Monte Martica: tra fango e neve in MTB

24/11/2013 (Domenica) – Trio Mytrails riunito per una “toccata e fuga” corta ed intensa al Monte Martica, classico sopra Varese, nel Parco del Campo dei Fiori. Nulla ci faceva pensare che saremmo finiti in una lunga, epica e appagante uscita.

Dopo aver scaricato il nostro insolito trio di mezzi (io Trek, Marco Atala upgraded e Daniele con la storica Bianchi) saliamo con un ottimo ed incessante ritmo fino a Pian Valdes. Lungo il percorso incontriamo molti escursionisti a piedi e qualche biker che sale (sverniciato) e altrettanti che scendono. Fanghiglia e pastrugni vari sono di serie lungo questo percorso, ed iniziamo a sporcarci. Ai lati del sentiero ci sono accumuli di neve, residui della nevicata dello scorso giovedì notte.

Mezzacci assortiti al Pian Valdes
Mezzacci assortiti al Pian Valdes
Marco e Daniele al Pian Valdes
Marco e Daniele al Pian Valdes
Marco e Davide, Campo dei Fiori sullo sfondo
Marco e Davide, Campo dei Fiori sullo sfondo

In tempo zero arrivano escursionisti, famiglie e boyscouts. Troppa gente per i nostri gusti, ripartiamo subito visto che la salita è ancora molto lunga. Mano a mano che saliamo la neve si fa sempre più invadente lungo il sentiero. Dopo aver passato l’ennesimo gruppo di ciclisti, sconvolti per i mezzi non proprio extreme con cui Marco e Daniele salgono a cannone (“ehi, guarda questi come filano… ed hanno pure i V-Brake!!”) la neve diventa un elemento costante.

"Ragazzi, qui si mette male"
“Ragazzi, qui si mette male”

Qui ne è venuta giù davvero tanta e dopo una mia seminvolontaria caduta sulla neve anche Daniele decide di provare le comode proprietà ammortizzanti del bianco manto.

"zzzzzzzzzzzzzzz....."
“zzzzzzzzzzzzzzz…..”

Iniziamo a renderci conto che questa gita non sarà proprio la “toccata e fuga” che ci eravamo preposti, anzi arrivare in vetta sarà una vera e propria conquista!

Mano a mano che saliamo le tracce diminuiscono sempre di più, sinonimo che in pochi si sono spinti fino in alto, quando ad un certo punto incontriamo un biker armato di una mega mtb full Mondraker che scende sconsolato: “ragazzi, più avanti la situazione è brutta, io ho rinunciato!”. Il rider vuole provare a farci desistere e invece siamo qui per dimostrargli che Mytrails è inarrestabile quando si pone un obiettivo: noi avanziamo!

Snow Martica / 6

Nonostante le gomme non adatte, riusciamo a restare in sella, tuttavia percorrere dieci metri implica uno sforzo fisico disumano, senza contare il rischio di cadute e storte varie. A poco più di 1 km dalla vetta, decidiamo che è il momento di spingere, anche perchè le tracce sono finite e siamo ufficialmente gli unici biker ad essersi spinti fin qui da quando ha nevicato. Aprire la traccia è uno sporco lavoro… ma qualcuno deve pur farlo!

Le bici sono dotate di equilibrio proprio!
Le bici sono dotate di equilibrio proprio!

Per me anche spingere diventa un problema in quanto la neve si accumula sul mini-parafango posteriore, rimontato per l’occasione dopo il debutto primaverile, bloccando la ruota che necessita di continua pulizia. Problema risolvibile spruzzando silicone spray all’interno del parafango per agevolare lo scorrimento e l’espulsione della neve (lo testerò la prossima volta).

Freno di stazionamento... naturale
Freno di stazionamento… naturale

Per l’occasione il mini-parafango è stato personalizzato per dargli un aspetto ancora più OEM, con sommo divertimento di Marco e Daniele.

Pimp my Bike !
Pimp my Bike !

Con i piedi fradici e l’umore un pò basso arriviamo finalmente in cima al bivio Presepe – Vetta Martica / Punto panoramico – Punta Rossotti.

Bivio
Bivio

Daniele utilizza la sua Bianchi come strumento per misurare l'altezza della neve

Snow Martica / 11

Considerato che siamo stati noi ad aprire la traccia fin qui, non sarà un problema proseguire anche fino al punto panoramico di Punta Rossotti. Forza e coraggio, ci addentriamo nel bosco fino ad arrivare al mitico masso con la Croce (Punta Rossotti), che supera di poco i 1.000 m/slm.

Daniele e Marco già in vetta
Daniele e Marco già in vetta
Davide "scala" il masso per raggiungere la vetta
Davide “scala” il masso per raggiungere la vetta

Siamo in ritardo “solo” in un’ora e mezza sulla tabella di marcia, cosa sarà mai? Godiamoci il panorama: addirittura si vedono svettare i palazzi di Milano all’orizzonte.

Panorama sud-est
Panorama sud-est
Panorama est
Panorama est
Panorama ovest
Panorama ovest
Anche la Croce della vetta fa rifornimento per la discesa!
Anche la Croce della vetta fa rifornimento per la discesa!

Una firma e uno sguardo al guest-book della vetta e siamo pronti per scendere.

Martica's Guestbook
Martica’s Guestbook

La discesa inizia con una mia rovinosa caduta su una roccia semisommersa dalla neve. Colpita stupidamente piano e di piatto, manubrio chiuso, ribaltamento nella neve, quasi da fermo. Successo niente, tranne una leva freno grattuggiata, inconvenienti del mestiere.

Il primo pezzo di discesa, nella neve fresca e alta, è davvero duro: l’anteriore è privo di direzionalità, totalmente imprevedibile e allo sbando. Oltre a ciò, serve pedalare per procedere. Pedalare in discesa, assurdo. Sono minuti di vera fatica, soprattutto per le braccia che devono fare cento controlli di manubrio al secondo. Qualche simpatico scivolone sulla neve e via via che si scende la neve diminuisce e si può prendere velocità. Quando ormai il sentiero è quasi sgombro e si può finalmente darci dentro, ecco che accade l’imponderabile: Daniele swippa troppo sulle rocce e fa scoppiare una camera d’aria. Il ritardo è di un paio d’ore, non sarà una foratura e far precipitare la situazione. Per fortuna Marco ha una camera di riserva e scatta il pit-stop “on the trail”.

Marco ai box
Marco ai box

Risolto questo piccolo inconveniente, il resto della discesa è veramente spettacolare. La Martica è sempre una garanzia e la sua sassaia un percorso d.o.c.. Personalmente è la prima volta che sono qui con la Trek full e devo ammettere che il mezzo fa ampiamente la differenza, non ci sono storie. Daniele e Marco sono semplicemente eroici a scendere con i loro muletti front, dotati di V-Brake pressochè inesistenti a causa dei pattini totalmente bagnati. Daniele swippa alla grande, testando i “nuovi” pedali flat per decidere se sul mezzaccio in arrivo ad inizio 2014 monterà flat o spd. Pozze, fango, sassi…chissene, la discesa è troppo bella per preoccuparci di questi dettagli. In un battibaleno raggiungiamo l’asfalto, ridotti da fare schifo, quasi record. Fango anche in faccia e in ogni dove. Daniele guarda la bici e… “ragazzi, sono sceso con la forcella bloccata”. Assurdo, swipperebbe anche con una Graziella. Torniamo all’auto, pensando alla grande gita del tutto inaspettata che abbiamo appena concluso in questa splendida domenica di bel tempo.

…è quasi tempo di mettere mano alle gomme chiodate!

Davide

Traccia GPS:

Scarica

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Sapevo che avremmo trovato della neve dagli 800 m in su ma ragazzi, così tanta no! Marco con le scarpette puro XC, Davide con le Five Ten che non mi sembrano molto impermeabili ed io con le scarpe da tennis…non eravamo decisamente preparati ad affrontare una cosa simile ma invece la vetta è stata conquistata anche con 30 cm di neve. Sono riuscito anche a “bobbare” col keeway durante la discesa dalla cima a dove abbiamo parcheggiato le bikes, spettacolo!! Al ritorno però pedalare in discesa ci ha leggermente demoralizzato! Pensavo di arrivare a casa dopo le 17:00. Se fosse stato così credo che non sarei tornato a casa perché avrei dovuto affrontare l’ira funesta della morosa! 🙂

Una fatica mostruosa e un freddo cane, se avessi deciso di fare questo “piccolo” tour da solo sicuramente avrei rinunciato! Ringrazio i compagni di “ciaspolata” per avermi trascinato fino in cima! Ringrazio anche la povera Bianchi che nonostante la foratura e la discesa con la forca bloccata mi ha dato molta sicurezza, sono tornato indietro di 7 anni, quando l’ho acquistata che mi sembrava di avere in mano un mostro di bici! E mi ha quasi convinto a tornare ai pedali flat, vedremo!

Speriamo di provare la stessa cosa col mezzacciobbestia in arrivo 🙂

Daniele

 

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