Tracciolino della Valcodera: percorso mozzafiato in MTB

28/08/2013 (Mercoledì) – Ora o mai più! E’ con questo motto che mi sono svegliato alle 5:00 per fare la mia ormai classica gita “notevole” di fine agosto. Infatti oggi andrò a fare il percorso più incredibile che io abbia mai fatto finora, non per impegno fisico, ma per particolarità del tracciato. Purtroppo ho letto su internet che nelle ultime settimane hanno cercato di vietare l’accesso ai bikers per motivi di sicurezza, quindi devo affrettarmi prima che chiudano definitivamente il percorso, ecco perchè la scelta è ricaduta su questo giorno sì di bel tempo, ma successivo a uno di pioggia intensa. Nel mirino c’è il celeberrimo Tracciolino della Valcodera e quando il sole albeggia la mia Trek è già pronta per partire sul tetto della macchina, meta il paese di Verceia.

Il sole sorge su una giornata spettacolare
Il sole sorge su una giornata spettacolare

[NOTA: vedi aggiornamento 08/2015 a fondo pagina sullo stato del percorso, ora totalmente restaurato dopo oltre un anno di chiusura]

E’ fine agosto ma il tempo è bizzarro, il termometro dell’auto segna 14°c, brrrr! Il viaggio fila liscio e si compie in un paio d’ore abbondanti. Il paese di Verceia offre numerosi parcheggi gratuiti, il tempo di scaricare la bici e alle 8:30 passate sono ai piedi della salita della Valle dei Ratti. A chi volesse salire in auto segnalo che bisogna acquistare il permesso giornaliero nei numerosi punti vendita del paese.

All'inizio della salita della Valle dei Ratti
All’inizio della salita della Valle dei Ratti
Dettagli della segnaletica
Dettagli della segnaletica

La salita è quasi tutta su asfalto e implica un dislivello di circa 600 metri in 7 km abbondanti, assolutamente fattibile e tranquilla. Sella alta, sospensioni bloccate e salgo di buona lena sull’asfalto bagnato dalla pioggia della notte precedente in mezzo a tanta umidità. Tornante dopo tornante ho sempre la teleferica sopra la mia testa, con i suoi carichi “sicuri”.

La teleferica...
La teleferica…
...e i carichi sicuri!
…e i carichi sicuri!

Questa teleferica parte dal paese di Verceia e arriva fino al Tracciolino: serve a portare il materiale generale quotidiano necessario all’operatività della centrale idroelettrica Edison posta a monte.

In mezzora sono alla fine dell’asfalto e la salita prosegue su fondo sterrato compatto.

Fine dell'asfalto
Fine dell’asfalto

Curva dopo curva iniziano i divieti e gli sbarramenti anche se è solo l’antipasto di quello che mi aspetta.

Primo sbarramento
Primo sbarramento

Ci sono in corso da mesi i lavori di proseguimento della strada che porta al Tracciolino. Un tempo era necessario spallare la bici per 20/30 minuti in un bel bosco, ora hanno fatto tabula rasa e il Tracciolino si può raggiungere senza mai scendere dalla sella. Non saranno certamente un masso o una scavatrice posti sul sentiero a fermarmi!

Niente mi può fermare!
Niente mi può fermare!

Breve sosta alla piccola casetta degli Alpini.

Rifugio Alpini
Rifugio Alpini

Percorro gli ultimi metri di salita, non prima di aver superato l’ennesimo sbarramento che riporta un cartello tanto semplice quanto perentorio “sentiero chiuso”.

Sentiero chiuso? Tsk!
Sentiero chiuso? Tsk!
Cartellonistica Valle dei Ratti
Cartellonistica Valle dei Ratti

Un brivido mi percorre tutta la schiena quando raggiungo i binari e sono al cospetto del mitico cartello riportante il trenino fumante: ammirato a lungo nei numerosi e spettacolari video che si trovano su internet, oggi finalmente anche io sono qui, sul Tracciolino! Il divieto d’accesso è abbastanza evidente dai mille cartelli scritti in ogni lingua e dai chiari segnali visivi. Mi guardo intorno, non c’è nessuno, ne approfitto per un paio di scatti:

Arrivato al Tracciolino!
Arrivato al Tracciolino!
La mitica mappa su pietra
La mitica mappa su pietra
Guardando a destra, il sentiero pedonale che sale a Frasnedo e il Tracciolino con binari verso la diga Edison
Guardando a destra, il sentiero pedonale che sale a Frasnedo e il Tracciolino con binari verso la diga Edison
Guardando a sinistra, l'inizio vero e proprio dello spettacolare Tracciolino
Guardando a sinistra, l’inizio vero e proprio dello spettacolare Tracciolino

Non faccio in tempo ad assimilare il pensiero “io-sono-veramente-qui” che arrivano due addetti della centrale Edison a farmi storie: “dove credi di andare?” esordiscono. Io mi gioco la carta dell’ignoranza facendo finta di non sapere del divieto d’accesso e di percorrenza, anche se comunque questo divieto se lo sono inventato nelle ultime settimane perchè prima il divieto era solo sui cartelli, non reale. Dopo un pacato tira-e-molla riesco a convincerli a farmi proseguire, anche se a detta loro “poco più avanti c’è una frana recente” quindi non si può passare e mi dicono anche di stare attento al trenino della funicolare.

Finalmente sto pedalando lungo i binari del mitico Tracciolino e sono convinto che non incontrerò ne trenino ne frana. Sfiga suprema, tempo due minuti vedo arrivare i fari del piccolo trenino elettrico giallo. Accosto per tempo, sguardo innocente da gnorri, faccio finta di guardare le farfalle che volano in cielo ma questo non basta al macchinista che si ferma e comincia anche lui a farmi storie: dove pensi di andare, è vietato, ma non hai visto le sbarre, ti fai male, più avanti c’è una frana fresca, bla bla bla. Diamine sembra che la storia della frana sia vera, risale allo scorso mercoledì, vuoi vedere che davvero non riesco a proseguire? Dopo un altro tira-e-molla lo convinco a farmi proseguire a piedi fino alla frana. Tempo dieci secondi che il trenino si allontana e io sono di nuova in sella anche se tutte queste storie degli addetti Edison hanno un pò rovinato la magia del momento.

Tracciolino / 5

Mi si apre una vista mozzafiato su Verceia, il Lago di Mezzola e più lontano il Lago di Como. Il sole ormai splende alto e caldo, la pioggia è un lontano ricordo e tutto sembra andare per il meglio. Sono le 10:30.

Verceia, Lago di Mezzola e Lago di Como
Verceia, Lago di Mezzola e Lago di Como

Strizzo gli occhi, zoommo: ma quel puntino nero vicino al ponte sulla strada lungolago è la mia auto!

Una CrossPolo abbandonata
Una CrossPolo abbandonata
Binario morto e foto artistica sulla Val Chiavenna
Binario morto e foto artistica sulla Val Chiavenna
Cartelli rassicuranti
Cartelli rassicuranti

Quando ormai mi sono dimenticato delle storie degli addetti Edison, eccomi tornare alla dura realtà: poco prima di poter svoltare a destra nella lunghissima galleria che porta alla porzione di Tracciolino della Comunità Montana (quindi a libero passaggio), una frana sbarra il passaggio e degli addetti Edison stanno lavorando per liberare il tracciato. Anzi, a dir la verità, stanno ripulendo la costa facendo cadere dei massi dall’alto. Infatti andando dritto lungo i binari si arriva alla stazione a monte della teleferica incontrata durante la salita. Oltrepasso una sbarra, poi un’altra, e sento già in lontananza le urla. Mi avvicino ed ecco la terza dose di storie della giornata: dove vai, ma non vedi cosa stiamo facendo, chi ti ha fatto passare, bla bla bla. Per fortuna sono due ragazzi della mia età, dico la prima balla plausibile che mi passa per la testa “mi hanno dato il permesso quelli della diga” ed ecco che i gentili ragazzi fermano via radio la caduta dei massi e mi autorizzano a passare sopra la frana, bici in spalla. Scendo dai massi della frana, un passo a destra e sono in galleria. Saluto, ringrazio molto, e a questo punto sono finalmente libero. Per i prossimi 7-8 km nessuno potrà più farmi storie perchè il Tracciolino non è più di proprietà Edison. La galleria verso la libertà è lunghissima, e dopo averne percorsa un terzo mi fermo a fare una foto: l’uscita è quel puntino là in fondo.

Luce in fondo al tunnel
Luce in fondo al tunnel

Arrivo alla fine del tunnel, che coincide anche con la fine dei binari (anche se questo tratto non è più utilizzato, credo), oltrepasso l’arco ed eccomi catapultato in un mondo ancora più spettacolare e mozzafiato.

Fine del tunnel
Fine del tunnel
Portale verso l'indescrivibile
Portale verso l’indescrivibile

Quello che mi aspetta ora sono vari chilometri tutti in piano, a 912.5 metri slm, strappati dalla costa della montagna: gallerie e passaggi scoperti incastonati nel bordo della montagna. Unici da percorrere in bici.

Tracciolino / 13

Tracciolino / 14

Tracciolino / 15

Siccome ciò che sto vivendo è indescrivibile, decido di montare la fotocamera in qualche modo sul manubrio per riprendere il percorso. Il risultato è il video che trovate in calce a questo post, non c’è bisogno di aggiungere altro.

Manubrio affollato, stile F1
Manubrio affollato, stile F1

Passo le deviazioni che scendono a San Giorgio, passo la deviazione che scende a Cii e che poi porta a Codera, prosegue sempre dritto e arrivo alla grossa frana che nel 1998 ha interrotto il Tracciolino, che peccato!

Frana del 1998
Frana del 1998

Come si nota sporgendosi, il Tracciolino continuerebbe oltre girando intorno alla Valcodera, arrivando alla presa della diga e immettendosi sull’ampia sterrata che da Codera sale a Bresciadega e poi al Rifugio Brasca.

Tracciolino / 18

Tracciolino / 19

Il cavallo scalpita
Il cavallo scalpita

Non mi resta che fare dietro-front, e decido di raggiungere Codera scendendo in valle per la direttissima: pessima idea. MI ritrovo a spallare la bici lungo un percorso impossibile nel bosco, rischiando pesante cadute in più punti. Ecco spiegato perchè la guida suggeriva di abbandonare la bici e scendere a piedi.

Il tratto più semplice
Il tratto più semplice

Dopo venti minuti abbondanti di parolacce, mi immetto sull’ampio sentiero che dal Tracciolino scende a Cii e poi scende ancora in valle per poi risalire a Codera.

Tracciolino / 22

Un pò pedalando e un pò spingendo lungo scale, muretti, ecc raggiungo il paesino di Codera. All’arrivo, incontro una famiglia tedesca che si sconvolge nel vedermi con la bici chiamando a raccolta il parentado e indicandomi tutti gioiosi.

Codera è un piccolo borgo di case immerso nell’omonima valle, circondato dalla parte inutilizzabile di Tracciolino che gli corre tutto intorno.

Tracciolino / 23

Tracciolino / 24

Tracciolino / 25

Tracciolino / 26

Il paese è deserto e l’Osteria Alpina chiusa, una pennichella dopo il pranzo al sacco non me la toglie nessuno.

Dopo una mezzora abbondante mi rimetto in marcia e, seguendo le chiare indicazioni…

Tracciolino / 28

…scendo in valle…

Tracciolino / 29

…salgo verso Cii…

Tracciolino / 30

Tracciolino / 31

Tracciolino / 32

…e mi re-immetto sul Tracciolino. Lo percorro tutto in direzione Verceia, incontro di nuovo i ragazzi che stanno ripulendo la frana e molto gentilmente fermano ancora la caduta dei massi per farmi passare, e arrivo al punto di partenza per una sosta.

Tracciolino / 33

Galvanizzato dall’energy drink, decido di infrangere le regole fino in fondo proseguendo direzione est fino alla diga Edison.

Diga e centrale idroelettrica Edison
Diga e centrale idroelettrica Edison

In tempo zero semino il panico, e tra urla e addetti che si sbracciano vengo invitato ad allontanarmi, non prima di aver scattato una foto con la Trek in procinto di passare sul camminamento.

Camminamento diga Edison
Camminamento diga Edison

Anche qui solito discorso: fino a poche settimane fa lasciavano tranquillamente transitare lungo il camminamento della diga, tanto che c’è un segnavia bianco-rosso, ma ora il registro sembra essere cambiato, che peccato. Me ne torno indietro e mi appresto a scendere a Verceia passando non per la strada della salita, bensì affrontando la Mulattiera di Verceia: un sentiero ben segnalato che taglia la strada della salita.

In alcuni punti è semplice…

Mulattiera di Verceia

Mulattiera di Verceia / 2

In altri decisamente meno…

Mulattiera di Verceia / 3

Mulattiera di Verceia / 4

Mulattiera di Verceia / 5

…in ogni caso si arriva in fondo e il ponte segna il game over.

Mulattiera di Verceia / 6

Ultime pedalate su asfalto e alle 17:00 ho raggiunto quel puntino nero che vedevo dall’alto.

Game over

Devo sbrigarmi a rientrare, questa sera c’è il giro-pizza MyTrails! Una perfetta conclusione per una giornata semplicemente indimenticabile.

Davide

VIDEO:

TRACCIA GPS (incompleta sul finale causa kaput batteria e con errori sparsi causa continue gallerie e relativa perdita di segnale, per questo non fate case al dato di altezza che è sbagliato, in realtà la salita totale è sotto i 1000 metri di dislivello):

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22/08/2015 (Sabato) – il Tracciolino, due anni dopo!

L’ultima volta ci ero stato ad Agosto 2013, esattamente due anni fa, in bici e devo dire che sono cambiate tante cose. Oggi ci sono stato per una bella gita a piedi,  riporto qualche info sperando possa essere utile a qualcuno:

Anzitutto la strada che risale la Valle dei Ratti adesso è tutta completata ed aperta e si può parcheggiare a 20 metri dall’inizio del Tracciolino. Io per non fare lo sterrato (che comunque è molto dolce, si può fare con qualsiasi auto) ho lasciato la macchina appena finisce l’asfalto e sono salito a piedi per la mulattiera che taglia i tornanti. Più salivo più rimanevo colpito dal numero di auto presenti parcheggiate lungo la strada: decine e decine. Quando ci ero stato due anni fa, non avevo trovato nessuno.

Segnalo che è importantissimo avere l’auto in regola ed acquistare il permesso giornaliero (o plurigiornaliero) presso i bar di Verceia per lasciare l’auto parcheggiata sulla strada che arriva al Tracciolino. Costa 3€ per 1 giorno. Molte auto parcheggiate avevano la multa sul parabrezza poichè prive di permesso esposto sul cruscotto. Anche quelle a 10 metri dal Tracciolino, segnale che la Polizia arriva fino in cima a multare.
Una macchina aveva il permesso giornaliero ma aveva comunque una multa poichè il contrassegno d’assicurazione non era visibile, quindi occhio che ai vigili (giustamente) non sfugge niente.

La seconda cosa che mi ha colpito è l’imponente opera di messa in sicurezza che hanno attuato sul Tracciolino. Veramente un grosso lavoro, per come sono abituato io a vedere i lavori sui sentieri. Del resto è stato (veramente) chiuso per più di un anno…

Dal punto di incontro strada/Tracciolino fino al bivio per Cii/Codera è stato restaurato alla grande: rete con cavi d’acciaio alta quasi 170cm, catene enormi nei pochi punti dove non si poteva mettere la rete, cementificazioni per riforzare dovunque, eccetera. Verso la fine hanno pure costruito un gigantesco ponte sospeso!
Le gallerie sono state dotate tutte (tutte!) di illuminazione a led con sensore di movimento ad eccezione della lunga galleria principale dove è presente la solita vecchia suggestiva illuminazione “originale” a lampadina.
Le gallerie illuminate a led non erano ancora funzionanti, anche se gli impianti risultavano tutti 100% completati.

Il tratto invece dopo il bivio per Cii/Codera fino alla frana del ’93 è ancora abbandonato a se stesso, chissà se lo sistemeranno mai per godere del Tracciolino in tutta la sua intera lunghezza fin sopra Codera.

E’ stata una bella passeggiata (26 km) ma dopo questa enorme ristrutturazione secondo me ha perso gran parte del fascino che lo caratterizzava.
Sabato era davvero affollato (per il tipo di sentiero e la sua ubicazione) e avrei trovato davvero difficile girarci in bicicletta in sicurezza (per i pedoni).
Ho incontrato solo due coppie di biker nel tardo pomeriggio, una con mtb a pedalata assistita e una senza casco, per far intendere il genere di frequentazione attuale.

Magari in settimana c’è meno gente ed è più godibile, ma personalmente l’ho trovato trasformato in una cosa molto più “popolare”. Ovviamente imho.

…per fortuna che l’ho fatto in bici 2 anni fa, nel pieno del suo vertiginoso “splendore”. Avevo scritto “ora o mai più”, ed avevo proprio ragione!

Davide

Galleria foto 22 Agosto 2015:

Traccia GPS 22 Agosto 2015:

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