Valle Devero: in MTB tra baite e alpeggi

01/09/2013 (Domenica) – Voglia di bici, tanta, anche se si è dormito poco, mangiato male, ecc. Non vi capita mai? A me sì, ecco cosa mi ha spinto oggi ad alzarmi relativamente presto, fare quasi due ore di macchina (maledetto traffico domenicale) e a ritrovarmi in sella alle 10:30 presso la centrale idroelettrica di Goglio, piccolo paesino nell’estremo nord del Piemonte, ad un tiro di schioppo dalla Svizzera.

L’antipasto è costituito da quasi 6 km di salita su asfalto che sale regolare verso l’Alpe Devero: gallerie e notevoli scorci naturalistici sono di serie.

Una galleria, elemento ormai immancabile nelle mie gite
Una galleria, elemento ormai immancabile nelle mie gite

Verso l'Alpe Devero / 2

Sale sale e non fa male...
Sale sale e non fa male…

La zona è affollatissima, sembra di essere in tangenziale nell’ora di punta. Durante la salita vengo costantemente sorpassato da macchine, mentre una volta oltrepassato il parcheggio ecco che la strada è popolata da numerosi pedoni che si cimentano nell’ardua (?) salita verso l’Alpe Devero snobbando il bus navetta (stracarico di gente). Prendendomela con comodo, in meno di un’ora sono su, ancora bello fresco.

Arrivato all'Alpe Devero
Arrivato all’Alpe Devero

Addentrandomi nel paesino, sembra di essere in un centro commerciale all’aria aperta, quasi da non riuscire a pedalare: ma sono tutti qui oggi?

Attraverso la piana e prendo la salita a destra verso Crampiolo. Questo tracciato è segnato come pericoloso in inverno (che esagerazione!), questo basta a scoraggiare i cittadini che in piena estate optano in massa per un’altra più agevole salita. Posso quindi salire in tranquillità lungo un fondo ripido ma lastricato che ben presto lascia spazio ad un agevole sentiero.

Attraverso la piana
Attraverso la piana
e pensare che l'ultima volta che ci sono stato era così (gennaio 2011)
e pensare che l’ultima volta che ci sono stato era così (gennaio 2011)

Arrivato in cima c’è uno scollinamento e poco più sotto ecco Crampiolo.

Crampiolo e gregge di cittadini al pascolo
Crampiolo e gregge di cittadini al pascolo

Qui l’affollamento è ancora maggiore, con gente distrutta dall’impresa epica (la salita) che si ingozza sul prato o in coma calorico dopo aver mangiato anche i camerieri nei numerosi ristoranti tipici della frazione.

Mi affretto ad andarmene prima che mangino anche me. A questo punto ho due alternative: salire per il ripido ma agevole sentiero che costeggia a est il Lago Devero, oppure inerpicarmi per un ripidissimo sentiero che porta alla diga del Lago Devero e raggiungerlo quindi a sud. Scelgo questa seconda opzione, ed è il primo errore fatale della giornata.

La foto non rende giustizia alle pendenze illegali
La foto non rende giustizia alle pendenze illegali

Abbastanza velocemente arrivo alla diga.

Lago Devero
Lago Devero

Pedalo lungo tutto il breve camminamento della diga e presto devo spallare la bici su e giù per un breve percorso non molto semplice che costeggia il lago, fino a quando non credo ai miei occhi: devo scendere da una parete di roccia con tanto di catena (ferrata) per tenersi. Imprecazioni a iosa per chi ha scritto la guida che sto seguendo, e provo a scendere con dei rischi assurdi. In tempo zero c’è già un gruppo di persone sia sopra che sotto che danno consigli, fanno inutili urletti ad ogni mio tentennare, ecc. Sapere che la gente sta aspettando che tu ti faccia male non è molto motivante. Ogni passo va studiato attentamente, ogni spostamento della bici anche. Dopo svariati lunghi interminabili minuti eccomi finalmente sceso. Braccia doloranti, qualche stiramentino qua e la, ma nel complesso sano e salvo.

Parte finale
Parte finale

Posso pedalare lungo la costa, immerso in colori splendidi.

Diga (dov'ero prima) e Lago Devero
Diga (dov’ero prima) e Lago Devero
Lago Devero
Lago Devero

Un pò pedalando un pò spingendo, devo immettermi sul sentiero “agevole” che costeggia il lago a est (vedi scelta effettuata a Crampiolo). Tuttavia noto che qualcosa è andato storto.

Dove sono finito?
Dove sono finito?

La traccia via via scompare sempre più. Il gps dice che sono vicino al sentiero ma non trovo modo di raggiungerlo. Dopo aver vagato oltre 20 minuti nelle frasche di cui sopra, decido di passare alle maniere forti: bici in spalla e seguo il gps in linea retta verso il sentiero, attraversando la natura selvaggia. In 5 minuti e con svariati graffi sulle gambe arrivo sul sentiero che sale inesorabilmente costeggiando tutto il lago ad est.

Finalmente!
Finalmente!
Scorci spettacolari
Scorci spettacolari

Tra scorci spettacolari e passaggi caratteristici arrivo fino a nord del lago e mi fermo per una sosta, sono le 13:30: ho perso davvero tantissimo tempo tra la deviazione “ferrata” e lo smarrimento nelle frasche ma poco importa visto che non ho una tabella di marcia da rispettare.

Sosta

Sosta / 2

A quanto pare non sono l’unico che si sta riposando.

Sosta / 3

Idratato e rifocillato, riprendo la salita che sale decisa e in breve tempo si lascia il lago alle spalle. Ormai sono salito molto dal punto di partenza iniziale e non c’è più nessuno oltre a me: l’altitudine… screma! Meno male!

Il Lago alle spalle è ormai lontano
Il Lago alle spalle è ormai lontano
C'è ancora tanta strada da fare
C’è ancora tanta strada da fare

Entro nella valle a ritmo deciso ma ben presto devo arrendermi dinnanzi alla salita a tratti molto ripida e sconnessa, sempre immerso in un paesaggio montano d.o.c.

Verso l'Alpe Forno / 3

Verso l'Alpe Forno / 4

Incontro e sorpasso dei trekker tedeschi, cerco di mantenere la dignità restando in sella ma non resisto a lungo. Un pò si pedala, un pò si spinge.

Verso l'Alpe Forno / 5

Uno sguardo alle spalle...
Uno sguardo alle spalle…
Ultima fatica
Ultima fatica
Il ponticello, come spesso accade, segna la fine
Il ponticello, come spesso accade, segna la fine
Ed eccoci all'Alpe Forno inferiore!
Ed eccoci all’Alpe Forno inferiore!
l'Alpe
l’Alpe

Alpe Forno inferiore / 3

Alpe Forno inferiore / 4

Qui in alto tira un forte vento e io ho solo la maglietta, quindi mi affretto a iniziare la discesa. Avrei potuto scendere per la via dell’andata, sarebbe stata sicuramente divertente, ma perchè non complicarsi la vita? Così procedo in direzione Alpe della Valle. Inizialmente si procede bene, in piano o con sali-scendi pedalabili.

Verso Alpe della Valle
Verso Alpe della Valle

Incontro anche dei residui di neve.

Verso Alpe della Valle / 2

Ma ben presto la situazione si complica.

Verso Alpe della Valle / 3

E la traccia tende a sparire.

Verso Alpe della Valle / 4

Così, tra simpatici incontri…

Verso Alpe della Valle / 5

…e guadi vari…

Verso Alpe della Valle / 6

…seguo i paletti segnavia per mantenere la direzione.

Verso Alpe della Valle / 7

Arriva il momento di scendere.

Verso Alpe della Valle / 8

E qui commetto il secondo errore fatale della giornata: scendo, attraverso il torrente e salgo verso la struttura che penso essere l’Alpe della Valle.

Verso Alpe della Valle / 9

Mi ritrovo a raidare a caso tra i prati e guardando il gps sono quasi sulla traccia giusta. Decido di posizionarmi correttamente e con stupore scopro che il sentiero è sotto di me:

Doh!

Diamine, c’è un dirupo tra me e il sentiero, sono spacciato!

Doh! / 2

Devo tornare indietro, ovviamente a spalla, ed è dura! Se avessi letto il cartello….

Alpe la Satta

Ma quindi dove devo andare? Mi guardo intorno, guardo il gps e… cosa?? Devo ridiscendere il torrente con la bici? Ma stiamo scherzando? No, è la dura verità.

Rafting MTB, nuova disciplina?
Rafting MTB, nuova disciplina?
Il segnavia bianco/rosso non mente! La strada è questa!
Il segnavia bianco/rosso non mente! La strada è questa!

Finalmente finisce questo strazio dove ho rischiato di cadere mille volte. Cosa mi aspetta? Un bel singletrack a gradoni esposto in costa!

Verso l'Alpe della Valle, questa volta sul serio!
Verso l’Alpe della Valle, questa volta sul serio!

Tutto procede bene fino a quando trovo l’ennesimo guado, basta! Sembra semplice ma non lo è, le rocce sono scivolosissime e per oltrepassarlo devo per forza bagnarmi scarpe, calze, ecc..

Verso Alpe della Valle / 11

Oltrepassato quest’ultimo guado, scendo ancora in costa fino ad arrivare ad un bivio. A sinistra si sale verso l’Alpe della Valle, a destra si scende verso il sentiero dell’andata. Sono stufo di spingere e rischiare, così decido di deviare a destra per andare ad incontrare il sentiero per cui sono salito. Raggiungerlo si rivela più difficile del previsto.

Si torna indietro

Dopo una ventina di minuti buoni raggiungo finalmente il sentiero dell’andata, e la discesa verso Crampiolo è una goduria estrema. Saliscendi continui, fondo variegato, tratti ripidi, tutto bello. Più mi avvicino a Crampiolo più incontro pedoni che mi guardano stupiti e infastiditi.

Crampiolo
Crampiolo

Qui prendo il sentiero che sale un poco verso Corte D’Ardui e mi immetto sul Sentiero Natura. Farlo in bici è molto divertente: è tutto da guidare, e con passaggi di soddisfazione su rocce e affini. Soddisfatto arrivo all’Alpe Devero, e qui appena toccato l’asfalto imbocco la mulattiera che porta a Goglio: circa 6-7 km di mulattiera ininterrotta, sconnessa, a tratti ripida e con mille tornanti.

Mulattiera dall'Alpe Devero a Goglio

Il ritmo è incessante, questa mulattiera sembra non finire mai! A circa 1.5 km dalla fine sono senza freni, l’impianto SLX ha dato forfait. C’è una puzza di bruciato incredibile e le leve toccano le manopole, la bici rallenta appena. Per fortuna la pendenza è meno accentuata e con un pò di freno-a-piede (brevetto Daniele) arrivo alla fine. Cento metri di strada e sono all’auto, ore 17:30.

Arrivo

Il giudizio sulla giornata è positivo: sono salito in alto e il tempo è stato fantastico. Peccato per la discesa un pò sottotono nella prima parte. La prossima volta non ripeterò lo stesso errore e ci divertiremo tutti insieme sulla discesa “giusta” fin dall’inizio, vero soci?

Davide

Traccia GPS:

Scarica

Qui invece, a confronto, la traccia gps della guida che ho seguito e il mio vagabondare:Tracce GPS Valle Devero a confronto

 

Attenzione - Scarico di Responsabilità:
Gli itinerari illustrati in questo sito sono stati percorsi in prima persona dagli autori degli articoli e le relative descrizioni sono frutto di libere considerazioni personali.
Chi decide di percorrere tali itinerari lo fa a proprio rischio e pericolo.
La Gestione del sito www.MyTrails.it declina qualsiasi forma di responsabilità nei confronti di coloro che, in base a proprie libere valutazioni, decidano di percorrere gli itinerari qui descritti, anche se in possesso delle cartine o delle tracce GPS da noi elaborate e/o presenti in rete.