dal Passo del Lucomagno a Biasca in MTB via Passo del Sole

22/08/2012 (Mercoledì) – E’ da giorni che preparo questa gita, nulla può andare storto! Alle 6:00 del mattino la bici è già sul tetto dell’auto (in prestito) e parto in direzione Biasca, Svizzera. Non ho la vignetta autostradale Svizzera quindi ho messo in conto poco meno di 2 ore di viaggio per fare 100 km di strada normale.

Preciso come un orologio Svizzero... quasi.
Preciso come un orologio Svizzero… quasi.

Alla dogana di Ponte Tresa trovo una coda allucinante che mi fa perdere tutto l’anticipo che avevo accumulato. Arrivato a Biasca scopro che tutti i parcheggi dei supermercati hanno un cartello perentorio che invita a non lasciare l’auto se non si fa la spesa, minacciando multe, rimozione dell’auto e distruzione della stessa. Sono quindi costretto a parcheggiare a pagamento al parcheggio della stazione ferroviaria (parcheggio tutto il giorno = 6 Franchi). Poco male, il pullman lo devo prendere proprio lì. Consulto la tabella degli orari, chiedo informazioni ad un gentile passante sulle modalità di effettuazione del biglietto (che si fa direttamente salendo sul pullman, 10.40 Franchi), ed ecco che arriva il pullman che mi porterà fin su al Passo del Lucomagno, dove inizierà il mio giro. Il pullman è attrezzato (nel periodo estivo) con rastrelliera posteriore per le bici (che viaggiano gratis!). Avviso l’autista del mio carico speciale ed eccolo che gentilmente scende munito di guanti per aiutarmi: troppo tardi, già fatto.

Bici caricata sul bus
Bici caricata sul bus

Sono le 8:58 e dopo poco il pullman parte, direzione Acquarossa e poi Olivone. Nel tragitto sono un pò teso e passo il tempo controllando che la bici non si perda per strada, fortunatamente il portabici sembra studiato bene e la bici è al sicuro.

Visione da dentro il pullman
Visione da dentro il pullman

Arrivato davanti le poste di Olivone bisogna fare un cambio bus, che è già lì ad aspettare. Scendo, sposto la bici, avviso l’autista e sù fino al Lucomagno. Sono circa le 10:15 quando il pullman arriva ai 1920 metri dell’Ospizio del Lucomagno.

Bus al capolinea
Bus al capolinea
Ospizio del Lucomagno
Ospizio del Lucomagno

Un breve sguardo al dettagliato materiale cartografico presente sui cartelli, del resto non potrebbe essere altrimenti visto da qui si può andare dappertutto.

Fai la tua scelta
Fai la tua scelta

Un breve sguardo al Lago di Santa Maria e si parte lungo la strada (interdetta alle auto) che lo costeggia.

Lago di Santa Maria
Lago di Santa Maria

Ben presto inizia la salita verso il Passo dell’Uomo e il fondo non è proprio agevolissimo.

Verso il Passo dell'Uomo
Verso il Passo dell’Uomo

Poco dopo l’inizio bisogna per forza scendere a spingere. Per fortuna dopo un pò il fondo migliora e la salita si può affrontare il sella.

Ne manca...
Ne manca…

Incontro un ponticello e trovo l’occasione per farmi l’unico autoscatto della giornata.

Fauna locale
Fauna locale

Sono le 11:20 quando raggiungo la struttura sul Passo dell’Uomo. Prima tappa completata.

Arrivo al Passo dell'Uomo
Arrivo al Passo dell’Uomo
Passo dell'Uomo
Passo dell’Uomo

Da qui il sentiero è largo e agevole e procede in discesa per un tratto. Infine alterna tratti semplici ad altri più impegnativi da dove fanno capolino un’ infinità di marmotte.

Marmotta!
Marmotta!

Procedo bene e senza problemi, mi fermo a guardare la strada appena percorsa.

La strada appena percorsa
La strada appena percorsa

Il paesaggio è mozzafiato, totalmente immerso nella tranquillità della montagna.

Parola alle immagini
Parola alle immagini

L’unico suono è l’incessante e forte scampanio dei bovini al pascolo.

Muuuuuu!!
Muuuuuu!!

Questa parte di sentiero fa parte del Sentiero 65 “Gottardo Bike”.

Gottardo BIke
Gottardo BIke

Sono così integrato col sentiero che non mi accorgo di aver mancato la deviazione per il Passo del Sole. Quando me ne accorgo sono già sceso di parecchio. Dietrofront, salita e arrivo al bivio per il Passo del Sole. Devo ammettere che tale bivio non è di immediata comprensione…

In basso a destra: la deviazione Al centro: il sentiero che porta al Passo del Sole In alto a sinistra: la prima "V" sulla cresta è il Passo del Sole
In basso a destra: la deviazione
Al centro: il sentiero che porta al Passo del Sole
In alto a sinistra: la prima “V” sulla cresta è il Passo del Sole

Nell’ultima metà il sentiero è bello sconnesso e ho qualche difficoltà.

Un pò si spinge, un pò si pedala...
Un pò si spinge, un pò si pedala…

Finalmente raggiungo la seconda tappa della giornata: Passo del Sole, 2.376 metri!

Passo del Sole - 2.376 metri
Passo del Sole – 2.376 metri
Cartello
Cartello

Sono le 12:30 e mi prendo una pausa. Finora il clima era stato ottimo, ma quassù tira un forte vento gelido di quelli che sconvolgono il corpo in pochi minuti. Intanto che mangio velocemente butto un’occhiata a quello che mi aspetta: tutta discesa fino ad Olivone, e mica una discesa qualsiasi, alcuni la definiscono la discesa più bella del Canton Ticino. Sinceramente sono un pò intimorito, mi sembra fuori dalla mia portata.

L'inizio della discesa...
L’inizio della discesa…

Mi lancio nella discesa con un approccio decisamente troppo XC, ovvero neanche abbasso molto la sella e tengo le scarpette SPD ai piedi. Ovviamente è un mix controproducente e incontro non poche difficoltà… ma del resto si dice che sbagliando s’impara!

La discesa continua a cambiare aspetto, si passa da singletrack a sentiero, da terra a rocce, e così via, il tutto sempre immerso in una location spettacolare.

Discesa
Discesa
Discesa
Discesa
Discesa
Discesa
Qui chi sbaglia è perduto...
Qui chi sbaglia è perduto…

Il tempo è cambiato rapidamente e quando il sentiero inizia ad addentrarsi in una zona un pò boschiva si mette a piovere. Per fortuna è una pioggia leggera …ma che freddo!

Discesa
Discesa
Discesa
Discesa

Quando si incontra un piccolo guado e il successivo ponte di legno significa che il gioco è finito.

Ponte = Game over
Ponte = Game over

Il sentiero spiana e si pedala veloci e tranquilli per un pò.

Si fila veloci...
Si fila veloci…

Si inizia a passare per ampi prati e si arriva all’Alpe Pian Segno, a quota 1.668 metri.

Alpe Pian Segno
Alpe Pian Segno

Sono le 15:00 e sono in ritardo sulla tabella di marcia. La traccia gps che sto seguendo (riga rossa) mi dice che devo deviare dal sentiero a destra (freccia rossa) ma dopo 10 minuti buoni non riesco a trovare il sentiero o comunque il percorso: c’è solo bosco fitto. Vista la tarda ora, rinuncio a questo pezzo e mi immetto sulla strada visto che la traccia la dovrebbe incontrare poco più valle. Scendo lungo la strada asfaltata (riga gialla) e quando questa incontra di nuovo la traccia gps e dovrei prendere a sinistra per un magnifico percorso (freccia blu), l’amara sorpresa: deviazione chiusa per frana. Soliti minacciosissimi cartelli Svizzeri. Se fossimo stati in Italia avrei oltrepassato senza problemi, ma essendo in territorio elvetico meglio rigare dritto e così non mi resta che proseguire la discesa su strada (riga gialla) fino al prossimo punto di intersezione con la traccia gps (freccia verde), ovvero a Campra. Quindi posso riprendere il percorso corretto e seguire la traccia (riga rossa).

Deviazioni... stradali
Deviazioni… stradali

Si torna a ballare…

Sassi viscidi nel bosco
Sassi viscidi nel bosco
Verdi prati
Verdi prati

Arrivo in Zona Camperio dove incontro di nuovo la strada asfaltata. Sono praticamente disidratato, quindi entro in un bar aperto e chiedo una bottiglia d’acqua grande. Il signore del bar mi guarda sconvolto e chiede delucidazioni sul significato di “grande”. Specifico che la vorrei da 1 litro o 1,5 litri. Mi viene risposto che anzitutto di acqua fresca non ha niente, e che superiore a mezzo litro deve andare a vedere cos’ha. Torna dopo due minuti e mi consegna una bottiglia d’acqua frizzante calda dicendo che è l’unico tipo che ha. Francamente sono allibito, inoltre frizzante proprio non mi piace. Gli chiedo allora se può gentilmente riempirmi le borracce con acqua del rubinetto. Mi risponde che non è il caso. Non mi resta quindi che prendere la bottiglia per la quale ha la faccia tosta di chiedermi 5 Franchi. A casa mia questo si chiama approfittarsene senza pietà. In una condizione di disidratazione normale me ne sarei andato mandandolo a quel paese, ma questa volta sono veramente al limite, inoltre è tardi e ancora molta strada da fare. Con molto nervoso in corpo cedo al ricatto.

La traccia gps prevede di continuare offroad per Sommascona, Scona e poi arrivo a Olivone. Da qui dovrei poi scendere su strada fino a Biasca. Questo tratto è definito come il tratto più impegnativo del percorso fin qui fatto: essendo quasi le 16:00 e indisposto dalla truffa appena subita, consapevole delle mie limitate capacità tecnico-discesistiche che oggi sono già state messe a dura prova, decido di terminare le danze e proseguire direttamente su strada. Invece che per la strada principale (trafficata), seguo le indicazioni del Sentiero 36 (Ciclabile della Valle di Blenio) che porta fino a Biasca per strade secondarie e/o piste ciclabili. Inizialmente è in decisa salita e un pò mi pento di non aver seguito la strada normale (che sarebbe stata tutta in piano e/o discesa).

Ancora salita...
Ancora salita…

Sono sopra il piano della strada normale che osservo sotto di me.

Lassù sulla montagna...
Lassù sulla montagna…

Dopo alcuni tratti di salita interminabili, finalmente la strada spiana e poi scende per velocissime strette discese asfaltate.

Incontrando strani mezzi…

Autobot o Decepticons?
Autobot o Decepticons?

…proseguo quindi a cannone fino a Biasca.

Scateniamo i cavalli!
Scateniamo i cavalli!

Prima delle 17:30 la bici è già sul tetto e posso partire per rientrare a casa. In totale oggi ho fatto solo 45 km in sella… ma di qualità!

Davide

VIDEO:

TRACCIA GPS:
Lucomagno – Passo dell’Uomo – Passo del Sole – Olivone (trovata su internet)

Scarica

 

Questo invece il mio percorso: in verde la traccia di cui sopra, in blu la deviazione che ho fatto e in rosso il prosieguo.

Mio percorso
Mio percorso

 

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