Monte San Giorgio: in MTB da Bizzarone

26/10/2013 (Sabato) – Il trio Mytrails è pronto all’espatrio! Dopo aver lasciato l’auto nei pressi di Bizzarone, scendiamo nella Valle Lanza fino a raggiungere il confine di Stato a Santa Margherita, sulla Ferrovia Valmorea. Da qui ci addentriamo nella Confederazione Elvetica destinazione Mendrisio, percorrendo sentieri già battuti in passato.

Qui la spedizione subisce un rallentamento: Daniele trova finalmente la sua ruota da criceto ideale e inizia a girare senza sosta…

Criceti nostrani
Criceti nostrani

Raggiunto Mendrisio sproniamo i nostri fidi destrieri ad iniziare la salita verso il Monte San Giorgio, seguendo la mtb-segnaletica dell’itinerario Svizzero numero 350. Le cose si fanno toste fin da subito, con una salita acciottolata a tornanti, con fondo a tratti smosso, dalle pendenze significative.

Umida e ripida
Umida e ripida

Arrivati a Tremona siamo già senza fiato e le nostre facce sono molto eloquenti…

Davide, Daniele e le allucinazioni
Davide, Daniele e le allucinazioni

Ben presto entriamo in partita e il trio raggiunge velocemente (?) Meride dove si ferma in Via ai Grotti per una breve sosta al sole. Per essere fine ottobre oggi fa veramente caldo, si va per i 20 gradi, incredibile!

il Lindor di Daniele non si aspettava questo caldo
il Lindor di Daniele non si aspettava questo caldo
Break: Marco fotografa mentre Daniele beve il Lindor
Break: Marco fotografa mentre Daniele beve il Lindor

Ci spostiamo fino al centro del pittoresco paesino di Meride, dove una terrazza naturale si affaccia su un bucolico paesaggio.

Vigneti su vigneti: dipinto ad olio by Marco
Vigneti su vigneti: dipinto ad olio by Marco

Da qui la salita prosegue su asfalto, seguendo Via Serpiano per diversi chilometri fino a quando finisce proprio nel piazzale di arrivo della funicolare che sale da Brusino Arsizio. Qui si prosegue su un’agevole sterrata fino alla cima del nostro giro, ovvero l’Alpe di Brusino.

Alpe di Brusino
Alpe di Brusino

Siamo ad un tiro di schioppo dalla vetta del Monte San Giorgio: una piccola distanza ma decisamente pedonale e che racchiude 400 metri di dislivello. Si è fatta una certa, quindi questo ultimo step a/m “concentrato” lo lasciamo per un’altra volta.

Da qui si va dappertutto!
Da qui si va dappertutto!
Vista sul Lago di Lugano dall'Alpe di Brusino
Vista sul Lago di Lugano dall’Alpe di Brusino
il Team Mytrails pronto ad affrontare la discesa!
il Team Mytrails pronto ad affrontare la discesa!

Questo è l’apice del nostro giro odierno e ci fermiamo per un pranzo nel tranquillo bosco. L’obiettivo della giornata era fare 60% asfalto e 40% offroad per evitare di rientrare col fango tra i denti, riusciremo a rispettare queste premesse? Finora non ci siamo riusciti, siamo a quota 50/50 e con vari chilometri di discesa dinnanzi difficilmente riusciremo a “fare i bravi”.

Seguendo un altro agevole e veloce sentieri scendiamo di nuovo fino all’arrivo della Funicolare dove l’intero piazzale è occupato da un bel bar che possiede anche tutto il belvedere. Decidiamo di entrare sulla terrazza per scattare qualche foto.

In senso antiorario partendo dal basso: Brusino Arsizio. Bissone, Campione d'Italia, Lugano
In senso antiorario partendo dal basso: Brusino Arsizio. Bissone, Campione d’Italia, Lugano
Bar
Bar

A questo punto ogni freno inibitorio viene perso, l’asfalto non si sa più che cosa sia e scendiamo sfruttando ogni sentiero possibile. Ovviamente è  tutto umido e bagnato a causa dell’ingente pioggia caduta in settimana e questo rende il manto di foglie super scivoloso per non parlare delle lastre di roccia che sono come sapone. Le discese sono davvero belle e variegate ma andrebbero affrontate con i nostri mezzi ufficiali e/o in arrivo nel prossimo futuro (vero Daniele?), non di certo con queste zoppicanti front (perdipiù io avevo le semislick!).

La discesa è così coinvolgente che non ci sono foto fino al rientro a Meride dove immortaliamo la fauna locale.

Muuuuuuuuuu!
Muuuuuuuuuu!

Ritornati sulla Via ai Grotti siamo davanti ad un bivio: scendere per la via dell’andata o provare una discesa un pò più impegnativa? Un sito di Biker locali chiama questa discesa “Acquedotto”… e “Acquedotto” sia! L’inizio è agevole ma ben presto il fatto di raidare nell’umidume più totale si fa sentire in tutta la sua pericolosità su queste rosse decisamente scivolose! Arrivati (vivi, anche se con qualche difficoltà) a valle Daniele inizia a non credere ai suoi occhi… vede un ponticello, poi una rampa, poi un drop, poi un altro… crede di avere le traveggole “ragazzi venite qui, subito !!!”. Un vero bike park in miniatura, con tanto di “wall”!

il Pistino di Rancate !
il Pistino di Rancate !

Pistino di Rancate / 2

Pistino di Rancate / 3

Pistino di Rancate / 4

Daniele socializza con l’unico freerider presente e sostanzialmente si danno appuntamento al prossimo anno, quando Daniele sarà ufficialmente fox-full-ammortizzato 🙂

La discesa è terminata e sbuchiamo in strada, qui mi accorgo che qualcosa non va ed ecco l’amara scoperta: corona grande piegata e due denti mozzati sulle rocce. Non chiedetemi come-quando-dove perchè non lo so, constato solo i fatti. La corona Suntour della Specialized non-mia si è piegata come se fosse di cartone, assurdo, e non me ne sono nemmeno accorto.

L'idrante Svizzero mi sbeffeggia per il danno subito
L’idrante Svizzero mi sbeffeggia per il danno subito

Seguiamo quindi le orme dell’andata e rientriamo in Italia, leggermente a rilento perché io ho solo le “marce basse”.

La giornata è stata molto positiva:, quello che doveva essere un tranquillo giretto si è trasformato in un’Uscita con la “U” maiuscola, con tanto di lunghe discese offroad niente male. Fango dappertutto, bici, vestiti, attrezzatura tutto lercio. L’unica nota negativa? Sapere di dover passare la domenica a porre rimedio (leggasi: lavare) ai peccati del sabato…

Davide

Traccia GPS:

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La povera Cube Acid 29″ era a riposo da parecchio e quindi avevo una voglia pazzesca di usarla e “swippare” su qualsiasi cosa. Quindi in partenza ero abbastanza carico, piegavo bene, mi permettevo piccoli saltelli e qualche “pinna”. Davide era furioso, sempre davanti ad un ritmo elevato, io e Marco stupiti faticavamo a stargli dietro.

Inizia la salita e per quanto mi riguarda finisce tutto, basta! Secco! Senza fiato, appena potevo lasciavo la bici a terra e mi sdraiavo da qualsiasi parte, si sentono davvero le uscite mancate durante la settimana. Sono proprio fuori allenamento, come si può notare nella terza foto dell’articolo (ero in contatto con San Biciclista da Mendrisio). Sono arrivato comunque quasi vivo all’ Alpe di Brusino, un polmone però è rimasto sul sentiero parecchio più in basso!

Inizia la discesa! Ooooh finalmente! La troppa sicurezza però mi fa finire contro un corrimano di legno, creato apposta per evitare di scivolare sul ponticello di legno. Lì siamo dovuti scendere, su un tappeto di biglie avremmo avuto sicuramente più equilibrio! Riprendiamo a pedalare e “Acquedotto”… davvero una bella e scassata discesa, da rifare col fondo asciutto, soprattutto l’ultima parte! Poi ragazzi la scoperta del PdR (Pistino di Rancate) mi ha scombussolato la giornata, fatto davvero bene, se avessi conosciuto il posto l’avrei provato però sinceramente i salti così forzati non mi piacciono molto; come ho detto ai compagni MyTrails preferisco le rampe naturali: fossette, cunette, rocce, ecc ecc… però è da provare sicuramente! 🙂

Ora per arrivare alla macchina manca solo una salita, una lunga salita su asfalto. San Biciclista da Mendrisio si è rifatto vivo, Marco come sempre in salita è davanti e io sempre dietro. Davide mi aspetta e arrivati alla macchina mi sono fiondato a prelevare dal bagagliaio una cosa che desideravo dall’inizio della salita per il Monte San Giorgio: una lattina da 500ml di Monster… aaaah ci voleva proprio. Marco e Davide invece si sono dati alla RedBull.

Nonostante l’immensa fatica dell’andata è stato un bellissimo giro. Abbiamo scopero discese davvero divertenti e prati enormi dietro Mendrisio, non pensavamo ci fosse così tanto verde anche lì. Tranquillità e ordine in tutte le strade percorse fino al rientro in Italia dove siamo stati sommersi da madri alterate, urla di ragazzini impazziti e auto parcheggiate a caso. Eeeeh l’Italia…

Daniele

 

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