Malosco (Alta Val di Non): fine settimana in Trentino

24-25/10/2015 (Sabato e Domenica) – Abbiamo a disposizione un cofanetto che comprende una notte in albergo, non avendo mai messo piede in Trentino, optiamo per esplorare una piccolissima parte di questa terra a noi (io e Anna) sconosciuta.
L’albergo in cui alloggeremo si trova a Malosco, una piccola località nell’alta Val di Non in provincia di Trento.
GIORNO 1 (Santuario di San Romedio – Cascata di Tret)

Alle 7:30 siamo in viaggio, il navigatore è impostato su Sanzeno, una località non troppo distante dal nostro Hotel.
Decidiamo di sostare qui per visitare il Santuario di San Romedio.
Sono solo le 10:30 quando arriviamo a destinazione, nei pressi del Museo Retico di Sanzeno, abbiamo quindi tutto il tempo che vogliamo per goderci la camminata prima del check-in all’hotel.

Si può lasciare l’auto nell’ampio parcheggio a 50 m dal museo (46.369716, 11.080297) e in seguito, proprio davanti a quest’ultimo, prendere il sentiero che scende lungo una passerella in legno, curata e ben visibile

Parcheggio vicino al Museo Retico
Parcheggio vicino al Museo Retico
Indicazione da seguire
Indicazione da seguire
Ampia passerella in legno che segna l'inizio della camminata di San Romedio
Ampia passerella in legno che segna l’inizio della camminata di San Romedio

Imbocchiamo il sentiero e subito ci troviamo immersi dalle piante di mele, si passa proprio dentro ad un campo privato, si prosegue sempre dritto e si entra nel bosco.
Il terreno non presenta nessun tipo di difficoltà, quindi è percorribile anche con delle scarpe da ginnastica.
Sono presenti delle piccole bacheche dove viene rappresentata la fauna del posto: rapaci e roditori per i rapaci (poverini).

Dopo qualche centinaio di metri il bosco si apre per fare posto alla roccia, notiamo inoltre che il sentiero inizia a farsi più stretto e la strada sotto di noi è sempre più distante, ci sono degli incroci ma si prosegue sempre dritto e le indicazioni sono ben chiare, impossibile sbagliare.
Ora viene la parte più bella della camminata: si prosegue lungo dei corridoi dentro la parete di roccia (sempre più alta) con protezione una staccionata, per la prima volta Anna ha meno difficoltà di me nell’affrontare un sentiero.
Le persone sopra il metro e 75 potrebbero subire dei rallentamenti

Il percorso dei 7 nani
Il percorso dei 7 nani
Nell'angolo in basso a destra si vede la strada asfaltata che porta anch'essa al Santuario
Nell’angolo in basso a destra si vede la strada asfaltata che porta anch’essa al Santuario

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Conclusa questa parte panoramica si rientra nel bosco per poche centinaia di metri, la strada asfaltata si avvicina, ci sono infatti ora molte varianti per poterla raggiungere, noi però seguiamo lo sterrato.
Ormai sono 40 minuti che camminiamo, ma del Santuario nessuna traccia, incontriamo un cartello che ci rassicura

Manca poco...
Manca poco…

Dopo questo cartello ultimo passaggio simile a quello della parete iniziale e si mette piede sulla strada asfaltata nei pressi di un’ampia curva verso destra (alzando gli occhi si può scorgere il tetto del Santuario).
Si prosegue in leggera salita, si passa su di un ponte e dopo un centinaio di metri si prende la scalinata sulla destra, terminati i gradini, resi scivolosi dall’umidità, giungiamo a destinazione.

Visitiamo il Santuario rispettando i numerosi cartelli che invitano a fare silenzio. Qui torno in vantaggio io, Anna fatica parecchio! 😉

Ingresso del Santuario, riproduzione in legno dell'orso di San Romedio
Riproduzione in legno dell’orso di San Romedio
Il centinaio di gradini che portano nel sottotetto del Santuatio
Il Santuario
Il Santuario

Tenendo alle spalle la struttura, sulla destra notiamo una specie di recinto, incuriositi ci avviciniamo e notiamo numerosi cartelli che invitano a non dare da mangiare all’orso… all’orso?!

Orso Carlo (bruno)
Orso Carlo (bruno)

Pausa pranzo e torniamo all’auto percorrendo il medesimo sentiero, non male come prima camminata!

Raggiungiamo il nostro alloggio nel paese di Malosco. Si chiama Hotel Panorama, molto accogliente, fornito anche di un centro benessere, ma a noi non interessa (vero Anna?) e offre una vista spettacolare sulla valle e il Gruppo di Brenta
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Check-in, una rinfrescata e siamo pronti per la prossima “avventura” verso la Cascata di Tret.

Raggiungiamo in auto l’hotel Aurora (Tret di Fondo) e posteggiamo lungo la strada. Passiamo alla sinistra dell’hotel e ci fermiamo ad un bivio, qui abbiamo la possibilità di scegliere se raggiungere la cima o il fondo della cascata. Il cartello è posizionato nell’angolo di una struttura in legno, è comunque visibile.
Scegliamo di proseguire subito per la parte alta e continuiamo su una sterrata in piano e piacevole da percorrere
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Dopo circa 10 minuti raggiungiamo la cascata, a sinistra della strada, si sente il rumore, difficile sbagliare.
Ci sono delle protezioni in legno, essenziali direi, visto che l’acqua fa un salto di 70 metri.

Parte alta della cascata
Parte alta della cascata

Ora torniamo sui nostri passi e raggiungiamo ancora il bivio, questa volta però andiamo verso la parte bassa, qui c’è sempre una strada sterrata ma in forte pendenza e immersa nel bosco

Inghiottiti dal bosco
Inghiottiti dal bosco

Il bosco si apre e arriviamo ad una transenna con appesa una vecchia circolare del comune (ottobre 2014), segnala che il sentiero è pericoloso e quindi vietato proseguire, la cascata si vede ma è lontana, cosa facciamo?

Cascata di Tret in lontananza
Cascata di Tret in lontananza

Dopo diversi minuti di incertezza decidiamo di proseguire, il sentiero ora scende in picchiata, fatto tutto a gradini.
Ci sembrava in ordine, pulito e privo di smottamenti (come indicava il cartello) quindi senza troppi problemi  proseguiamo, abbiamo le scarpe da ginnastica e quindi solo in un paio di passaggi facciamo un po’ di fatica per la paura di scivolare, ma con l’aiuto delle mani sopravviviamo alla grande.

L'intera cascata da sotto
L’intera cascata da sotto

Inizia a fare tardi, meglio tornare indietro, mega scalini (in salita ora), sterrata e di nuovo alla macchina.
Mappa grezza per la cascata:

Dall'albergo Aurora alla cascata sono 10 minuti, si poteva fare anche dal nostro hotel ma non avevamo molto tempo a disposizione
Dall’albergo Aurora alla cascata sono 10 minuti, si poteva fare anche dal nostro hotel ma non avevamo molto tempo a disposizione

Per oggi abbiamo finito col programma, cena e meritato riposo.

GIORNO 2 (Lago Smeraldo/Canyos Rio Sass – Castello di Altaguardia)

Colazione alle 8:00 con latte, torte, brioches, cioccolato e miele, siamo belli carichi per affrontare la giornata!
Lasciamo con dispiacere l’hotel e raggiungiamo il vicino lago Smeraldo (Via lago Smeraldo, Fondo)

Lago Smeraldo
Lago Smeraldo

Decidiamo di fare il giro in senso anti-orario ma dopo 2 passi leggiamo un cartello che ci incuriosisce molto e quindi seguiamo le sue indicazioni lasciando perdere il giro del lago
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Scendiamo la scalinata in ferro, sguardo indietro alla cascata artificiale
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e ci troviamo dentro un vero e proprio canyon, bellissimo!
Proseguiamo sulla passerella in ferro
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e alla fine il canyon si allarga e diventa una passeggiata rilassante lungo un torrente. Incontriamo anche un vecchio mulino, purtroppo non si può entrare

Scena da fil horror?
Scena da fil horror?

Proseguiamo stupiti anche dall’ordine e dalla pulizia di questo posto e dopo 10 minuti raggiungiamo un parchetto.
La passeggiata continuerebbe per un paio di chilometri ma abbiamo un programma da rispettare e quindi torniamo alla macchina facendo la strada dell’andata.

La prossima meta è il Castello di Altaguardia situato sopra il paesino di Bresino. Si trova a 1280 m s.l.m ed è considerato il castello più alto del Trentino e uno dei più alti d’Europa. Il castello medievale risale al 1218, inizialmente di proprietà della famiglia Livo e poi passò nelle mani dei Thun dai quali, fu utilizzato più come simbolo di prestigio che come vera e propria residenza.
Colpito da numerosi incendi e rivolte contadine, il castello venne definitivamente abbandonato a partire dal XVIII secolo cadendo inesorabilmente in degrado.

Prima di raggiungere l’ultima meta della gita ci fermiamo più e più volte per ammirare il panorama, davvero bello, ci saremmo fermati per ore…

Lago di Giustina
Lago di Giustina

Raggiungiamo la frazione Fontana Nuova (Bresino) e posteggiamo la macchina dietro la chiesa.
Lasciamo alla nostra destra il minimarket Coop e prendiamo la strada in salita tutta a sinistra (ci sono tutte le indicazioni).
Si passa fra delle vecchie abitazioni e fienili, successivamente la strada diventa una mulattiera che sale in forte pendenza, alla destra ci sono alberi e si vede il paesino, a sinistra invece c’è un muretto pieno zeppo di ragni, Anna mi fa da scudo per fortuna e rimango tutto a destra.

Si prosegue sempre dritto fino ad un bivio, si prende tutto a sinistra e poi tornante a destra. Si segue la strada e si arriva ad un altro bivio nei pressi di un guado, si tiene la destra, attraversando il guado e si prosegue sempre dritto fino al castello, facilmente visibile

Castello di Altaguardia visto da prima del guado
Castello di Altaguardia visto da prima del guado

Pausa pranzo, relax e qualche foto del panorama

Vista dal castello
Vista dal castello
Monte Pin (2400 m)
Monte Pin (2400 m)
Momenti di stupidera
Momenti di stupidera

Traccia GPS:

Scarica

Prima di tornare a casa abbiamo un’ultima tappa: acquisti al Mondo Melinda!
Info:
Via della Cooperazione,21
38010 Segno di Predaia (TN)
mondomelinda@melinda.it

Arriviamo però troppo presto, aprono alle 15:00 e manca un’ora esatta. Abbiamo vicino il Castel Thun, seguiamo quindi le indicazioni e in 10 minuti arriviamo. Sapevamo in precedenza che l’ingresso fosse a pagamento (7€ a persona), era una delle tante mete in lista della nostra gita, ma non eravamo al corrente che anche il parcheggio fosse a pagamento, leggermente infastiditi scattiamo una foto e torniamo indietro.

Castel Thun
Castel Thun

Ritorniamo davanti al Mondo Melinda, è ancora troppo presto però!
Scendiamo dall’auto e notiamo un negozietto di prodotti tipici del Trentino, così attraversiamo la strada, facciamo lì la scorta di mele e prodotti derivati e ci prepariamo (a malincuore) per affrontare le 3 ore e mezza di auto che ci separano da casa.

E’ stata davvero una bella gita, rilassante! Se solo avessimo avuto un paio di giorni in più avremmo almeno provato a salite sulle Dolomiti di Brenta. Esperienza positiva comunque, il Trentino ci piace (quel poco che abbiamo visto)!
Al prossimo passaggio in questa terra però ci sposteremo più a est, in mezzo alle Dolomiti: Pale di San Martino, Gruppo del Sella e così via… tutti ne parlano benissimo, io non ho ancora avuto modo di vederle. Sono curioso! 😉

Daniele