Passo del Lucomagno: “siamo quasi arrivati…”

01/11/2013 (Venerdì) – Come ogni fine settimana la mia compagna cerca di farmi capire che vuole fare una gita in montagna. Arrivare sul posto in auto, mangiare alle 12.00 e stare lì a “bonzare” tutto il pomeriggio. Scelgo come destinazione il Passo del Lucomango. Lasciamo la macchina dietro al Hospezi S.Maria e ci avviamo verso il lago lì vicino. La RSI Meteo dava bel tempo in tutta la Svizzera ma in realtà per tutto il tragitto e durante il corso della giornata non ho visto raggi di sole. Anche la Svizzera inizia a sbagliare le previsioni, siamo spacciati. Solo una cosa era azzeccata: la temperatura, il termometro sfiorava i 3 °C.

Scendiamo dall’auto, tempo di mettere gli scarponi e Anna era già tornata a bordo per via del fresco 😉 L’accompagno fuori dalla Meriva e partiamo verso il lago Santa Maria che in teoria doveva essere la nostra meta, rimaniamo però colpiti dai colori degli alberi e dei prati quindi decidiamo di proseguire piano piano costeggiando il lago.DSC_0001

Il sentiero ora incontra un fiume e siamo costretti a fare una scelta difficile: attraversare e continuare il giro oppure SALIRE verso il Passo dell’Uomo. Decido io!

Iniziamo a salire ad un buon ritmo, dopo pochi minuti però mi accorgo che stavo camminando e parlando da solo.

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Era davvero impegnativo come sentiero quindi ho fatto a meno di sgridarla. Erano già le 12.30, avevo sforato di 30 minuti però zitto zitto ho continuato la marcia incitandola dicendo che mancava poco. Scorgiamo un cartello e le dico: “Dai che siamo quasi arrivati, al cartello ci fermiamo!” Arrivati lì Anna si fionda a terra quasi priva di vita.

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Il cartello indicava che da lì a 5 minuti si sarebbe giunti al Passo dell’Uomo quindi recupero i resti della morosa e riprendiamo la marcia sempre dicendole che alla prossima indicazione ci saremmo fermati. In 6 minuti arriviamo al passo però vedendo che lì non c’era nulla di interessante e più avanti si intravedeva l’inizio di una discesa (pensavo si potesse vedere già il Lago Ritom) continuiamo a camminare.

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Le nuvole intanto continuavano ad abbassarsi e pregavo non iniziasse a piovere. Cammina, cammina sentiamo il rumore di una cascata e quindi esclamo: “Dai ci possiamo fermare lì se è carino”, erano già le 13.15 però non era un granché ma ad Anna piaceva, bah…

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Quindi proseguiamo ma poco dopo il mio stomaco ha cominciato a brontolare e decido che è giunto il momento di interrompere le sofferenze di Anna. Ci siamo accampati al Lago della Segna che non sapevo nemmeno esistesse. Non c’era nessuno e come al solito dopo aver mangiato mi stavo quasi per addormentare.

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Le nuvole in pochi minuti ricoprirono tutte le montagne circostanti e il freddo iniziava a farsi sentire, un sorso di tè caldo e via.

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Mi viene in mente che ho a portata di mano il fantastico Nokia e quindi posso registrare la traccia del ritorno, così, per sapere più o meno quanti km abbiamo percorso:

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Un bel pezzettino dai, il ritorno è stato quasi più duro dell’andata per quanto mi riguarda: forte pendenza e grossi sassi non del tutto stabili.

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Arrivati alla macchina visto che ormai Anna non vedeva la mia testa a causa delle nuvole basse ci catapultiamo al vicino lago di Luzzone dove ci aspettava un paesaggio autunnale mai visto, strani animali in fondo a una grotta e la diga che contiene il lago.

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La giornata ha richiesto molti sforzi fisici, ma in compenso il fantastico paesaggio ha annullato quasi tutta la fatica.

Daniele

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