Monte Picuz: Sangiano e San Clemente in MTB

09/02/2014 (Domenica) – Galvanizzato da alcuni vecchi video “freeride” trovati su internet e dopo un paio di sere passate a studiare mappe e sentieri, dedico la giornata alla scoperta del cosiddetto Monte Picuz di Sangiano (VA).

In realtà i nomi corretti sarebbero Monte Sangiano e Monte San Clemente, tuttavia questi rilievi presentano una massa rocciosa che fuoriesce dal profilo chiamata “banconata del Picuz”, da qui si tende a chiamare direttamente con “Monte Picuz” tutto questo rilievo. Visto che l’obiettivo è trovare e percorrere dei percorsi abbastanza aggressivi, l’attrezzatura è adeguata all’occasione.

Ready to (free)ride!
Ready to (free)ride!

Arrivando in auto, la balconata è abbastanza imponente e mette subito le cose in chiaro.

La balconata del Picuz
La balconata del Picuz

Lasciata l’auto in centro a Sangiano, percorro di buona lena la stretta salita asfaltata che sale fino alla balconata che si raggiunge dopo due abbondanti chilometri decisamente ripidi.

Alla conquista del Picuz / 3

Il panorama è davvero notevole (ecco perchè si chiama “balcone”) e spazia dal Lago di Varese al Lago Maggiore.

Panorama dalla Balconata del Picuz
Panorama dalla Balconata del Picuz
Dettaglio Lago Maggiore
Dettaglio Lago Maggiore

Il posto è proprio a strapiombo, come si vedeva dalla strada, senza protezioni. Chi si espone troppo va giù nel baratro.

Area picnic sulla Balconata del Picuz
Area picnic sulla Balconata del Picuz

Riprendo la salita e incontro le indicazioni gialle che cercavo, perchè punto di riferimento di alcuni video. Proseguo comunque la salita per conquistare la “vetta”, ai percorsi “freeride” penserò dopo.

Alla conquista del Picuz / 7

L’asfalto finisce e la sterrata è un lago di fango devastante, scivoloso e liquido. Incontro anche degli strani divieti…

Vietato l'accesso alle moto Vietato abbandonare rifiuti Vietato accendere fuochi Vietato danneggiare la flora Vietato ascoltare Vietato l'accesso agli scoiattoli
Vietato l’accesso alle moto
Vietato abbandonare rifiuti
Vietato accendere fuochi
Vietato danneggiare la flora
Vietato ascoltare
Vietato l’accesso agli scoiattoli

La strada passa sopra la grossa cava di marmo bianco che viene usato per la produzione di cemento (lato sud-est del rilievo).

Cava di marmo bianco
Cava di marmo bianco

Ed eccomi in cima al Monte San Clemente, dove si trova un famoso santuario.

Santuario di San Clemente
Santuario di San Clemente

Alla conquista del Picuz / 11

Alla conquista del Picuz / 12

Nella bacheca è presente un interessante articolo sul Santuario tratto dal quotidiano LaPrealpina.

Alla conquista del Picuz / 13

A cui io aggiungo ora, per completezza di informazione, un altro interessante articolo tratto dalla testata VareseMese.

Alla conquista del Picuz / 14

Il panorama da qui è altrettanto meritevole.

Laveno e il Sasso del Ferro
Laveno e il Sasso del Ferro
Da sinistra, in senso orario: Baveno e l'Isola Madre, Intra, Laveno, Mombello.
Da sinistra, in senso orario: Baveno e l’Isola Madre, Intra, Laveno, Mombello.

Dietro il Santuario si trova la Campana del Ricordo.

Campana del Ricordo
Campana del Ricordo

Alla conquista del Picuz / 19

La mia Trek pretende uno scatto con il Sasso del Ferro, visto che a breve sarà uno delle sue prossime conquiste.

Trek e Sasso del Ferro
Trek e Sasso del Ferro

E’ ora di smettere di fare il turista e andare a cercare quello per cui sono principalmente venuto. Indosso casco e protezioni e mi fiondo giù fino all’imbocco del primo percorso freeride. Dopo poche decine di metri l’entusiasmo cala drasticamente.

Pessimo inizio
Pessimo inizio

Riesco ad aggirare l’ostacolo ma la situazione dopo poco è la stessa.

Da qui non si passa!
Da qui non si passa!

Peccato, niente discesa e niente rampe. Chissà che fine hanno fatto, del resto i video più recenti sono datati 2012, c’era da aspettarselo.

Facendo una fatica niente male, me ne torno sui miei passi fino a raggiungere l’inizio del secondo sentiero freeride. L’inizio sbarrato mette le cose in chiaro fin da subito.

Ma dove vuoi andare?
Ma dove vuoi andare?

Provo a oltrepassare vari ostacoli ma la situazione è devastante.

Alla conquista del Picuz / 25

Niente da fare!
Niente da fare!

Mestamente me ne torno indietro, sconsolato, fino al sentiero pedonale che scende a Mombello. Questo, essendo un sentiero ufficiale, dovrebbe essere percorribile.

Alla conquista del Picuz / 26

Dopo qualche divertente centinaio di metri in cui si fila veloci la situazione cambia e mi ritrovo a percorrere super lentamente una pietraia devastante. Tengo duro, botte da orbi ai cerchi, ai pedali e alle pedivelle, fino a quando dopo qualche altro centinaio di metri getto la spugna. Mancano altri 3 chilometri e mi sto prendendo a male, preferisco tornare indietro.

Alla conquista del Picuz / 27

Tornato quasi al Santuario, seguo la segnaletica giallo/verde che mi fa scendere per una scalinata tra due costruzioni. Dopo una quarantina di gradini in sella incontro una famiglia che sta salendo a piedi che mi guarda sconvolta. Mi chiedono dove sto andando, e mi  informano che più avanti non posso passare causa alberi caduti, pressochè impossibile portare oltre la bicicletta. Decido di dare un’occhiata e…sticavoli. Il sentiero scendere strettissimo ed esposto con due tornantini a U, roba da nose-press. E passare qui gli alberi con la bici è impossibile, a piedi è fattibile ma portarsi dietro la bici no. Torno indietro e scendo fino alla strada asfaltata dove prendo un ultimo sentiero in salita. Cavolo anche qui gli alberi caduti sono all’ordine del giorno, ma sono facilmente oltrepassabili e una discesa stile Martica, con molto fango assortito, mi porta alla cava di marmo vista prima.

Cava di marmo bianco
Cava di marmo bianco

Alla conquista del Picuz / 29

La discesa prosegue e il fango diventa apocalittico. A furia di mettere e togliere la maschera, mi è  entrato pure dentro la lente, e cercando di pulirla riesco involontariamente a rigarla tutta, completamente. Senza maschera, con gli occhi a fessura per gli schizzi, proseguo la discesa fino a trovarmi in un pistino da cross in costruzione dove quattro persone stanno lavorando alacremente per creare saliscendi e paraboliche. La discesa termina sulla strada asfaltata e io, attraversando l’enorme complesso produttivo del cemento sfruttando una traccia ciclopedonale, mi riporto verso Sangiano, che raggiungo dopo qualche chilometro di asfalto.

Fango bello fresco per tutti...
Fango bello fresco per tutti…
...soprattutto per me!
…soprattutto per me!

Il destriero sarebbe da lavare subito, ma il trasporto verso casa lo fa solidificare, povero cavallo!

Cosa mi sono portato a casa oggi, oltre ad una bici di cemento?

Alla conquista del Picuz / 32

Alla conquista del Picuz / 33

Una gita diversa dal solito, che mi ha riportato coi piedi per terra, ricordandomi che non tutte le ciambelle escono col buco. Ma sono comunque buone, infatti anche senza tracce freeride è stato comunque un ottimo tour che aggiunge un’altra tacca (Picuz) al mio reggisella.

Davide

Traccia GPS:

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