Alta quota: in MTB all’Alpe Devero

Invio un messaggio a Daniele e chiedo: c’è qualche programma per il weekend? Risposta: si va al Devero in Val Formazza!

12/07/2015 (Domenica)  – Ci troviamo con Davide e Daniele sotto casa mia di buon ora:  c’è un po’ di strada da fare per raggiungere la nostra meta. Prima di partire però impegniamo una mezz’oretta per accorciare la nuova catena di Daniele. Un po’ di sana manutenzione a bordo strada prima di una gita impegnativa, un bel rischio! Tutto fila liscio, carichiamo le bici sulla Opel Meriva di Daniele e partiamo.

Alle 10:45 siamo a Goglio (frazione di Baceno) nei pressi della vecchia centrale idroelettrica. Scarichiamo, ci bardiamo e alle 11:00 inizia ufficialmente il giro che si preannuncia impegnativo ma promettente.

Ci sono circa 6  km di asfalto per raggiungere il parcheggio dell’Alpe Devero da cui poi sarà solo natura. Fortunatamente è tardi e la strada è chiusa al traffico: il numero di posti al parcheggio a monte è limitato: chi prima arriva, meglio si accomoda.

La salita è lunga ma mai troppo impegnativa. Il panorama è piacevole e una cascata ci regala uno spettatolo incredibile.

Verso l'Alpe Devero, lo spettacolo della natura

Ci sono anche un paio di galleria nella roccia da attraversare, scarsamente illuminate e mal asfaltate, insomma veramente caratteristiche.

Arriviamo all’Alpe Devero a quota 1631 m in circa un’ora, ci riforniamo di acqua fresca e attraversiamo il paese, molto caratteristico e molto affollato. D’altronde lungo la salita auto e moto erano parcheggiate ovunque…

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Ora ci dirigiamo verso la frazione Crampiolo e, oltrepassandolo, raggiungiamo il lago di Devero e la sua diga. Non tocchiamo le sponde ma percorriamo, ad est, un bellissimo sentiero 50/100 metri più in alto da cui possiamo ammirare questo fantastico specchio d’acqua. La giornata è bellissima e i colori sono spettacolari.

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Siamo alla fine del lago ed è ora di salire di quota. Una strada con notevole pendenza ci porta sempre più in alto, la vista è magnifica.

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Siamo poi ad attraversare una vallata, sorvegliata da marmotte. Daniele che conosce la lingua delle bestiole ci parla amabilmente, io e Davide siamo tagliati fuori.

A questo punto inizia il pezzo più impegnativo in assoluto del giro. Si sale verso l’Alpe Forno Inferiore a 2222 metri, le pendenze sono elevate, si spinge la bici e ogni 3-5 minuti ci si ferma a prendere fiato. Sono circa le 14:30 e il sole cuoce gambe e braccia.

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Per fortuna il panorama è sempre magnifico, uno spettacolo continuo. La fatica è ampiamente ripagata.

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Lentamente arriviamo all’Alpe Forno Inferiore, ce l’abbiamo fatta! Ora non resta che immortalare l’obiettivo raggiunto e finalmente fermarci per pranzare e riposare.

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Daniele ha portato fin quassù ad oltre 2000 metri ben 4 tranci di pizza Margherita del Cesare© che con soddisfazione divoriamo  velocemente (infatti non ne abbiamo foto).

Ci fermiamo sul bordo di un torrente, a fianco di noi addirittura la neve. Ci riposiamo: io metto i piedi a mollo nel fiume, Daniele si lancia in mezzo alle ortiche per recuperare un sacchetto volante scappato a chissà chi (e ne esce coperto di bolle), Davide un pò si riposa un po’ esplora la zona.

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Sono ormai le 15:45 e, anche se tutti vorremmo fermarci ancora per ore in mezzo alla natura a godere di questo paesaggio magnifico, dobbiamo ripartire.

In piano percorriamo un sentiero cosparso di bellissimi laghetti alpini.

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Inizia quindi la discesa, ci armiamo di gomitiere e ginocchiere e via!

il sentiero è prima largo e veloce, poi stretto e in costa, addirittura in due punti bisogna ridiscendere torrenti o passare attraverso piccole cascate. Riusciamo a bagnarci il meno possibile affrontando a piedi e con cautela questi passaggi.

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Il sentiero scende poi veloce. E’ intervallato da tronchi posti trasversalmente per deviare il corso dell’acqua o per infastidire i bikers . Sono un’ insidia, ma non per Daniele.

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Arriviamo quindi al bivio poco sopra il lago di Devero, le opzioni sono: scendere e raggiungerlo oppure salire nuovamente e puntare in direzione Corte Corbernas. Scegliamo ovviamente di risalire, a  spingere la bici siamo abituati!

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Il sentiero è stretto e fitto di vegetazione, evidentemente è poco battuto. Si fatica a pedalare, e dove di può bisogna stare ben attenti alle sponde di terra del sentiero che rischiano di far perno con i pedali.

La valle si apre ed arriviamo a Corte Corbernas, proseguiamo in spazi ampi e pianeggianti, ma non sempre pedalabili perché spesso il sentiero si perde e bisogna proseguire a vista. Arriviamo ad un alpeggio e tramite una strada carrozzabile dalla pendenza assurda scendiamo verso Crampiolo.

Imbocchiamo ora il “sentiero natura” (o “sentiero invernale”) verso l’Alpe Devero: il primo tratto è veramente bello con gradoni su roccia e tratti flow.

Siamo in giro da ore e sono quasi le 19:00, ma il giro non è ancora finito:  dall’alpe scendiamo verso Goglio non su asfalto ma con una ripida mulattiera a tornati. Le velocità sono folli, il sentiero lungo circa 5 km è davvero scassato e ripido, i freni chiedono pietà. Ma per noi è divertimento.

Arriviamo all’auto, il giro è stato lungo e faticoso ma veramente magnifico, a mio parere il migliore che abbiamo fatto assieme io Davide e Daniele. Ci premiamo con una birra radler + patatine e poi via verso casa!

Marco

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