. Vedrete davanti a voi lo storico ponticello (è lì da anni, ad ottobre 2015 c’era, mi auguro che non venga a spazzato via da una piena prossimamente…): è fatta!

guardando a monte, ecco il ponticello! è fatta!
guardando a monte, ecco il ponticello! è fatta!
sul ponticello, guardando verso valle
sul ponticello, guardando verso valle

Oltrepassatelo e, girato l’angolo, ta-dha!
La terza cascata esiste, non è leggenda!

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (42)_rid

Vi sentirete come degli esploratori che hanno trovato una nuova terra, come dei cercatori d’oro che hanno trovato fortuna. Correte alla base alla cascata e godetevela! Il doppio salto per un totale di 56 metri è spettacolare, imponente, roboante. Anche se il fiume non è assolutamente in piena, il rumore dell’acqua è molto forte, l’aria è colma di vapore acqueo,l’umidità è alle stelle. Veramente uno scenario da film d’avventura.

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (56)

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (50)

Cascate di Cittiglio 25.10.2015 (51)

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guardando verso valle dallo spiazzo antistante la terza cascata
guardando verso valle dallo spiazzo antistante la terza cascata

Peri più intraprendenti c’è anche una corda che serve per arrampicarsi su delle scivolosissime rocce e ammirare la cascata da più vicino, sopra il primo salto. Io per oggi ho già dato abbastanza quindi passo 🙂 Mi accontento di ammirare la cascata da sotto!

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la corda vista da vicino
la corda vista da vicino

Fate una meritata pausa (opportuno avere l’abbigliamento adatto, qui alla base della cascata c’è vento e umidità, fa freddo) è ora di ripartire. Il ritorno si fa esattamente per la via dell’andata: conoscendo ora il percorso, si prosegue spediti e senza timore.

Mentre percorriamo gli ultimi passi verso l’auto pensiamo a quanto sia stato avventuroso trovare tutte e tre le cascate (seppur al secondo tentativo!). Se il sentiero fosse perfetto, sarebbe questione di massimo 45-50 minuti arrivare alla terza. Attualmente, se non lo si conosce, 90-100 minuti sono il minimo, secondo me. Questo allo stato attuale del sentiero, perchè, purtroppo, può solo peggiorare, rendendo ancora più inaccessibili ed esclusive queste tre perle della provincia di Varese.
Speriamo che il sentiero venga presto ripristinato per permettere a tutti di godere in sicurezza di questo fantastico posto!

Sappiate comunque che le tre cascate di Cittiglio esistono sul serio, non sono leggenda!
Noi le abbiamo viste, eccole qui:

Davide

TRACCIA GPS (poco utile perchè nella stretta e profonda valle il segnale è molto scarso, ottenendo così gli inaccurati risultati che potete vedere qui di seguito):

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