Monte Generoso: da casa fino alla vetta in MTB

17/08/2013 (Sabato) – Era ormai da tempo che pensavo a questa “folle” uscita con la mia Cube, oggi posso finalmente dire di aver conquistato appieno la vetta del M.te Generoso!

Google Maps ieri sera mi ha riferito che per raggiungere la fine della strada asfaltata, al parcheggio per raggiungere la stazione Bellavista devo percorrere circa 36.5 km su asfalto e guardando i vecchi post del Monte Generoso ho calcolato circa altri 5 km su sterrato dal parcheggio alla vetta. Per un totale quindi tra andata e ritorno di 83 km. Nel mitico eastpack ho: 2 camere d’aria, 2 bottigliette d’acqua da 0.75, una pompetta, kit forature con qualche migliaio di pezze (non si sa mai), 2 tramezzini, una maglietta di cambio e in teoria una tavoletta di ovomaltina. Peso dello zaino? Troppo 😉

Bene, pronti? Via! Ore 9.15 salto in sella, imbocco la strada che porta sulla Lomazzo-Bizzarone e da lì sempar drìz! Sopra di me non c’era una nuvola ma fino a dopo Beregazzo non sono riuscito a scorgere la meta all’orizzonte quando dopo un lungo curvone la vedo…la montagna da “scalare”, devo dire che quando la osservo dal treno sembra molto più bassa. Ovviamente mi fermo per uno scatto e per un sorso d’acqua.

Ecco la meta all'orizzonte
Ecco la meta all’orizzonte

Alle 10.11 sono davanti alla dogana, ero già abbastanza affaticato ma una volta oltrepassato il confine non si torna più indietro! Prendo coraggio ed entro in Svizzera. Ora l’arrivo si vede davvero bene e dal mio lettore mp3 parte la canzone “Conquest of Paradise – Vangelis” proprio al momento giusto, inserita appositamente nella playlist preparata la sera prima. Sorrido come un ebete, una foto al Generoso e riparto.

M.te Generoso dopo la dogana di Bizzarone
M.te Generoso dopo la dogana di Bizzarone

Passo la stazione di Mendrisio e dopo pochi minuti arrivo ai pedi della salita, guardo l’orologio e penso: “sono già le 10.30 e devo arrivare fin lassù, ma perché mi vengono in mente certe cazzate…”  Nonostante il pensiero, dopo una foto al cartello prima della salita, inizio la scalata (non vi dico che rapporti ho usato per evitare figuracce).

Ore 10.28, ai piedi della salita
Ore 10.28, ai piedi della salita

Arrivato dopo Salorino già col cuore a mille all’ora incontro un simpatico cartello che mi indica la via da seguire:

Il cartello che indica la via, grazie!
Il cartello che indica la via, grazie!

Ringrazio il cartello e proseguo per la strada suggerita da quel gentile pezzo di metallo. Arrivato poco dopo la metà della salita sudato fradicio, col sedere a pezzi, e le gambe a qualche tornante prima decido di fare una sosta cioccolato e acqua, apro lo zaino cerco sul fondo e nella tasca davanti ma non c’è. Ho dimenticato a casa una tavoletta di pura energia essenziale per affrontare una simile impresa! “Adess sà fùù?” Cosa posso fare, non ho scelta quindi bevo e riprendo a pedalare. Arrivo nel punto dove la ferrovia passa sulla strada, ricordavo che questo incrocio significava qualcosa ma al momento mi sfuggiva, dopo qualche centinaio di metri vedo che il bosco si apre e spunto al parcheggio! Ecco cosa voleva dire la ferrovia! 🙂 Arrivo alla fine della strada asfaltata, riempio le bottigliette con acqua fresca e riparto subito. Ero in ritardo, mezzogiorno passato non potevo perdere tempo.

La Cube al parcheggio alle 12.11, che fame!
La Cube al parcheggio alle 12.11, che fame!

L’idea iniziare era quella di percorrere il sentiero che ho fatto con Davide per saltare il tratto in salita tutto a radici e quindi tagliar fuori la stazione Bellavista, ma il mio corpo richiedeva assolutamente zuccheri e quindi mi son comprato alla stazione una tavoletta della Lindt e una bottiglietta di Coca-Cola, devo dire che mi hanno derubato ma in quelle condizioni 7,50€ li ho spesi volentieri!

Stazione Bellavista (1221 m)
Stazione Bellavista (1221 m)

Assaporo quel gusto delicato che mi hanno proposto i maitre chocolatier lindt e riparto alla conquista della vetta! Devo superare il tratto pieno di radici, provo a passarne qualcuna pedalando ma, nulla da fare, dopo qualche decina di metri sono costretto a scendere dalla sella e iniziare a spingere.

Superato il tratto di radici infinite, ore 12.36
Superato il tratto di radici infinite.

Finisco il pezzo a spinta più orrendo mai fatto e riprendo a pedalare, passo sui binari e dopo qualche curva stretta e saltino (iniziavo a divertirmi) esco dal bosco e vedo in lontananza l’ultima stazione del treno.

Caspita avevo quasi finito…seeeeee, magari! Ho provato a saltare ancora qualche gradino in salita ma le gambe non rispondevano bene ai comandi! Via il caschetto, bici in spalla e in marcia tutto convinto! Dopo 5 minuti…mi fermo! Iniziavo a vedere le stelline, scarico la bici dalla mia schiena e aprendo lo zaino ripetevo: “Lindt, lindt, lindt…” stavo impazzendo, porca stanchezza! Mi concedo 2 minuti di pausa sorseggiando Coca-Cola, fantastico!

Riprendo la marcia e dopo circa una vita e mezzo arrivo alla stazione e incuriosito dalla marea di gente che gironzolava vicino al treno vado a vedere. Non c’era nulla, maledetti turisti, tutta strada in più per niente, va beh allora faccio una pausa! 😉

Quasi in vetta... (1601 m)
Quasi in vetta… Ultima stazione del trenino (1601 m)

Guardo in su e la vedo…la cima, a circa 100 m in linea d’aria, però sapevo bene cosa mi aspettava per raggiungerla.

Alle 13.32 alzo lo sguardo e immagino lì dietro la cima
Alzo lo sguardo e immagino lì dietro la cima

Non mi perdo d’animo e dopo qualche scivolata e pausetta tocco la cima alle ore 13.49!

Dopo miliardi di fatiche raggiungo la vetta alle 13.49
Dopo miliardi di fatiche raggiungo la vetta

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Lago di Lugano
Cube assonnata riposa sulla cima del monte
Cube assonnata riposa sulla cima del monte

Ci ho messo una vita davvero per salire, però che soddisfazione! Sono stato anche solo sulla cima per qualche minuto a differenza della volta precedente, una pace assoluta a parte ogni tanto qualche elicottero a forma di grillo che mi saltava sopra, schifo! Mi concedo 30 minuti di pausa e sono pronto a ripartire.

Abbasso tutta la sella per evitare di lasciarci le sfere, indosso il mio tutore e mi fiondo in discesa. Ora è qui che viene il bello: dalla cima all’ultima stazione nessun problema, già fatto altre volte, ma dalla stazione fino all’inizio del bosco è un disastro! Affrontare quei gradoni in un sentiero così esposto con una front da 100 mm e con gli SPD mi sono reso conto pure io che è davvero da ignoranti. Sono riuscito a rimanere sul mezzo per quasi tutto quel brutto tratto però quante legnate alla schiena e quanto male facevano i polsi. Consiglierei ovviamente una full con minimo 130 mm di escursione davanti e dietro! Finito quel pezzo suicida finalmente inizia un bellissimo single track davvero molto divertente e veloce fino ai binari e lì decido di tagliare per il sentiero che arriva direttamente al parcheggio evitando di passare dalla stazione Bellavista.

Cube assettata da discesa, povera! Ore 14.59
Cube assettata da discesa e mitica fontanella salva bikers

Arrivo al parcheggio alle 15.00, quasi 3/4 d’ora per scendere e sei mesi per salire? Che brutta cosa! Riempio le bottiglie e affronto gli 11 km in discesa che mi separano da Mendrisio. Ho messo a dura prova l’impianto frenante ma quanto mi sono divertito ragazzi e ci ho messo solo 20 minuti!Ahahahah, spettacolo!

Arrivo a Mendrisio (salita alle spalle) ore 15.20
Arrivo a Mendrisio (salita alle spalle) ore 15.20

Da Mendrisio solo una salita mi preoccupava, quella che da Genestrerio porta in dogana. Non finiva più, avevo le gambe a pezzi e non avevo più cioccolato 🙁  Con fatica mi sono trascinato in dogana e ho scattato l’ultima foto:

Rientro in Italia
Rientro in Italia, ordinata no?

Ed ora dritto verso casa con le gambe nello zaino! Alle 16.45 ho messo piede in casa, ho lanciato lo zaino sul divano e sono corso a lanciarmi sul letto! Tanta, tanta fatica ma la soddisfazione è stata infinita! 🙂

Daniele

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