[FAI-DA-TE] Gomme chiodate per MTB

L’inverno è ormai arrivato, neve e ghiaccio ci aspettano in agguato da un momento all’altro. Dobbiamo quindi essere preparati ad ogni evenienza onde evitare di restare bloccati in casa senza poter pedalare. Perché non costruirci un bel paio di gomme chiodate?

In commercio esistono vari tipi di gomme per mtb chiodate “di fabbrica”: Nokian, Continental e Schwalbe sono i produttori più famosi, Schwalbe Ice Spiker è forse il modello più conosciuto. Queste gomme sono ben fatte e garantiscono un’ottima efficacia, tuttavia hanno una grossa controindicazione: il prezzo davvero elevato. In base al modello che si sceglie, si parte dai 50 Euro minimo a gomma fino ad arrivare agevolmente ai 100 Euro. Con una spesa del genere ci si mettono le gomme da neve alla macchina! Quindi, per noi simpatici riders squattrinati che utilizzeremo queste genere di gomme sì e no 2 volte all’anno per divertirci, che soluzioni ci restano? Costruircele in casa! Così facendo, potremo anche decidere la lunghezza dei “chiodi”, al contrario delle gomme di serie che montano chiodature dallo spessore minimo per questioni di omologazione e perchè concepite per un utilizzo più “all-around”.

Schwalbe Ice Spiker Pro
Schwalbe Ice Spiker Pro

Siccome chiodare una gomma nuova suona un pò come uno spreco (anche se sarebbe la cosa migliore da fare!) cerchiamone una usata ma messa decentemente, con ancora una discreta tassellatura residua e non troppo fitta (per permettere un buon scarico della neve). L’ideale è utilizzare una gomma concepita per il fango e/o per i terreni smossi. Fatto ciò, bisogna decidere quali tasselli chiodare e quali viti utilizzare.

Se pensiamo di utilizzare questo genere di gomme solo in condizioni estreme, quindi su fondi totalmente innevati e compatti con frequenti ghiacciature, tanto vale chiodare tutti i tasselli. Se invece pensiamo di farne un utilizzo ibrido, con magari anche qualche (piccolo!) spostamento stradale, allora dobbiamo valutare di chiodare solo una parte di tasselli. In quest’ultimo caso è bene lasciare liberi i tasselli centrali, per permettere alla gomma di avere un contatto sull’asfalto, e di chiodare i tasselli intermedi di transizione e/o quelli laterali, per sfruttarli sui fondi più soffici dell’asfalto (dove la gomma sprofonda, permettendo un contatto dei chiodi anche in posizione eretta) ed in curva.

Che viti utilizzare? Premettendo che ne ho provate davvero di tutti i tipi, ho trovato che le migliori sono le classiche viti autofilettanti testa cilindrica Phillips da 13mm. La testa interna piatta (e non svasata) serve per massimizzare il punto di contatto della testa all’interno della gomma, mentre la lunghezza di 13mm ho visto essere quella più adatta per evitare lunghe operazioni di taglio vite dopo averle montate. Tutto comunque dipende dal tipo di gomma che si chioda, se si utilizzano delle gomme nuove probabilmente una lunghezza di 15 o 16mm è più appropriata.

Innumerevoli tipi di viti testate. Sul righello quella scelta.
Innumerevoli tipi di viti testate. Sul righello quella scelta.
and the winner is...
and the winner is…

A questo punto dobbiamo forare, dall’esterno verso l’interno, i tasselli che andremo a chiodare. Questo ci permetterà di creare una guida in cui avvitare la vite, in modo che resti ben centrata col tassello. Per fare questo procuriamoci un trapano o un avvitatore e montiamo una punta abbastanza piccola, del 3 o 4 massimo.
La scelta della punta con cui forare i tasselli è una scelta importante: se i fori saranno troppo piccoli, non riusciremo ad avvitare correttamente le viti, che sbucheranno sul copertone esterno nei punti più improbabili. Se i fori saranno troppo grossi, le viti non faranno presa, e l’operazione sarebbe quindi totalmente inutile.
E’ opportuno fare una prova su un tassello, così da valutare se la punta scelta sia appropriata al tipo di vite che stiamo utilizzando. Se la vite si avvita bene e sbuca dal copertone nel punto che abbiamo forato, siamo a cavallo.

In foto una copertura economica (Deestone 25×1.95) scelta come cavia. Per la foratura ho utilizzato una punta del 2.5 montata sull’albero flessibile del Dremel in modo da poter operare alla velocità della luce.

I primi fori sui tasselli prescelti
I primi fori sui tasselli prescelti

Dopo aver forato qualche tassello di prova un odore allucinante di gomma bruciata mista fumo pervaderà l’ambiente. Controlliamo se all’interno si notato i riferimenti dove avvitare le viti, se sì possiamo procedere.

I fori visti dall'interno
I fori visti dall’interno

A questo punto armiamoci di cacciavite o di avvitatore elettrico, possibilmente con punta magnetica o magnetizzata, e avvitiamo le prime viti per controllare il risultato.

Gomme chiodate / 5

Vista posteriore della prova
Vista posteriore della prova
Vista anteriore della prova
Vista anteriore della prova
Prospettiva della prova
Prospettiva della prova
Vista interna
Vista interna

Per la valutazione teniamo conto che le viti non si lasceranno con la punta viva, bensì verranno smussate per una questione di grip e di sicurezza, quindi consideriamo anche questo quando valutiamo la lunghezza delle viti da utilizzare. Se il risultato ci soddisfa e pensiamo sia la disposizione nonchè la lunghezza ottimale, possiamo procedere con il forare tutti i tasselli. Visto che ci sarà un discreto fumo e molto molto odore, meglio munirsi di mascherina onde evitare di respirare polveri sottili sicuramente tossiche come ho fatto io.

Foratura terminata... un bel disastro!
Foratura terminata… un bel disastro!

Fin qui è stato facile ma adesso arriva la parte più lunga e decisamente noiosa: avvitare tutte le viti! Prendiamo di nuovo l’avvitatore e le viti e giù di avvitamento selvaggio. E’ bene, se possibile, impostare la forza dell’avvitatore ad un livello medio-basso, per evitare di far ruotare le viti arrivate a fine corsa e quindi rovinare la filettatura creatasi nel tassello. Questa operazione è davvero lunga e noiosa ed ovviamente più viti si mettono peggio è. Bisogna trovare una posizione comoda, un buon ritmo e non perdere la concentrazione per fare in fretta.

Pronti, via!
Pronti, via!

Ogni tanto fermiamoci a controllare come procedere il lavoro. Può capitare che qualche vite non segua la traccia fatta col trapano ed esca in maniera scorretta sul tassello. A questo punto sta a noi valutare se la posizione assunta è comunque buona o se necessita di essere riposizionata. In quest’ultimo caso è meglio farlo a mano con un normale cacciavite: svitiamola e proviamo a riavvitarla facendola uscire dove dovrebbe. Generalmente se una vite non si posiziona correttamente al primo colpo diventa una vera e propria noia riuscire a riposizionarla correttamente.

Vite uscita nel punto sbagliato
Vite uscita nel punto sbagliato

Prima o poi avremo finalmente completato l’operazione di avvitamento delle viti, ammiriamo il risultato ottenuto.

Vista esterna
Vista esterna
Vista interna
Vista interna

A questo punto dobbiamo passare all’operazione di molatura delle punte. Questa serve anzitutto per una questione di sicurezza, in quanto la gomma se lasciata con le punte “vive” è una vera e propria arma, già solo maneggiarla senza guanti è difficile. In secondo luogo dobbiamo aumentare la superficie di contattato delle viti per evitare impuntamenti e ottimizzarne lo scorrimento. Infine non è necessario avere una punta di ferro lunga un metro che esce dalla gomma, anche perchè in questo modo il tassello tenderebbe a flettere sotto il peso del rider con il rischio di strapparsi. E’ sufficiente che la punta esca 2 o massimo 3 millimetri dal tassello. Nel nostro esempio basta dunque molarne una piccola parte, in quanto sporgendo poco già dopo il primo utilizzo le punte tenderanno a stabilizzarsi ad una forma più “piatta”, soprattutto se facciamo qualche spostamento stradale.

Gomme chiodate / 15

Per fare questo possiamo utilizzare o una classica mola da banco oppure montare una punta abrasiva sul nostro Dremel. Assolutamente da escludere l’utilizzo di una lima a mano, sarebbe un’operazione titanica e infinita. Prepariamoci ad un mare di scintille: occhiali protettivi e via!

Gomme chiodate / 16

Ad operazione finita ammiriamo il risultato.

Gomme chiodate / 17

Abbiamo finito? Assolutamente no!  Ora dobbiamo lavorare all’interno della gomma, per evitare che le teste delle viti pizzichino la camera d’aria quando saranno schiacciate dal nostro peso. Per fare questo rivoltiamo il copertone (fondamentale indossare dei guanti, pena il distruggersi le mani).

Gomma rivoltata
Gomma rivoltata

A questo punto abbiamo due possibilità: stendere sulla testa delle viti una camera d’aria tagliata (magari fissandola con del nastro biadesivo) oppure ricoprire l’interno della gomma con qualche giro di nastro telato (anche conosciuto come nastro americano). Io ho optato per quest’ultima soluzione.

Interno gomma ricoperto di nastro telato
Interno gomma ricoperto di nastro telato

Il nastro telato è molto resistente e riesce a tenere a bada senza problemi la pressione della testa delle viti. Una volta steso, per farlo aderire meglio, si può utilizzare un phon o una pistola termica da carrozziere per scaldarlo e pressarlo. In ogni caso consideriamo che, dopo il primo montaggio, la pressione della camera d’aria stamperà il nastro sulla gomma rendendoli una cosa sola, quindi non preoccupiamoci se dopo averlo steso il nastro non aderisce proprio perfettamente (come nella foto soprastante).

Dopo il primo montaggio, grazie alla pressione della camera d’aria, il nastro diventerà così, un tutt’uno con la gomma:

Gomme chiodate / 19.2

Gomme chiodate / 19.3

A questo punto rivoltiamo la gomma e siamo pronti a correre sulla neve e sul ghiaccio!

Fate il vostro gioco! A sinistra coppia di Maxxis Medusa 26x1.55 da 344 chiodi cad. Al centro copertura economica Deestone 26x1.95 da 192 chiodi. A destra coppia di coperture economiche 26x1.95 da 104 chiodi cad.
Fate il vostro gioco!
A sinistra coppia di Maxxis Medusa 26×1.55 da 344 chiodi cad.
Al centro copertura economica Deestone 26×1.95 da 192 chiodi.
A destra coppia di coperture economiche 26×1.95 da 104 chiodi cad.
Le Maxxis Medusa 26x1.55 (344 chiodi l'una) montate sulla mia vecchia e cara Cube
Le Maxxis Medusa 26×1.55 (344 chiodi l’una) montate sulla mia vecchia e cara Cube

Davide


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Redigo ora qualche FAQ che potrebbe sorgere dopo la lettura di questo articolo:

Quanti viti/chiodi sono necessari per chiodare una gomma?

Tutto dipende dal tipo di utilizzo che se ne deve fare e dal disegno della gomma su cui si sta lavorando. Mediamente 100-150 chiodi rappresentano un buon compromesso.

Di che viti si tratta e dove si comprano?

“Viti autofilettanti testa cilindrica Phillips, zincate, 3,5×13” è la dicitura esatta delle viti utilizzate in questo articolo. Ho girato nel tempo tutte le principali catene di bricolage (Leroy Merlin, Brico, GranBrico, OBI…) ma questa vite di questa misura così “piccola” l’ho trovata solo presso “Brico OK”.

Quanto costa chiodare una gomma?

Le viti in questione costano tra i 18 e i 19 Euro al chilo. Tutto dipende da quante se ne vogliono utilizzare. Mediamente per 100 viti il costo è di 1,50 Euro. Ovviamente si parla di viti vendute “sfuse”, da prendere con la paletta e da pesare sulla bilancia. Impensabile (come costi) utilizzare le viti vendute a pacchettini di 20 o 50 pezzi.

Che aggravio di peso comporta la chiodatura di una gomma?

Prendendo per esempio le viti utilizzate in questo articolo, si consideri che 100 viti pesano 84 grammi. Si facciano i conti di conseguenza.

Le gomme chiodate si possono montare su tutte le mtb?

Quelle originali, vendute sul mercato sì, perchè equivalgono come sporgenze alle normali gomme. Ad esempio una Schwalbe 26×2.25 chiodata equivale ad una 26×2.25 normale. Invece quelle chiodate artigianalmente hanno generalmente i chiodi più pronunciati, quindi bisogna sempre verificare che sul telaio, nella zona di rotazione della gomma, ci sia spazio a sufficienza per i tasselli da noi chiodati. Anche l’impianto frenante può influire: con il disco non c’è problema, con il V-Brake invece bisogna verificare che i chiodi disposti lateralmente (soprattutto se posti sull’estremo bordo della gomma) non interferiscano con le “ganasce”, anche se è un’ipotesi molto improbabile.

Le gomme chiodate sono omologate per circolare su strada?

Quelle originali, vendute sul mercato, sì, non hanno nessuna controindicazione. Quelle chiodate artigianalmente no, perdono la loro omologazione, quindi (teoricamente) non posso circolare su strada o in luoghi pubblici. Aldilà del divieto legale, vige sempre la regola del buon senso: circolare su asfalto con ruote chiodate artigianalmente non è il massimo della vita, sia a livello di comfort sia a livello di sicurezza (i chiodi riducono sensibilmente il grip sull’asfalto oltre ad essere rumorosi e ad opporre molta resistenza al rotolamento). Idem il circolare tra le gente è follia pura, in caso di impatto i danni alle persone sarebbero enormi: assolutamente da evitare.

Si può sgommare con le ruote chiodate?

Su asfalto assolutamente no in quanto si consumerebbero velocemente i chiodi rischiando anche di strappare i tasselli, oltre ad avere una perdita di aderenza del tutto incontrollata. Su neve compatta o ghiaccio non c’è problema, anche se bisogna ricordare che la “chiodatura” nasce per ottenere grip, non per perderlo.

Le ruote chiodate si possono fare tubeless?

Decisamente no, anche utilizzando litri di lattice sigillante sarebbe pressochè impossibile che tutti i fori realizzati vengano sigillati. Le gomme chiodate sono da utilizzarsi esclusivamente con camera d’aria.

A che pressione bisogna gonfiare le gomme chiodate?

Pressioni mediamente alte, anche in maniera sostenuta. Il nostro peso sulla bici non deve fare sì che la vite, rientrando per lo schiacciamento del nostro peso, possa pizzicare la camera d’aria con la testa. Ecco quindi che serve una pressione più alta del normale, anche di molto, per contrastare questo rischio.


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02/2016 – AGGIORNAMENTO:
Sono passati anni ma il concetto resta immutato. Ora, avendo cambiato bici ed essendo passato al formato ruota da 29″, ho deciso di costruire un nuovo set di gomme chiodate.

Ok, l’inverno è sempre più anomalo e la neve, almeno qui alle nostre altitudini, rimane una chimera. Tuttavia è sempre meglio essere preparati…
Così, rispolverando e seguendo fedelmente il mio soprastante report scritto ormai più di 2 anni fa, ho realizzato una stupenda coppia di gomme chiodate da 29″, questa volta partendo come base da una coppia di gomme nuove, per ottimizzarne l’efficacia:

marca: Schwalbe
modello: Nobby Nic
versione: Performance, dual compound (mescola doppia), wired (cerchietto rigido)
misura: 29×2,25″ (ETRTO 57-622)
numero viti per ogni gomma: 480 (!!!)
viti utilizzate: autofilettanti testa a croce, 3x12mm (EAN 8014174)

Gomme chiodate 2016 / 001

Non mi ricordavo che ci volesse così tanto tempo per chiodare artigianalmente le gomme: è stato un lavoraccio ma ne è valsa la pena.

l'interno, dopo averlo nastrato e mandato in pressione con la camera d'aria.
l’interno, dopo averlo nastrato e mandato in pressione con la camera d’aria.

Gomme chiodate 2016 / 002

Peso:
Le gomme da nuove pesavano 780 grammi l’una. Dopo la chiodatura pesano 1.020 grammi l’una. Infine, aggiunto in fase di montaggio il nastro telato per evitare di bucare o pizzicare la camera d’aria, l’ago della bilancia si ferma a 1.060 grammi.
Indubbiamente non sono dei pesi piuma…

Costo:
Realizzare questa coppia di gomme chiodate mi è costato in totale 40,50 Euro così suddivisi.
– acquisto gomme (13,30€ x 2)
– acquisto nastro telato americano, rotolo Tesa 10x50mm (5,90€)
– acquisto 960 viti, pari a 470 grammi (7,00€)
– guanti da lavoro distrutti durante il lavoro (1,00€)
Indubbiamente non è stata una spesa irrisoria…

Tuttavia se si considera che una coppia di gomme chiodate di serie, Schwalbe Ice Spiker Pro, nella stessa misura 29″ x 2.25″ e da 402 chiodi l’una non si trova a meno di 140 Euro… il risparmio c’è stato eccome.

Gomme chiodate 2016 / 008

Si tratta di due prodotti diversi (le Schwalbe Ice Spiker si possono fare tubeless, ad esempio, e pesano circa 850 grammi già chiodate) ma considerato che qui da noi, nella migliore delle ipotesi, è un set di gomme che si usa una sola volta all’anno tanto per fare gli stupidotti… va più che bene così!

Foto Gallery:

Adesso aspettiamo la neve (o il ghiaccio) per testare la loro efficacia 🙂

Davide

 

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