Sardegna: in MTB sulla Costa del Sinis

09/08/2013 (Venerdì) – “Sotto questo sole è bello pedalare sì / ma c’è da sudare / Sotto questo sole rossi e col fiatone e / neanche da bere” cantava nel 1990 Paolo Belli con i Ladri di Biciclette.

Dopo la punta di 44°c toccata mercoledì, oggi qui la temperatura si assesta ad un umano 28°c, complice il forte vento di Maestrale che si è alzato nella notte, insieme ad un temporale che qui purtroppo è stato solo di passaggio (dico purtroppo perchè la zona è afflitta da numerosi incendi e la pioggia sarebbe solo d’aiuto). Ne approfitto per dedicarmi alla bici.

Senza esitazione mi reco presso il bicinoleggio BikeOR (www.bikeor.it), di cui mi ero segnato indirizzo e tariffe prima di partire (della serie “non si sa mai”). L’impressione era quella di un’attività giovane e ben fornita e ne ho avuto conferma andandoci di persona. Roberto, il titolare nonchè unico dipendente, è un simpatico ragazzo che con tanta passione e fatica ha messo in piedi questa nuova attività (nata nel 2012) che sta già dando i primi frutti. Il parco bici mtb comprende vari modelli Merida, dagli entry-level 26 pollici fino a vari modelli 29 pollici, passando per gioiellini tutti montati XT. A queste si aggiungono bici da cicloturismo, semicorsa, elettriche, tandem… per soddisfare tutti i gusti e le esigenze. Non capita tutti i giorni (anzi non capita proprio mai) di trovare un bicinoleggio così ben fornito: finora sono stato abituato a ricevere a nolo solo scassatissime bici da supermercato a prezzi folli. Qui a BikeOR invece, a cifre decisamente contenute, si possono noleggiare bei mezzi che vengono consegnati come nuovi e muniti di tutto il necessario, dalle bombolette antiforatura ai kit di riparazione passando anche per il fondamentale casco. Io tuttavia prima di partire avevo farcito il doppiofondo del baule dell’auto della mia attrezzatura base (casco, guanti, bombolette…). La mia idea era quella di noleggiare una 29″ per provare le “ruote grasse e grosse”, purtroppo erano disponibili sono con telai da 21″ quindi un pò troppo grandi per me. Non volendo rischiare di rovinare una mtb tutta montata XT, ho infine optato per una più tranquilla mtb 26″ entry-level, noleggiando quindi una Merida Matts TFS 100 (my 2012). Bici onestissima con cambio Shimano Alivio 8v, forcella RST Gila bloccabile e freni a disco idraulici Tektro Draco.

Il mio destriero odierno
Il mio destriero odierno

Dopo una breve chiaccherata salto in sella e lascio BikeOR dirigendomi su strada verso San Giovanni di Sinis. Dopo una decina di chilometri di provinciali sarde (senza correre rischi grazie alla pista ciclabile laterale e/o la larga banchina transitabile) costeggiando lo Stagno di Cabras, basandomi sulla cartografia Open Cycle Map, prendo una larga sterrata laterale per evitare l’asfalto. Pedalo su un terreno agevole immerso nella campagna sarda e prendo confidenza con il nuovo mezzo.

Stagno di Cabras
Stagno di Cabras
Paletti affollati sulle provinciali sarde
Paletti affollati sulle provinciali sarde
Inizio offroad agevole
Inizio offroad agevole

Raggiungo velocemente il paese di San Salvatore di Sinis e mi pare di essere sul set del telefilm Zorro, quello che trasmettevano sulla Rai negli anni ’90. La sensazione è di trovarsi al volo in un paesino rurale messicano.

San Salvatore (ingresso sud-est)
San Salvatore (ingresso sud-est)
L'Ufficio dell'Alcalde, la caserma del Sergente Garcia, la taverna... c'è tutto!
L’Ufficio dell’Alcalde, la caserma del Sergente Garcia, la taverna… c’è tutto!

Una breve ricerca online mi svelerà di essermi imbattuto in una vera perla Sarda: in questo borgo, ormai pressochè abbandonato, sono stati girati vari film”spaghetti western” negli anni 60, proprio per la sua somiglianza con i borghi del far west: ci avevo visto giusto!

Questo paesino merita qualche approfondimento:
LINK 1
LINK 2
LINK 3
Tutto comunque ruota intorno alla sua Chiesa e al sottostante Ipogeo:

Chiesa di San Salvatore
Chiesa e Ipogeo di San Salvatore di Sinis

A saperlo prima, mi sarei organizzato meglio nella speranza di una visita. Sarà per la prossima volta, sigh.

Proseguo nella campagna sarda e rischio seriamente di essere azzannato da un grosso cane nero, simile ad un pastore tedesco, che come un fulmine esce dal cancello di una proprietà agricola abbaiando e ringhiando feroce. Riesco ad evitarlo deviando sul bordo estremo del sentiero e l’inseguimento dura solo poche decine di metri (in cui il cane mi è veramente alle calcagna, meno di due metri dalla gamba) in cui ho il cuore in gola..

La campagna sarda. Sullo sfondo campeggia la Torre di San Giovanni, primo obiettivo odierno, sulla penisola del Sinis
La campagna sarda. Sullo sfondo campeggia la Torre di San Giovanni, primo obiettivo odierno, sulla penisola del Sinis

Sbuco sulla provinciale e raggiungo velocemente San Giovanni di Sinis. Sosta obbligata alla sua antica Chiesa, tuttora in funzione.

Chiesa di San Giovanni di Sinis
Chiesa di San Giovanni di Sinis

Proseguo sulla strada che si inoltra nella penisola del Sinis, che presto diventa sentiero. Sulla destra c’è la lunga e larga spiaggia di San Giovanni, oggi praticamente azzerata dal mare mosso dal forte vento di Maestrale che non concede tregua.

Spiaggia di San Giovanni di Sinis dominata dalla torre spagnola
Spiaggia di San Giovanni di Sinis dominata dalla torre spagnola

Dopo la prima salita incontro sulla sinistra gli antichissimi scavi archeologici della città di Tharros e sulla destra, finalmente, la Torre spagnola di San Giovanni.

Ingresso all'area archeologica di Tharros
Ingresso all’area archeologica di Tharros
Tharros
Tharros
Tharros e il Mar Morto con alcune barche a vela in rada
Tharros e il Mar Morto con alcune barche a vela in rada
Torre spagnola di San Giovanni
Torre spagnola di San Giovanni

Il sentiero prosegue in discesa tra le falesie e dopo un tratto pianeggiante ecco l’ultima fatica, una ripidissima salita asfaltata.

Salita finale
Salita finale

Discesa, tratto piano ed eccomi al faro di Capo San Marco. Anche la penisola del Sinis è stata espugnata!

Faro di Capo San Marco
Faro di Capo San Marco

Provo a percorrere un sentiero pedonale laterale che per un pò è fattibile, poi diventa davvero troppo tecnico e dissestato ed essendo a picco sul mare aperto non è il caso di rischiare inutilmente anche perchè, come ricordano i chiari cartelli onnipresenti dall’immagine molto esplicativa, sono instabili.

Falesia...
Falesia…
...instabile!
…instabile!

Torno indietro e, uscendo dal sentiero, mi fermo sul punto più alto e panoramico per una sosta con la S maiuscola, probabilmente tra le più spettacolari che abbia mai fatto.

Pole Position
Pole Position
Sosta
Sosta

La vista è superba: dietro di me Capo San Marco e davanti a me tutta la penisola del SInis dominata dalla Torre Spagnola. A sinistra il mare mosso dal forte Maestrale che ha azzerato la piccola e bella spiagga di Capo San Marco, a destra le barche a vela in rada nel cosiddetto Mar Morto, parte di mare così chiamata poichè unica porzione della zona riparata dal forte vento, che qui soffia molti giorni all’anno. Sempre sulla destra l’antica città di Tharros.

Un altro livello
Un altro livello

Scendo qualche metro e trovo una buona location per un paio di scatti scenici alla bici.

Bellezze
Bellezze
Bellezze / 2
Bellezze / 2

All’attivo ho poco meno di 25 km e mi accorgo di aver quasi finito il litro e mezzo d’acqua che mi sono portato, ahiahi, la canzone aveva proprio ragione! Bando alle ciance riparto di buona lena ripercorrendo tutta la penisola e poi svoltando a sinistra su uno sterrato direzione Fontana Meigua. A questo punto l’obiettivo è risalire la costa rimanendo sul mare.

Zona Fontana Meigua
Zona Fontana Meigua
Indicazioni area marina protetta del Sinis
Indicazioni area marina protetta del Sinis

In poco tempo sono ormai lontano ma la torre fa sempre la guardia.

Il sentiero è a picco sul mare, prevalentemente in terra battuta con incursioni sabbiose sparse. Nel frattempo vari windsurfer si esibiscono in mare.

A picco sul mare
A picco sul mare
Windsurfer
Windsurfer

La Turr’è Seu mi aspetta e per raggiungerla mi devo addentrare nell’omonima oasi naturale WWF.

In vista della Turr'è Seu
In vista della Turr’è Seu

Per farlo devo percorrere a ritroso quello che penso sia un antico scivolo per le barche, infine un bel singletrack che mi porta a destinazione.

Scivolo per barche
Scivolo per barche
Torr'è Seu
Torr’è Seu
Seu
Seu

Il percorso prosegue lungo la costa e si fa via via più sabbioso. Incontro la prua di un relitto e successivamente un’indicazione particolare.

Relitto
Relitto
Singletrack sabbioso
Singletrack sabbioso
Is Caogheddas
Is Caogheddas

Passata Punta Maimoni, raggiungo quindi l’omonima spiaggia, la prima (a sud) del famoso trio di spiagge di chicchi di riso (quarzite).

Maimoni
Maimoni
Anche qui il vento non concede tregua
Anche qui il vento non concede tregua

Ormai sono prossimo alla disidratazione e trovo un bar dove alla modica cifra di 2 Euro posso acquistare una bottiglia d’acqua da 1 litro che mi consente di proseguire verso nord. Arrivo quindi a Is Aruttas, la spiaggia centrale (e più famosa) del trio.

Il quarzo
Il quarzo
Is Aruttas
Is Aruttas
Is Aruttas / 2
Is Aruttas / 2

Proseguo ancora verso nord e arrivo a Mari Ermi, terza ed ultima spiaggia di quarzo. Qui in tanti si stanno esibendo con lo spettacolare kitesurf, attirando l’attenzione di molti.

Mari Ermi e kitesurf
Mari Ermi e kitesurf

Il cielo si sta facendo inspiegabilmente minaccioso e scuro, trovo l’occasione per un ultimo scatto carino prima di alzare bandiera bianca.

Rocce modellate da mare e vento a Mari Ermi
Rocce modellate da mare e vento a Mari Ermi

Non faccio in tempo a raggiungere la strada asfalta che inizia a piovere. Per fortuna si tratta solo di pochi minuti che non intralciano il mio rientro ad Oristano su strada. Arrivato in Viale Repubblica presso BikeOR non sono particolarmente stanco, anzi proprio zero: quando si è riposati come si deve, e con la giusta alimentazione alle spalle, andare in bici assume tutto un altro gusto. Purtroppo la bici è davvero molto sporca ma Roberto è felice “perchè significa che è stata usata come si deve”. Mi intrattengo quindi quasi due ore a parlare della sua attività, di bici e della Sardegna.
Grande Roberto e grande BikeOr!

Un bellissimo giro in MTB, ricco di storia, al mare in Sardegna.
Cosa chiedere di meglio?

Davide

Traccia GPS:

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