Monte Generoso: anello classico MTB su Cabbio 2013

14/07/2013 (Domenica) – La scorsa volta era stata una disfatta totale e fui costretto dal temporale ad abbandonare l’impresa. Oggi, grazie anche a Daniele, è stato un grande successo e il Monte Generoso è stato decisamente sconfitto. Grande dispiacere l’assenza di Marco causa lavoro, in ogni caso sappiamo comunque che il suo spirito era con noi.

Ritrovo e partenza fissati alle ore 9:00, tuttavia per cause di forza maggiore (leggasi: mercatino domenicale dell’usato, odioso e inaspettato) prima delle 9:30 non riusciamo a partire. Il resto della mattinata si svolge come la scorsa volta: dopo un’ora di spostamento arriviamo nel parcheggio della Chiesa di Cabbio (incredibilmente sovraffollato) senza agganciare (con le bici sul tetto) nessun balcone o cavo volante dell’alta tensione, anche grazie a Daniele che in corsa usciva dal finestrino (stile stuntman) per controllare.

La mitica CrossPolo, auto ufficiale MyTrails 2013, nel parcheggio della Chiesa di Cabbio
La mitica CrossPolo, auto ufficiale MyTrails 2013, nel parcheggio della Chiesa di Cabbio

Preparati armi e bagagli, sono le ore 10:30 quando saliamo in sella. Rispetto alla tabella di marcia siamo solo mezzora in ritardo, tuttavia ci porteremo dietro questa mezzora per il resto della giornata.

Ore 10:30 partenza, destinazione Vetta Generoso
Ore 10:30 partenza, destinazione Vetta Generoso
Daniele pronto alla partenza, carico come una molla
Daniele pronto alla partenza, carico come una molla

La salita inizialmente è data da un single track nel bosco di circa 5 km, lungo il quale si incontrano 9 stretti tornanti. Daniele è un’esplosione di energia e già da freddo tiene un ritmo costante ed elevato,è proprio carico! A fatica mi trascino dietro di lui in un bagno di sudore, ogni tanto accampo una scusa tipo “controllo il gps…” così da fermarmi un attimo a riprendere fiato. Piano piano la situazione migliora e prendo il ritmo, anche se non mi riesce proprio di fare in sella quei stretti tornanti. Daniele invece, nonostante gli SPD, riesce a farli quasi tutti dimostrando una sempreverde padronanza del mezzo in situazioni abbastanza “scomode”.

Sbuchiamo dal bosco, saliamo lungo la piccola stradina che presto diventa sterrata e arriviamo in prossimità di Bellavista. Qui propongo di seguire la guida per non dilungarci troppo, quindi evitiamo di raggiungere inutilmente la stazione intermedia del trenino che sale al Generoso, e deviamo nel bosco. Un pò si pedala, un pò si spinge, e si arriva ad attraversare i binari del trenino. Qui inizia un lungo e bel singletrack in mezzo ai prati che ci avvicina all’ultima fatica finale. Ben presto infatti bisogna scendere a spingere, nonostante Daniele abbiamo provato a scalare in sella con successo qualche gradone.

Qui si sfocia nell'All Mountain...
Qui si sfocia nell’All Mountain…

La cima sembra non arrivare mai! Sono le 13:15 quando raggiungiamo la stazione di arrivo del trenino. Decidiamo all’unanimità di fare una sosta-barretta per riprenderci e dopo poco siamo di nuovo a spingere nell’ultimo tratto per arrivare alla vetta. Sono le ore 13:50 quando conquistiamo ufficialmente il Generoso, oggettivamente un poco provati.

Daniele
Daniele
Davide
Davide

La vetta è affollata e ci sono due maleducatissime famiglie milanesi, le classiche famiglie da stereotipo, che fanno un casino pazzesco. Figli che corrono e urlano di continuo, vociare da osteria, discorsi vergognosi: uno scandalo. Le Vette di solito sono luoghi di contemplazione e raccoglimento ma queste ottuse persone che parlano della “settimanina” al mare e del Fufi e del Pupi sembrano non saperlo proprio. Ben due coppie, arrivate dopo di noi, se ne vanno subito stizzite dicendo che “sembra di essere al centro commerciale”. Tocchiamo il fondo quando un bambino (neanche troppo piccolo) si mette a lanciare ripetutamente sassi, anche di discrete dimensioni, giù dalla Vetta. I genitori ovviamente non gli dicono niente e Daniele sbotta intimando l’alt. Il bambino, data la sua indubbia rigorosa educazione ecclesiastica ricevuta, se ne frega e continua. Francamente siamo allibiti quando pure la sorella (di almeno 13-14 anni) frigna che vuole lanciare anche lei i sassi. Personalmente ho provato profonda compassione per quelle povere, vuote, famiglie …che tristezza di persone!

Panorama "artigianale" dalla vetta del Monte Generoso, lato ovest
Panorama “artigianale” dalla vetta del Monte Generoso, lato ovest

Dalla Vetta si può ammirare un panorama mozzafiato a 360° che nei giorni di bel tempo può arrivare fino ai monti liguri. Purtroppo oggi c’è un pò di inaspettata foschia.Targa litografia panorama Monte Generoso

Litografia

Il sentiero pedonale che dalla stazione di arrivo del trenino sale fino alla Vetta
Il sentiero pedonale che dalla stazione di arrivo del trenino sale fino alla Vetta
Uno sguardo ad est. Sulla destra il Sentiero Alto.
Uno sguardo ad est. Sulla destra il Sentiero Alto.

Dopo mezzoretta di pausa non rilassante, alle 14:20 decidiamo di lanciarci nella discesa. Daniele si è preparato sorseggiando Gatorade, io invece indossando ginocchiere e gomitiere. Scendiamo fino al livello della stazione e qui prendiamo la svolta verso il Sentiero dell’Orso, sul Sentiero Basso.

In alto il Sentiero Alto ed in basso il Sentiero Basso :-)
In alto il Sentiero Alto ed in basso il Sentiero Basso 🙂
Giù a cannone
Giù a cannone

Il primo quarto d’ora di discesa è semplicemente spettacolare. Daniele vola letteralmente sul single track (vedi foto sopra) e io gli sto a ruota: avere lui davanti che “apre la pista” è davvero un plus che da sicurezza e fa dimenticare i rischi che si stanno correndo (e non sono pochi, calcolata la velocità su uno stretto single track esposto in costa disseminato di asperità). II sentiero, arrivato ad una curva a gomito, si apre sui prati e concede una breve pausa per fare ammirare il Monte Crocione e il suo sottostante sentiero (che però oggi decideremo di non fare).

Monte Crocione
Monte Crocione

Proseguiamo con un altro quarto d’ora scarso di adrenalinica discesa dove, volenti o nolenti, ci ritroviamo a fare qualche bel saltino. Poi nell’ultimo tratto verso Orimento il sentiero spiana e diventa semplice e tranquillo.

Cartello informativo lungo il percorso
Cartello informativo lungo il percorso

Raggiunto Orimento il programma teoricamente prevederebbe di proseguire verso sud-est e poi nord-est, aggirando il Monte Crocione. Daniele però ha già fatto in passato questo tratto e lo sconsiglia per la sua banalità, così decidiamo di tagliare dritti ad est verso Casasco d’Intelvi prendendo la direttissima ovvero scendendo per un ripido sentiero erboso ed acciottolato nel bosco che sembrava la festa dell’asperità. Ovviamente ci siamo divertiti!

Ad Orimento la Vetta del Generoso è ormai un lontano ricordo
Ad Orimento la Vetta del Generoso è ormai un lontano ricordo

Raggiunto Casasco d’Intelvi si prosegue su una strada sterrata che poi diventa sentiero direzione Pian delle Alpi: la strada prende rapidamente quota su una pallosissima salita che sembra non finire più. Finalmente si scollina e si scende al Pian delle Alpi, caratterizzato da ampi prati verdi popolati dalla grande tribù dei pic-nic domenicali. Qui ci aspetta l’ultima fatica della giornata, ovvero la salita che porta all’Alpe Bonello. Il sentiero, una carrareccia, è ampio ma dal fondo abbastanza smosso. Non è lunghissimo ma avendo già un discreto dislivello sulle spalle arranchiamo un pò e dopo 4 tornanti arriviamo in cima e finalmente scolliniamo. Ora ci aspetta una lunga, veloce e semplice discesa perlopiù sterrata che ci riporterà esattamente al punto di partenza, ovvero la Chiesa di Cabbio. E quando dico che ci riporterà proprio lì, significa che si sbuca direttamente sul sagrato della Chiesa (non ci se ne accorge fino all’ultimo) 🙂 Sono le ore 17:00 quando lasciamo Cabbio con i nostri sporchi e malconci destrieri sul tetto della CrossPolo.

Giornata davvero super, niente da dire. Un grazie sincero a Daniele che mi ha tirato per la prima metà della salita e che mi ha fatto da prezioso turbo-riferimento in discesa, permettendomi di raggiungere un livello di divertimento e confidenza con la bici che non avrei mai potuto toccare se fossi stato da solo. Peccato che gli occhiali-telecamera siano ancora in assistenza, il video della discesa avrebbe sicuramente meritato. Chi compra una bella Go-Pro?

Giro approvato, da inserire nella cerchia di quelli “da ripetere”.

Davide

Traccia GPS:

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