[TEST] MTB Specialized Enduro 29” Comp 2016

17-18/10/2015 (Sabato e Domenica) – Il primo vero “test” di casa MyTrails. Grazie al dealer Specialized Cicli Snoopy di Como abbiamo passato due giorni con l’ultimissimo modello in alluminio della nuova icona della casa di Morgan Hill. Conquisterà i nostri cuori?

E’ sulle scene da oltre 10 anni, ben prima che la parola “enduro” diventasse il nuovo “spam”.

E’ l’unica mountain bike che può usare la preziosa parola come nome proprio.

Parliamo della Specialized Enduro, la nuova icona mtb di casa Specialized.

Dal 2013 viene proposta anche nel formatone da 29”, il che la rende un mezzo (quasi) unico nel suo genere.

Geometrie ereditate dalla sorella con le ruote più piccole (telaio X-Wing FSR in lega M5), carro corto e compatto, 160mm di escursione davanti e 155mm dietro, reggisella telescopico con passaggio cavi interno e trasmissione singola 1×11 di serie con corona 28T. Manubrio da 78cm, freni a 4 pistoncini e cerchi con canale interno extralarge da 29mm a suggellare il tutto.

Con queste caratteristiche, la versione Comp 2016 della Enduro 29 sembra essere la bici definitiva!

[TEST] Specialized Enduro 29" Comp 2016 / Specifiche Tecniche

Commercializzata in Italia ad un prezzo di listino di 3.490 Euro, è il modello entry-level della gamma Enduro 29”, nonchè l’unica versione disponibile in alluminio qui in Italia.

Il desiderio di provarla è vivo, ma come fare? Attendere qualche test day magari… ma campa cavallo. Il desiderio potrebbe diventare irrefrenabile ed indurre ad azioni sconsiderate.

In mio soccorso viene Cicli Snoopy di Como, dealer ufficiale Specialized. Nel suo showroom di Via Tentorio 2/A a Como (zona motorizzazione, questo il punto esatto sulla mappa) ha la più ampia gamma di test bike Specialized della regione: è possibile avere in prova praticamente tutta la gamma MTB 2016 Specialized.

Il negozio Cicli Snoopy @ Como
Il negozio Cicli Snoopy @ Como
Lo showroom Cicli Snoopy, dealer ufficiale Specialized
Lo showroom Cicli Snoopy, dealer ufficiale Specialized

Per quanto molto competenti anche sul lato “stradista”, io ho potuto davvero apprezzare il loro lato “gravity oriented”. Fabio ed Eugenio sono dei veri appassionati.

Lo showroom Cicli Snoopy, dealer ufficiale Specialized
Lo showroom Cicli Snoopy, dealer ufficiale Specialized

Avere informazioni e pareri sulle bici in vendita nel loro bello showroom Specialized è dovuto, ma quando ti confronti con un dealer che in prima persona prova le bici sui trails della zona e finisci per trovarti a parlare di sentieri/percorsi e non più di bici, ecco che i ruoli vengono trascesi e non siamo più davanti al rapporto venditore-cliente.

E così eccomi qui, in questa atmosfera di amicizia, nel tardo pomeriggio di un venerdì qualsiasi, con una Specialized Enduro Comp M5 FSR 29” my 2016 tra le mani. Un paio di firme (le solite cose dovute, “chi rompe paga” e similari) e sono fuori con questo mezzo paura, mio per due giorni.

Specialized Enduro 29" Comp 2016 @ Cicli Snoopy (CO)
Specialized Enduro 29″ Comp 2016 @ Cicli Snoopy (CO)

Chi sono io per “provare” una bici? Nessuno, ed è proprio questo il bello. Sono il tipico biker (ormai purtroppo solo) del weekend, che vive nel limbo tra dilettante e amatoriale, ma che passa tutta la settimana nella fremente attesa del weekend per poter saltare in sella. Come tanti, ho subito una naturale evoluzione: dall’XC ai giri alpini, dalla front alla full suspended, dalla tutina attillata ai comodi abbigliamenti più “free”.

Proprio qui risiede la particolarità di questo “test”.

Se siete dei PRO-rider che partecipano all’EWS, cambiate articolo.

Se, come me, siete il tipico trail biker che non ha mai provato per bene una vera “endurona” e si chiede come sarebbe provarne una sui percorsi usualmente battuti, e quali differenze sussistono con una bici dall’indole più tranquilla, ecco l’articolo che fa per voi.

Per la cronaca, la bici usata negli ultimi anni con cui ho vissuto la maggior parte delle “avventure” riportate qui su MyTrails è una Trek Fuel EX-8 in alluminio del 2013: ha 130-130 mm di escursione Fox con DRCV, ruote 26”, angolo sterzo 68°, manubrio 75cm con attacco da 60mm, trasmissione monocorona 1×10 con corona da 30T e cassetta custom 11-40T. Ruote grasse da 2.30-2.35, fasce antiforatura, reggisella telescopico da 150mm di escursione. Con un peso di 13.62 kg su strada, è una trail bike da manuale pronta ad affrontare anche qualsiasi sfida all mountain!

Trek Fuel EX-8 by Davide
Trek Fuel EX-8 by Davide

Ring ring, la sveglia suona presto sabato mattina. Scendo in garage e inizio il setup di fino della Enduro 29”. Le cose importanti (pressione sospensione e ammortizzatore, altezza sella, eccetera) le ho già regolate in negozio con l’aiuto di Eugenio e Fabio di Cicli Snoopy, tuttavia si sa che io sono un pò maniaco. Controllo tutti i serraggi con la chiave dinamometrica, faccio la pressione delle gomme per la salita, regolo la distanza delle leve freno/cambio/telescopico, metto la sella in bolla, e così via. Dopo circa 45 minuti il mezzo è finalmente pronto.

Apro il garage, fuori è tutto bagnato, sarà un weekend difficile sotto l’aspetto meteo. Poco importa, sono esaltato per la prova di questo destriero total-matt-black. La mia Trek ci guarda impotente dal fondo del garage: queste sono corna a tutti gli effetti.


 

Day One: Le prove speciali di Tavernerio (CO)

 

Il Team MyTrails è sfasciato causa moria generale nel parco mtb, quindi recluto all’ultimo solo il mitico Andrea con la sua Mongoose Teocali 26”: l’ho praticamente costretto a venire con me!

Discesista del gruppo, averlo insieme oggi è una compagnia preziosa, se non addirittura fondamentale.

Le “prove speciali” di Tavernerio (CO), ex tracciati ufficiali dell’Enduro Cup Lombardia, sono il luogo ideale dove iniziare a provare una bici con tale nome, Enduro.

In tempo zero siamo al solito parcheggio di Ponzate (CO), pronti in sella. Nonostante il tempo non sia molto promettente (13°c, nebbia totale, umidità dappertutto, terreno bagnato dalla pioggia anche forte dei giorni precedenti) ci sono anche altri biker che si stanno attrezzando per la giornata.

Inizia la salita su asfalto verso il Monte Boletto. Circa 8 km e 650 metri di dislivello.

Chiudo tutta la compressione della Pike, blocco l’ammortizzatore Fox, sella tutta sù: si parte! Prima volta seria su una vera “enduro”.

Segnaletica verticale alternativa a Ponzate
Segnaletica verticale alternativa a Ponzate

La prima cosa che mi colpisce è quanto sia corta la guida! In taglia M, la bici monta una pipa da 45mm (in taglia L, monta una pipa da 6cm, ndr). Il manubrione da 78cm me lo sento abbastanza vicino a me rispetto alla mia trail bike.

La seconda cosa che noto è quanto sia sloopata la bici. La ruota anteriore sempra davvero “in avanti” rispetto alla mia Trek, nonostante l’angolo sterzo sia più aperto di “solo” mezzo grado  (67,5° vs 68°).

La terza cosa che noto pedalando è quanto sono seduto “più indietro” rispetto alla mia trail bike. Mi sembra di essere quasi seduto sulla ruota posteriore 🙂

Pedalata dopo pedalata, la bici scorre che è un piacere. Sarà perchè è nuova di pacca, saranno le ruote da 29”, ma quello che importa è che si pedala bene, nonostante la posizione di guida sinceramente diversa.

Nessun problema, nessun affaticamento, si mangia la strada alla grande. La cassetta è una 10-42 ma i due rapporti più grandi non vengono (quasi) mai toccati. Anche il bobbing è praticamente pari a zero, quasi al livello delle mie Fox DRCV 100% bloccabili graniticamente. Questo non me lo aspettavo, attendevo un evidente bobbing anche con tutto chiuso, invece non è accaduto.

Il passo è escursionistico: andiamo abbastanza tranquilli. Sorpassiamo alcuni bikers, altri invece sono loro a sorpassare noi, gli stradisti infine ci sverniciano.

Verso la fine della salita Andrea sta per alzare bandiera bianca, del resto lui è nato per la discesa, così gli faccio tornare il sorriso affidandogli la Specy per un pò.

Andrea in groppa alla Endurona 29
Andrea in groppa alla Endurona 29

Adesso sono io a faticare: la sella della sua Mongoose è decisamente bassa per me ed i pedali automatici Crank Brothers non sono ben gestibili con le mie scarpe Five Ten flat.

La matematica non è un'opinione...
La matematica non è un’opinione…

Finalmente l’asfalto finisce, arriviamo al parcheggio al termine della strada asfaltata e ci concediamo una breve sosta.

[TEST] Specialized Enduro 29" Comp 2016 / Foto 05

[TEST] Specialized Enduro 29" Comp 2016 / Foto 06

[TEST] Specialized Enduro 29" Comp 2016 / Foto 07

Mangiamo qualcosa e ripartiamo, ultimo sforzo in salita su sterrato ed arriviamo alla Baita Bondella, dove inizia finalmente la discesa sulla PS3 “Boletto”. La percorreremo per metà della sua lunghezza, fino ad incontrare il “toboga”.

Finora l’Enduro 29” è andata bene, salita su asfalto approvata.

Setup per la discesa: sospensioni aperte, via un pò d’aria dalle gomme, sella giù.

Ora tocca a noi: indossiamo le protezioni, fanno piacere anche perchè fa freddissimo. Casco integrale, guanti e siamo pronti, la discesa è nostra.

Il primo pezzo è un sentiero veloce dal fondo medio dove usualmente si può far correre molto la bici. Il fondo oggi è bagnato e a tratti ha un che di sabbioso. Il tutto costellato da una infinità di ricci di castagne che ci accompagneranno anche per tutto il resto della giornata. Nonostante il fondo non ottimale, per la prima volta riesco a star dietro ad Andrea. Certo, lui sfrutta tutti i chiusini e le rocce per spiccare dei salti epici, io invece copio il terreno, nel frattempo sono basito dalla confidenza che ispira questa bici. Corre che è un piacere, si mangia tutto oltre ogni aspettativa.

E’ impossibile indovinare il setup delle sospensioni al primo colpo, non è mai “buona la prima”, ma così com’è ora sembra già andare molto bene.

Si prosegue un pò in piano, un pò in salita, breve passaggio esposto e finalmente si inizia a scendere seriamente.

Il sentiero è stupendo e molto variegato, chi lo conosce starà sorridendo perchè sa di cosa sto parlando.

Dal canto mio, continua una sensazione di sicurezza pazzesca, anche per me che in discesa sono sempre un pò preoccupato. Mentre scendo mi accorgo che sto riducendo il “confidence braking”, pratica di cui usualmente sono il re.

Chiaramente non riesco più a stare dietro ad Andrea, questo era ovvio. Lui con la sua Mongoose fluttua letteralmente sul sentiero, tuttavia io non ho dubbi sul fatto di stare andando meglio del solito, soprattutto in maggiore sicurezza, nonostante il fondo decisamente non ottimale.

In alcuni punti stretti il sentiero è letteralmente un tappeto di ricci, non si vede minimamente cosa c’è sotto. Dove possibile si va di sponde, dove non è possibile si incrociano le dita e si sfreccia nel molle letto spinoso.

Ecco il passaggio roccioso che l’ultima volta avevo evitato: arrivo, rallento, esito, mi fermo. Guardo un attimo, vedo dove passare, “ma sì che si fa!”, e via.

Questo mezzo si mangia tutto e perdona tantissimo …ma quanto perdona?! E’ una bici che ti porge sempre l’altra guancia.

Compressione finale, eccoci al toboga. Via i caschi, adesso si pedala in salita. Fortunatamente il freddo gelido ci ha lasciati, un pò per la minor quota, un pò per l’ambiente più chiuso. Anche su questa breve salita la 29” si dimostra un bel carroarmato. Qui metto il pignone da 42 un paio di volte, soprattutto nella rampa finale estrema, anche se l’abbandoniamo dopo poche pedalate.

Arriviamo finalmente all’imbocco della PS1 “Bolli”. Qui facciamo una breve sosta e qualche foto.

La Enduro 29 pronta a tuffarsi nella PS 1"Bolli".
La Enduro 29 pronta a tuffarsi nella PS 1″Bolli”.
Ricci ovunque, anche a bordo!
Ricci ovunque, anche a bordo!
Andrea cerca castagne... ne troverà?
Andrea cerca castagne… ne troverà?
La Mongoose Teocali 26" di Andrea
La Mongoose Teocali 26″ di Andrea
L'Endurona 29 pronta a tuffarsi nella PS1 "Bolli" vista da lontano
L’Endurona 29 pronta a tuffarsi nella PS1 “Bolli” vista da lontano

Via, riparte la discesa. Le sensazioni finora avute sono confermate. Ad un certo punto grido ad Andrea “fermati che ci scambiamo le bici!!”. Fatto, ripartiamo. Il tempo di un paio di passaggi rocciosi e Andrea scompare all’orizzonte. Io arranco con la sua Mongoose, anche perchè non voglio correre il rischio di rovinargliela, quindi presto la massima attenzione e prudenza.

Lo raggiungo mentre è fermo ad aspettarmi: “Oh ma che roba questa bici, passa su tutto, e com’è morbida!!”“Dai proseguiamo un pò così” e quindi andiamo avanti fino allo spiazzo nel bosco.

Andrea è lì ancora che mi aspetta, io arrivo e rischio di stendermi davanti a lui con la sua bici.

“io ho fatto uguale” mi dice ridendo. Sarà vero o no, non lo so, magari è solo per non ferire la mia autostima, sta di fatto che c’era un punto di foglie particolarmente scivolose…

Mi restituisce la Endurona e proseguiamo a capofitto sulla Bolli, il cui proseguimento qui è un pò nascosto sulla destra della traccia principale (seguire i segni bianchi, i “bolli” appunto, sugli alberi).

Altro dettaglio che noto: sono molto meno stanco e provato del solito. Usualmente con la mia trail bike arrivati a questo punto ho le gambe sfondate, durissime. La mia guida, già usualmente poco attiva, diventa totalmente passiva. Invece oggi non sono molto provato, va ancora bene e sono ancora fluido. Considerato il poco sonno e la dieta non propriamente “a zona” (ironico), sicuramente questo è merito della bici.

E si va, si va, con soddisfazione, fino alla fine della PS.

26 vs 29
26 vs 29
Specialized Enduro 29" Comp 2016
Specialized Enduro 29″ Comp 2016
Mongoose Teocali Comp 26" Custom
Mongoose Teocali Comp 26″ Custom

Ci fermiamo in questo squallore a confrontare le bici e a fare qualche foto. La discussione si concentra sul manubrione quasi flat da 78cm (forse è troppo largo? forse servirebbe con un pò più di rise?) e sul comando remoto del reggisella Command Post IRCC da 125mm di serie (comando compatibile Match Maker, mica bruscolini).

L'ottimo comando del reggisella telescopico Command Post IRCC, forse solo un pò ingombrante
L’ottimo comando del reggisella telescopico Command Post IRCC, forse solo un pò ingombrante

Questo manettino stile cambio Sram ad Andrea non piace, sia esteticamente che funzionalmente. A me invece piace tantissimo e trovo il comando decisamente migliore di quello del Reverb a livello di funzionalità ed ergonomia. Forse esteticamente è davveropiù bello il pulsantino del Reverb, ma non importa, qui funzione vince su estetica. Da segnalare anche l’ottimo funzionamento di questo reggisella: comando meccanico (cavo) ma funzionamento idraulico, sembra essere un ottimo connubio.

[TEST] Specialized Enduro 29" Comp 2016 / Foto 16

[TEST] Specialized Enduro 29" Comp 2016 / Foto 17

Ci scambiamo le impressioni finali su questa Enduro 29.

Io, che non avevo mai provato una vera enduro prima, sono molto esaltato, soprattutto per la confidenza in discesa e per la capacità di passare su tutto. Andrea, che ha già un ottimo pedegree enduristico, è colpito dalla maneggevolezza, dalla “morbidezza” e dal fatto che sente di poter alzare l’asticella della propria velocità “comfort”.

Due rider diversi, due background diversi, due conclusioni diverse ma un solo voto finale: Enduro 29” approvata a pieni voti.

“Non potevo pensare di considerare l’idea di innamorarmi di una 29””, conclude Andrea, “anche se mi piacerebbe poterla confrontare direttamente con il modello uguale da 27.5””.

Cicli Snoopy ovviamente offre anche la Enduro 27.5” come bici test, quindi il confronto 29-27.5 si può fare senza problemi!

Ultimi 2-3 km di asfalto e raggiungiamo l’auto. Fine della giornata in perfetto orario sulla timetable (incredibile ma vero, non ci siamo abituati!).

20 km e +735m all’attivo.

TRACCIA GPS:

Scarica

 

Day Two: Monte Martica

 

Questa mattina il setup è più snello: sgonfio un pochino la Pike da 160mm, di contro dò una pompatina all’ammortizzatore Fox da 155mm. Faccio la pressione gomme per la salita offroad, sposto un pochino i comandi del cambio e del Command Post: dopo una ventina di minuti finalmente si parte.

Oggi sono da solo, come ai vecchi tempi delle grandi esplorazioni solitarie.

Mollo la macchina al parcheggio del cimitero zona Villa Toepliz, a Varese. L’area è stata recentemente asfaltata e i lavori stradali sono finalmente finiti.

Pronti, via!

Dopo pochi chilometri di trasferimento su asfalto imbocco il sentiero militare che mi porterà in vetta al Monte Martica, un classico per i bikers del circondario.

La militare si pedala usualmente bene fino a Pian Waldes, seppur sempre in salita, un salita che non molla mai!

Oggi sto faticando un pò, non mi sento perfettamente a mio agio. Mi viene da attribuire la colpa alla posizione in sella, del resto non posso pretendere che questa bici sia pedalabile in salita come la mia trail bike dalle geometrie molto meno aggressive, tuttavia forse è solo colpa mia e della mia scarsa forma fisica odierna.

Avverto anche un fastidio crescente alle mani: “diamine queste manopole Specialized sono proprio scomode!”

Comunque sia, raggiungo Pian Waldes con una tempistica decente e apprezzando le doti “carroarmatiche” delle ruote da 29” sugli ostacoli che si incontrano fino all’arrivo del Piano. La differenza con le ruote da 26” è nettissima, poche storie. Tutti gli ostacoli vengono scavalcati con più facilità, nonostante di contro su questo modello si stia seduti più “indietro”.

Specialized Enduro 29 @ Pian Waldes (VA)
Specialized Enduro 29 @ Pian Waldes (VA)

A Pian Waldes mi dedico ad un piccolo reportage fotografico del mezzo, peccato che la bici sia un pò sporca:

Dopo aver perso un pò di tempo a far foto e a sistemare l’abbigliamento (in questi giorni è impossibile azzeccare quello adatto!) riparto in direzione della vetta, punto panoramico (Croce) per la precisione, snobbando per una volta il Presepe.

La salita procede confermandomi le sensazioni avute prima:

  • grande capacità di oltrepassare gli ostacoli nonostante la posizione di guida raccolta e arretrata.
  • le manopole sono proprio da bocciare: troppo sottili, dure, e con quella parte inferiore fatta a “waffle” che mi da molto fastidio. Essendo una persona di bocca decisamente buona, non mi era mai capitato di impuntarmi così tanto su un dettaglio come le manopole. Tuttavia bisogna riconoscere che i punti di contatto sono molto importanti e soggettivi: per me queste manopole sono no.

Finalmente raggiungo il bivio: dx Presepe, sx Croce. Prendo la sinistra e finalmente il sentiero spiana per poi diventare una breve discesa in falsopiano. Nell’unico momento in cui prendo velocità sbuca dalla curva un XCer e rischiamo il botto frontale, per fortuna scongiurato dai miei pronti riflessi (?) e dalle potenti pinze Sram Guide (!) a 4 pistoncini, dotate di pastiglie metalliche.

Raggiungo la deviazione per il Punto Panoramico (Croce) e dopo qualche pedalata inizia il breve tratto di portage. Arrivo alla base della croce, fine della salita.

Sotto la Croce, ready to go
Sotto la Croce, ready to go

“Scalo” la piccola punta roccioso ed eccomi in vetta, abbracciato alla Croce. Fa un freddo pazzesco, il sudore si gela addosso, tira anche vento (che novità…). Giusto il tempo per mettere la firma sul libro di vetta e me ne torno giù nel bosco, più riparato. Mangio qualcosa ammirando questo destriero matt black e mi preparo per la discesa. Finalmente si balla!

Il primo pezzo è totalmente costellato da umide foglie scivolose. Il grip è ridottissimo, il divertimento del giorno prima è un lontano ricordo. In ogni caso il tratto è brevissimo e arrivo subito ad oltrepassare la militare e ad imboccare il tratto cosiddetto “freeride” che porta sotto il Chiusarella. Anche qui il fondo è totalmente umido e scivoloso, serve un bel pò di attenzione! Inoltre le piogge torrenziali delle ultime settimane hanno scavato notevolmente la traccia, si vede che è sofferente. Percorro anche la deviazione che evita il canale roccioso, deviazione ormai evidente e sempre più battuta dai bikers.

Sbuco sulla militare un pò deluso dal sentiero, davvero messo male. In ogni caso la bici ispira sempre grande fiducia, anche se chiaramente non può fare miracoli su un manto di foglie molli e bagnate.

Breve tratto di militare in discesa e mi infilo a cannone sulla sopraelevata, che forse è il mio pezzo preferito. Qui il fondo è 100% a posto (non ci sono alberi, è un breve tratto che ricorda molto i sentieri liguri a ridosso del mare, fatti di roccia / terra / arbusti bassi). L’Enduro va alla grande, si mangia tutti i passaggi i rocciosi in un sol boccone, non teme niente.

Finita la sopraelevata ridiscendo sulla militare e percorrendola in discesa raggiungo il solito tornante da dove inizia il vero tratto “enduro” della Martica, quello sempre più battuto dai miei soci.

Al "solito" tornante sotto il Monte Chiusarella
Al “solito” tornante sotto il Monte Chiusarella

Usualmente mi concedo pause più lunghe, tuttavia questa Enduro 29” sembra impegnarmi fisicamente molto meno della mia trail bike, quindi riparto subito. Questo breve taglio chiamato “DH” è sempre un pò ostico per me, comunque lo faccio tutto, seppur con un paio di esitazioni.

Ora attraverso la militare ed eccomi a sfrecciare sul pratone. Anche qui, a lasciar correre la bici, le differenze con la mia trail da 26” sono decisamente evidenti. Stabilità da vendere.

Arriva il tratto ostico in discesa, larghissimo, quello “choose your line”. Sto tutto sulla destra come consigliatomi l’ultima volta da Daniele e me la cavo indenne. Ora si corre veloci nel bosco, la bici va alla grande ma, come l’ultima volta con Daniele, ribadisco la necessità di segnare il percorso sugli alberi per evitare due passaggi rocciosi davvero tosti, senza doversi fermare tutte le volte per capire dov’è il passaggio alternativo (chicken line). Chissà, magari con un mezzo del genere imparerò a lasciarmi andare e ad affrontarli, anche se, come diceva Daniele “sono passaggi degni della EWS”.

In questo tratto riscontro difficoltà di gestione del manubrione da 78cm tra gli alberi. Usualmente qui fatichiamo già tutti con il 75cm, figuriamoci con il 78. L’impatto della mano destra con un albero novello è inevitabile. Fortunatamente riguarda solo le due nocche esterne ed il manubrio si chiude quanto basta per essere recuperato subito in sicurezza senza scomporre la marcia. Le nocche se lo ricorderanno per tutto il resto della giornata, ed oltre.

Il resto è storia e non ha bisogno di descrizione: pratone due la vendetta, tratto veloce, guado, risalita, militare, deviazione in salita, tratto pedalato nel bosco, eccetera. Da segnalare le sensazioni positive sul tratto a gradoni rocciosi ma soprattutto nel tratto boschivo costellato da radici: che sicurezza!

Nell’ultima parte di sentiero la vegetazione si è impossessata del sentiero. Non ho voglia di fermarmi quindi, complice anche il manubrione da 78, sradico una quantità di rovi mai visti prima. Il risultato sono i guanti semidistrutti e delle mani che sembrano dei cactus, corredate di graffi brucianti. Anche qui il 78cm si è “fatto sentire”.

Arrivo sulla strada e penso “cavolo, è GIA’ finita!”. Rifletto un attimo e mi viene da ridere: usualmente qui, sbucando dal bosco, penso “cavolo, FINALMENTE è finita!”.

Ritrovo ancora la sensazione di evidente minor affaticamento in discesa rispetto alla mia solita bici.

Non mi resta che ritornare all’auto: mi aspettano ora un paio d’ore di intensa pulizia della bici (rigorosamente a mano, vade retro idropulitrice) visto che domani dovrò, sigh, restituirla a Cicli Snoopy.

18 km e +630m all’attivo.

TRACCIA GPS:

Scarica

 

Rincasato, durante il lavaggio, ne approfitto per studiare alcuni dettagli della bici.

Qualche perplessità sul passaggio cavi un pò “penzoloni” sotto il movimento centrale (forse sono troppo abituato bene con le raffinatezze Trek che su questo lato si distingue molto) e sul tappo serie sterzo: scenico ma forse a rischio infiltrazioni acqua / sporco?

Per non sapere ne leggere ne scrivere, io lo cambierei con uno chiuso.

Passaggio cavi un pò "penzoloni"
Passaggio cavi un pò “penzoloni”
Passaggio cavi un pò "penzoloni" 2
Passaggio cavi un pò “penzoloni” 2
Attacco manubrio da 45mm e tappo serie sterzo "avanguardistico"
Attacco manubrio da 45mm e tappo serie sterzo “avanguardistico”

Pulisco anche le odiate manopole e l’ottimo comando remoto del reggisella telescopico. Forse un pò ingombrante, ma decisamente comodo. Da sottolineare ancora l’ottimo funzionamento del Command Post con passaggio cavo interno al telaio. Mentre sulla mia Trek monto un Reverb da 150mm che sembrano non bastarmi mai, questo Command Post da 125mm non mi ha mai dato il desiderio di necessitare della sella più bassa in discesa, cosa che invece mi capita spesso con la mia trail bike. Altro punto a favore dell’Enduro 29, quindi.

La colazione è pronta! (Waffle)
La colazione è pronta! (Waffle)
L'ottimo comando del reggisella telescopico Command Post IRCC, forse solo un pò ingombrante
L’ottimo comando del reggisella telescopico Command Post IRCC, forse solo un pò ingombrante

Ottime anche le gomme, soprattutto mi ha sorpreso la Specialized Slaughter Control posteriore. Sarà che è più caricata di peso rispetto ad una bici dalle geometrie più chiuse, tuttavia la trazione in salita pedalata non è mai mancata, così come la frenata in discesa è stata sempre sufficiente, considerate anche le avverse condizioni del fondo.

Bello il guidacatena di serie, tuttavia se la bici fosse mia lo toglierei subito: sulla trail bike non ho mai avuto problemi di caduta catena con monocorona XX1 style, quindi anche qui non credo proprio potrei averne, io che sfrutto questa bici forse al 50% delle sue reali potenzialità. Potenzialità decisamente notevoli, vista la presenza di serie di questo guidacatena su una corona con dentatura già anticaduta narrow wide. Della serie “bulletproof”.

Guarnitura SRAM S-1000 con corona 28T X-Sync e guidacatena ISCG 05
Guarnitura SRAM S-1000 con corona 28T X-Sync e guidacatena ISCG 05

Nà lavàda, nà sùgàda, la par n’anca duperàda. Eccola pronta, sembra nuova appena uscita di fabbrica. Lubrificata con il mitico spray TFT, è pronta per essere restituita l’indomani a Como a Cicli Snoopy.

Badilate di sostanza e pochi fronzoli per questa Enduro 29” 2016 !

Se siete dei trail biker interessati al genere enduro, provatela, ne vale veramente la pena. La vostra reazione quando tornerete in negozio non potrà che essere una:

Zitto e prendi i miei soldi!
Zitto e prendi i miei soldi!

Davide


CONFERENZA STAMPA

Dopo un test così importante, spazio alle vostre domande:

Domanda:
Se volessi provare anche io questa bici per un paio di giorni, dove devo rivolgermi?

Risposta:
E’ possibile provare la Specialized Enduro Comp 29” 2016, così come tutta la gamma MTB Specialized 2016, presso:

Cicli Snoopy snc – Via Tentorio 2/A – COMO
Clicca qui per il punto esatto sulla mappa

I loro recapiti sono:
Telefono = 031-506605
Mobile = 392-9358406
Sito web =  www.ciclisnoopy.it
Email = ciclisnoopy[chiocciola]gmail[punto]com


Domanda:
Davide, nell’articolo ti definisci un biker nel limbo tra dilettante e amatoriale, nonchè un trailbiker.
Tuttavia dai tuoi report presenti su MyTrails si vedono percorsi non propriamente “popolari”: Cala Luna, la Via del Sale, il Lucomagno, la VTA, il Tracciolino, eccetera. Sicuro della tua definizione?

Risposta:
Assolutamente sì!
Per me MTB significa anzitutto esplorare il territorio. Un luogo addocchiato per caso, una foto particolarmente attraente incontrata su un sito, una traccia origliata come incredibile, un report dei guru della mtb che invogliano emulazione: è così che nasce il bisogno di esplorare, di vedere coi miei occhi, di vivere in prima persona tale esperienza. Questo porta a volte, per forza di cose, a vivere percorsi “particolari” ma non necessariamente inaccessibili o impossibili da affrontare in sella. Spesso è solo l’insieme delle cose (l’ambiente, le condizioni climatiche, il dislivello, la distanza, ecc) a rendere l’esperienza difficile da affrontare, non necessariamente la difficoltà intrinseca del fondo che si percorre, le cui abilità di affrontarlo in sella identificano il livello di un biker. Ecco che quindi un normale trail riding può diventare qualcosa di epico, ma questo non vuol dire per forza affrontare percorsi degni della RedBull Rampage, quindi il tuo livello non cambia.

In secondo luogo, è socialmente provato che noi italiani ci crediamo piloti decisamente migliori della media: auto, moto, bici, ecc. Qualunque mezzo, pensiamo di essere i più bravi, complice anche la grande tradizione sportiva e motoristica del nostro Paese. In realtà, bastano pochi esercizi in ogni campo per dimostrare che è esattamente il contrario, ovvero che siamo più scarsi della media europea (e non solo).

Il mio giudizio di “limbo” quindi, nasce da una grande oggettività di valutazione. Avendo avuto la fortuna e il privilegio di poter partecipare a vari corsi nei suddetti ambiti, ho potuto verificare di persona che ciò è vero. Quindi il livello da me identificato è quello nella reale scala di valutazione oggettiva, non in quella dell’ego, dove c’è gente che dice di fare “downhill” solo perchè tocca i 25 km/h nel panettone dietro casa (e ne ho conosciuti tanti!).


Domanda:
Hai descritto la tua trail bike riportandone anche il peso di 13,62 kg con i pedali. Invece questa Enduro 29” Comp 2016 quanto pesa?

Risposta:
Il peso della bici è di 14,10 kg senza pedali. Con i pedali sono arrivato a 14,54 kg.


Domanda:
Nel test hai lamentato la scomodità della manopole e hai segnato la quasi eccessiva larghezza del manubrio. Ne sei proprio convinto?

Risposta:
Sì, le manopole sarebbero la prima cosa che cambierei su questa bici.
Il manubrio da 78cm (dichiarato con rise 10mm, ma ad occhio sembra quasi un flat) l’ho sentito davvero tanto nel tratto di discesa tra gli alberi del Monte Martica. Ho dovuto davvero fare tanta attenzione! Invece nelle prove speciali a Tavernerio nessun reale impedimento. Vale la pena provarlo così com’è, poi c’è sempre tempo per accorciarlo oppure sostituirlo con uno più stretto (75cm forse è l’ideale) che magari abbia un pochino di rise in più.

Rimangono comunque questioni molto personali ed anche molto legate al tipo di percorso che si affronta di solito.


Domanda:
Davide, termini lo scritto con una simpatica immagine Simpsoniana “Zitto e prendi i miei soldi!”. Hai fatto anche tu così una volta tornato in negozio?

Risposta:
Sono sicuro che si tratta di una bici che può stupire tante persone, anche molte delle quali non se lo aspetterebbero.

Per sapere com’è realmente andata a finire, l’unico modo è seguire le prossime avventure MyTrails per vedere se questa Enduro 29 sarà entrata ufficialmente a far parte della scuderia, oppure no 😉

Grazie a tutti per l’attenzione! Go ride! 

Davide

 

Attenzione - Scarico di Responsabilità:
Gli itinerari illustrati in questo sito sono stati percorsi in prima persona dagli autori degli articoli e le relative descrizioni sono frutto di libere considerazioni personali.
Chi decide di percorrere tali itinerari lo fa a proprio rischio e pericolo.
La Gestione del sito www.MyTrails.it declina qualsiasi forma di responsabilità nei confronti di coloro che, in base a proprie libere valutazioni, decidano di percorrere gli itinerari qui descritti, anche se in possesso delle cartine o delle tracce GPS da noi elaborate e/o presenti in rete.