Piccoli Esploratori: in MTB alla scoperta del Monte Sant’Elia – Monte Orsa – Monte Pravello

08/12/2013 (Domenica) – Il mese di dicembre non finisce di stupire, alta pressione uguale cielo limpido e luminoso da ormai una decina di giorni: bisogna approfittarne ed organizzare una bella uscita. Così il lunedì precedente già siamo in contatto via email.

Il giro era organizzato da Davide da tempo: 5 vette nella zona di confine Italia-Svizzera, in località che non abbiamo ancora visitato.

Partenza a metà mattina e alle 10:30 siamo in marcia. Da Viggiù dobbiamo raggiungere rigorosamente su strada NON asfaltata il Monte Sant’Elia.

Una salita a tornanti ci spacca da subito le gambe e poco dopo si trasforma in un sentiero a gradoni ancora più impegnativo, iniziamo bene!

Arriviamo alla prima cima, Monte Sant’Elia, foto di rito:

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Giù quindi per un breve tratto e di nuovo a spingere in salita verso la cima del Monte Orsa.

Salita lunga e impegnativa, ad un certo punto però notiamo una galleria e non possiamo assolutamente evitare di andare a curiosare. Questa sarà poi l’attività principale della giornata: esplorare le infinite gallerie, grotte e trincee che questa zona offre. Si tratta dei resti delle fortificazioni della Linea Cadorna.

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A fatica (pendenza finale del 18%) arriviamo in vetta al Monte Orsa. Il panorama è magnifico, ma meglio mettere i piedi al sicuro, infatti sotto di noi c’è una parete a strapiombo.

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Ripartiamo per la terza vetta, un po’ provati ma soprattutto affamati. Poco dopo arriviamo al Monte Pravello, luogo abbastanza affollato da persone e non solo.

Mangiamo velocemente il nostro pranzo, e lui subito ne approfitta:

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A questo punto dovremmo proseguire velocemente verso altre due cime (Monte Casolo e Monte Grumello) e poi verso il Sentiero dei Fossili, ma ci sono alcuni problemi. Io e Daniele siamo abbastanza stanchi (poco allenati e il giro di oggi non è proprio una passeggiata) e il sentiero da percorrere scende molto ripidamente in una valle in ombra con residui di ghiaccio e neve. Decidiamo quindi di tornare all’auto percorrendo in parte sentieri alternativi e in parte le trincee della Linea Cadorna.

Scatta l’avventura. In bici o a piedi ci infiliamo in ogni grotta o galleria. Perdiamo una sacco di tempo girando di qua e di la, illuminando il percorso con le misere luci dei telefonini. Che avventura!

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Alcune delle cavità sono infestate dagli spettri!

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Anche scendere dalle gradinate è un divertimento, molte però sono talmente ripide e strette che passarci a piedi con la bici in spalla è un’impresa.

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In alcuni punti temiamo di esserci persi tra i cunicoli delle trincee, ma alla fine riusciamo a scendere verso valle. Da qui proviamo una serie di sentieri alternativi che Davide scova sulle mappe Open Cycle e che dovrebbero riportarci all’auto senza transitare su asfalto.

Ottima idea! Il percorso si rivela divertente, snake-skid a manetta (Daniele), in alcuni tratti il sentiero è simile alla PS3 di Tavernerio.

Arriviamo infine all’auto poco prima che cali il sole, giro abbastanza impegnativo ma veramente interessante, la Linea Cadorna merita sicuramente una visita.

Marco

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Non è stato per niente facile affrontare questi sentieri, sia in salita che in discesa! Rampe con forti pendenze, zero allenamento (tranne Davide che era sempre davanti) e con la Bianchi ero davvero fuori controllo! Mi sono pure scordato di stringere le viti del manubrio dopo la manutenzione del giorno prima, fortunatamente prima della discesa me ne sono reso conto e con le mie chiavi in tinta col mezzo ho stretto tutto!

Nonostante questi ostacoli mi sono divertito da matti, alcuni tratti davvero molto belli paragonabili alla “pista” di Tavernerio (parlo di discesa ovviamente), visitare gli appostamenti della Linea Cadorna e sganciarci pure una bomba biologica! Ahahahah….

Ci siamo anche allenati sul Nose Press, sinceramente pensavo fosse più semplice! Dai che la prossima volta ci uscirà perfettamente! A fine giornata avevo le spalle e la schiena a pezzi! Una domanda però: riuscirà a sopravvivere la mia Bianchi ad un’altra uscita tipo questa? No, non credo. Ho proprio bisogno di un mezzo nuovo!

Daniele

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Non ho nulla da aggiungere, avete già riassunto perfettamente tutto voi. Esprimo solo la mia estrema soddisfazione per la discesa che abbiamo fatto dal Monte Pravello fino all’auto. Abbiamo fatto benissimo ad abbandonare l’impresa delle 5 vette (evitando le ultime 2 che erano sul versante opposto) e a scendere per le trincee e poi per quella traccia “freeride” che abbiamo trovato per caso. Segnalo che c’erano anche due bei drop artificiali neanche troppo bassi creati da qualche appassionato. Indubbiamente quella è una zona dove bazzicano dei freeriders perchè il sentiero era tenuto e allestito troppo bene. Linko il bel video del sentiero in questione che Daniele (che è stato veramente eroico a farlo con la Bianchi!) ha trovato su Youtube:

Sentiero che entra a pieno titolo nella mia top 10.

Davide

Traccia GPS totale:

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