Monte Martica: freeride MTB nella neve

07/02/2015 (Sabato) – Io e Daniele ci incontriamo con Andrea a Varese al solito parcheggio di Via Robarello. L’obiettivo è la conquista della Martica in condizioni di neve estrema, sulle orme di quanto già fatto nel 2013

Fa un freddo cane e la gita inizia con un vero e proprio concerto di freni sulle discese che ci portano verso la militare: risate assicurate, peccato non aver fatto una registrazione.

Quando vediamo le condizioni della militare le risate finiscono subito. In men che non si dica siamo nella neve più totale. Dopo poco la situazione è già abbastanza “alpina”.

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i solchi di un fuoristrada ci aiutano fino all’Alpe Ravetta.

Le bici stanno in piedi da sole
Le bici stanno in piedi da sole

Visibilità azzerata, paesaggio da film.

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Salendo la situazione può solo peggiorare. Iniziano a venirmi seri dubbi sulla fattibilità della conquista della Vetta.

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Arrivati a Pian Waldes facciamo un giro di opinioni e decidiamo all’unanimità di proseguire solo fino al tornante sotto il Chiusarella, dove inizia la solita discesa veloce preferita da Andrea e Daniele. Impossibile arrivare in Vetta senza spallare le bici per almeno 2 ore.

Davide controlla sul GPS quanto manca, Andrea beve whisky dal suo idrosack
Davide controlla sul GPS quanto manca, Andrea beve whisky dal suo idrosack

Io faccio la stupidata della giornata: dallo zaino sfodero una mega bomboletta di “gomma da neve spray” della Bullock e la spruzzo sulle mie gomme, sperando di guadagnare grip, non sapendo invece che avrei incasinato tutta la bici.

Ripartiamo e, incontrando non poche difficoltà…

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…arriviamo finalmente all’agognato tornante…

cavalletti naturali
cavalletti naturali

…dove ci concediamo un autoscatto grazie ad una tecnologia aliena sfoderata dallo zaino di Andrea, che stupisce tutti.

Qui Quo Qua
Qui Quo Qua

Chi può si barda con protezioni ed integrale, io oggi invece sono super easy con bici front, senza protezioni, casco aperto. Il ritmo fin qui è stato blando ed in discesa sarà ancora peggio, al contrario dei miei colleghi che sfrecceranno sulla neve a velocità ipersoniche, rischiando anche qualcosina…

Passando quindi dai soliti boschi ritorniamo all’Alpe Ravetta e decidiamo di concludere la discesa sulla militare. Sporchissimi, fradici, infreddoliti, io con la bici letteralmente tutta impastata dalla gomma da neve spray (non usatela mai !!!) rientriamo al parcheggio nel primo pomeriggio, soddisfatti dall’aver sfidato queste condizioni avverse.

Davide

Traccia GPS parziale ed incompleta (il freddo ha messo K.O. anche il cellulare):

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