ValCeresio: Monte Piambello e Bunga Bunga MTB

26/10/2014 (Domenica) – Edizione speciale del giro che avevo già fatto un anno e mezzo fa. Alle 08:55 io e Daniele siamo già in sella a Cuasso al Monte pronti per un giro davvero “tanta roba”!

Daniele si deve ancora riprendere per la mia ormai perpetuata puntualità (novità autunno 2014!) e per aver proposto io stesso di partire così “presto” (contro ogni mio principio bioritmico) quando ecco che io gli metto subito sul piatto un’oretta abbondante di salita ininterrotta. Prima su asfalto, fino all’Ospedale di Cuasso al Monte, immerso nel verde, e poi su una bella militare che sale fino alla Bocchetta dei Frati e poi alla vetta del Monte Piambello.

Inizio della salita sterrata all'interno della pineta dell'Ospedale di Cuasso al Monte
Inizio della salita sterrata all’interno della pineta dell’Ospedale di Cuasso al Monte

Daniele dice di non amare le salite, tuttavia il suo ritmo è incessante. Insieme, tirando un pò uno un pò l’altro, saliamo con un passo davvero inarrestabile e un ottimo ritmo, nonostante il freddo intenso e la nebbia.

Salita militare verso Bocchetta dei Frati e poi il Monte Piambello
Salita militare verso Bocchetta dei Frati e poi il Monte Piambello
L'ospedale di Cuasso al Monte, nella nebbia.
L’ospedale di Cuasso al Monte, nella nebbia.

Poco dopo le 10:00 siamo sulla cima del Monte Piambello. Rispetto alla mia visita del 2013, sono cresciuti un Presepe all’interno dei resti della fortificazione militare della Linea Cadorna (Martica Style) ed una casetta di legno dall’utilizzo ignoto.

Vetta del Monte Piambello
Vetta del Monte Piambello

Siamo in notevole anticipo sulla tabella di marcia quindi possiamo concederci una pausa. Mi cade l’occhio sul palo di osservazione dei pompieri…

Punto di osservazione dei pompieri
Punto di osservazione dei pompieri

Dopo aver ricevuto una lezione da Daniele sullo scavalco delle recinzioni, mi lancio  nell’arrampicata.

Criminali scalatori
Criminali scalatori

Arrivato a 3/4 della scala, quella che mi sembrava solo un’impressione diventa una realtà: il palo oscilla, di brutto. Con la coda fra le gambe rinuncio alla cima e me ne torno mestamente coi piedi per terra.

Ridendo e scherzando si è fatta una certa, dobbiamo scendere verso Marzio dove ho organizzato un importante incontro alle 11:30. Detto fatto, Daniele ha capito a cosa serve la casetta di legno citata prima.

Rampa di partenza della RedBull Rampage ValCeresio
Rampa di partenza della RedBull Rampage ValCeresio

Mentre scendiamo gli scassati tornanti, Daniele rischia l’incidente con un grosso ungulato che scendeva la montagna a cannone tagliando i tornanti. Cerbiatto o daino che fosse, era sicuramente una versione downhill della bestia visto da dove arrivava e dove si è buttata. “10 metri più avanti e facevo il botto” esclama Daniele.

Proseguiamo la discesa fino alla Bocchetta dei Frati, piccolo strappetto in salita e prendiamo la discesa scassatissima che porta a Marzio. Era già scassata nel 2013 e, indovinate un pò, non è migliorata. Anzi, è decisamente peggiorata. Oltre alle grosse rocce smosse, perdipiù bagnate da rigagnoli d’acqua, ci si mettono anche le foglie …e quante!

Fondo cedevole
Fondo cedevole

Il campanile rintocca le 11:30 e noi sbuchiamo sulla provinciale che porta a Marzio. “Ciao, visto come siamo puntuali?” esclamo a gran voce.

Lì, sullo spiazzo, c’è un altro Daniele. Un utente di mtb-forum che ho conosciuto in una discussione online dedicata ad una bicicletta molto particolare che da tempo mi attirava. Ed eccomi finalmente qui, al cospetto suo e della sua strasuperbellissima Production Privee Shan, nella specialissima colorazione limitata “917”, dedicata alla famosa Porsche da corsa.

Essendo della zona, Daniele-Privee ha accettato di fare un’uscita con noi forestieri, così da mostrarci un bel sentiero “tosto” ed anche la sua rara bicicletta. Scambiate due parole siamo subito in sintonia, Daniele-Privee è proprio una bella persona, e subito ci scambiamo anche le biciclette per partire verso il Monte Derta. La sua Shan è allestita davvero da paura, vedere per credere.

Production Privee Shan 917 "capolavoro"
Production Privee Shan 917
“capolavoro”

Angolo sterzo super aperto, 160mm di escursione, carro corto, telaio in acciaio, manubrio larghissimo, stem inesistente, telescopico Reverb, monocorona XX1-style… già l’allestimento fa capire di che pasta è fatto questo ragazzo.

La bici da una impressione di grande solidità e maneggevolezza, inoltre la geometria slooppatissima si nota tanto per chi come me arriva da una trail bike. Mi interessava anche capire il discorso taglie, e questa prova mi ha chiarito bene le idee.

Ciclochiaccherando arriviamo in prossimità del sentiero che Daniele-Privee vuole mostrarci.

Il sogno e la realtà
Il sogno e la realtà

Indossiamo le protezioni e io restituisco accuratamente la Shan al suo legittimo proprietario: è ora di scendere, e potrei solo rovinargliela. Daniele-Privee ci apre la strada ed ecco che inizia uno dei famosi sentieri curati dai ragazzi della ValCeresio Bike. Superenduro ovviamente, e il suo nome è “Bunga Bunga“. La discesa è molto variegata e non molla mai, mai. Daniele-Privee fluttua e vola con la sua Production Privee Shan, era scontato che ci sapesse fare di brutto. Il nostro Daniele gli sta il più possibile a ruota con la sua Stingona da 29”, esaltatissimo. Io arranco dietro. Arranchissimo. Ad un certo punto si sbuca momentaneamente dal bosco e ci si apre improvvisamente davanti una vista spettacolare ed inaspettata.

Spettacolo unico dal BungaBunga
Spettacolo unico dal BungaBunga

Dopo un attimo di raccoglimento dinnanzi a questo spettacolo della natura, ci si ributta a capofitto nel bosco e nella discesa. C’è di tutto: compatto, roccioso, dissestato, foglie, tornantini, toboga, smosso, ripidoni e ripidini. In alcuni passaggi vedo le stelle, in altri mi domando come abbiano fatto a passare i Danieli, ma la discesa è una figata pazzesca, poche storie, questa è roba davvero seria! I due Danieli ogni tanto hanno la pietà di attendermi, e il mio arrivo è preannunciato dai miei utilissimi commenti. “oh porca!!” “aiuto!!” eccetera. Ogni volta veder ripartire Daniele-Privee con la sua front da enduro è un vero spettacolo e anche il nostro Daniele non scherza.

Alla fine, eccoci vivi, vegeti e contenti sulle sponde del lago. Breve giro di pareri e decidiamo di cambiare programma. Niente risalita e niente nuova discesa, per oggi abbiamo già dato. Risaliamo quindi a Cuasso al Monte e mettiamo la parola “fine” a questo stupendo tour. Non prima che io abbia detto qualche altra parolaccia, stavolta per via del reggisella telescopico rimasto bloccato abbassato. Un pò pedalando in posizione assurda e un pò spingendo di corsa la bici per non perdere il passo degli altri, faccio la salita asfaltata che riporta a Cuasso al Monte e poi all’auto. Qui non abbandoniamo Daniele-Privee e lo costringiamo ad accettare un passaggio motorizzato per evitargli un’altra salita.

Ospite d'eccezione
Ospite d’eccezione

I sentieri superenduro della ValCeresio sono molti (e dai nomi decisamente fantasiosi), speriamo di poterli presto vedere tutti, insieme al nostro nuovo simpatico amico “discesista”.

27 km e 1.000m+, per un giro di grande soddisfazione!

Davide

 

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