Monte Pian Nave, Monte San Martino e Monte Crocetta in MTB

02/06/2013 (Domenica) – Il tempo è davvero notevole e tira un vento caldo, l’attrezzatura è pronta già da ieri, quindi me la prendo con calma (che novità, eh?). Passato mezzogiorno mi metto in viaggio direzione San Michele, un piccolissimo paese arroccato tra Arcumeggia e Mesenzana. San Michele si può raggiungere da est o da ovest ed il navigatore mi suggerisce di passare da est raggiungendo Mesenzana passando dalla Valganna e da qui salire per San Michele, ubbidisco. Passato il paese di Mesenzana mi trovo a salire per una ripida salita di montagna, a doppio senso di circolazione ma larga poco più di una sola auto, zeppa di tornanti. Mi maledico per essere passato da quella strada e in più momenti i tornanti sono così stretti da costringermi a fare manovra con l’auto per svoltare. Sono terrorizzato dall’incrociare qualcuno, sarebbe un vero problema! Ma il bello deve ancora arrivare e infatti sopraggiunge la vegetazione fitta, con rami molto bassi.

Sento la bici sul tetto colpire ogni cosa e mi arriva di tutto sul parabrezza, procedo a passo d’uomo e non ho alternative se non continuare e sperare. La situazione rimane così per un bel pò di strada in cui sudo veramente freddo poi finalmente il paesaggio si apre e raggiungo San Michele. Il paese è piccolissimo ed è l’unico della zona con un ampio parcheggio, motivo per cui l’ho scelto come mia partenza. La bici non è molto felice di aver fatto, anche oggi, da decespugliatore. Soprattutto il telaio si è rigato, mannaggia, in prossimità del simbolo anteriore e del tubo orizzontale, purtroppo anche questo fa parte del gioco e spero che un pò di polish possa mitigare il problema.

Ore 13:15, si parte!
Ore 13:15, si parte!

La prima tappa è vicinissima, si tratta del Monte PianNave. In realtà dalla cima del Monte non si vede niente, la vera attrazione qui è il Piano Cuvinic conosciuto come “il balcone sul Lago Maggiore”. Da San Michele si percorre un’ampia strada sterrata dal fondo molto sdrucciolevole che sale decisa e porta dapprima al Piano Cuvinic e poi, deviando, al Monte PianNave.

Il Piano Cuvinic, raggiungibile anche in auto, è un vero balcone che sembra uscire dalla montagna e si affaccia su tutto il Lago Maggiore, una cosa davvero notevole. A ovest si vedono Verbania, Stresa e persino Baveno mentre a est Luino e Cannero Riviera. Oltretutto è un’area attrezzata con tavolini, panchine e barbecue di pietra dove chi volesse farsi una bella grigliata deve solo portare la griglia. Infatti c’era una coppia che si stava rilassando proprio così, con una bella grigliata.

Panorama "artigianale" dal Pian Cuvinic
Panorama “artigianale” dal Pian Cuvinic

A questo punto torno indietro, passo San Michele e scendo in direzione Cuvignone. Appena uscito da San Michele dopo pochi metri sulla sinistra imbocco il “Sentiero del Fondista”, così chiamato poichè nasce come sentiero per lo sci di fondo.

Sentiero del Fondista

Sentiero del Fondista / 2

Il sentiero è davvero molto bello, tutto in costa e spesso privo di protezione. Ci sono sali-scendi e qualche inciso di acque. Lo si percorre velocemente e in maniera molto piacevole.

Sentiero del Fondista / 3

Ad un certo punto dopo qualche chilometro si incontra la strada militare che sale da Mesenzana, io dovrei proseguire dritto ma la strada è chiusa per frana. Non mi perdo d’animo e proseguo a mio rischio.

Sentiero del Fondista / 4

Frana

Frana / 2

La strada militare sale e raggiungo il “Forte di Vallalta”. Tutta questa zona è stata teatro di ingenti lavori durante la Prima Guerra Mondiale, e di battaglie durante la Seconda.  Noto una interessante galleria aperta al pubblico che porta dentro il Forte (scavato nella roccia), mi piacerebbe molto entrarci ma il fatto che sia transennata mi fa pensare che sia questa la zona interessata dalla frana, quindi meglio non rischiare. (NOTA 2015: QUI il seguito, anni dopo, in questa zona).

Galleria Forte di Vallalta

Incontro continuamente cartelli indicatori riportanti “Trincea Trail 2013”, immagino si tratti di una gara pedonale che si corre su questi sentieri (NOTA 2015: QUI il seguito, anni dopo, in questa zona).

Trincea Trail

Proseguendo in salita sulla strada militare raggiungo i resti della Villa San Giuseppe, Ex Caserma Cadorna, proprio in prossimità della strada asfaltata che porta alla cima del Monte San Martino. Qui è rimasto ben poco ma il luogo è comunque ricco di storia.

Villa San Giuseppe - Ex Caserma Cadorna
Villa San Giuseppe – Ex Caserma Cadorna

Villa San Giuseppe / 2

Villa San Giuseppe / 3

Ora non mi resta che imboccare la strada (purtroppo) asfaltata che sale al Monte San Martino.

Non so a cosa devo stare più attento: ai cervi, alle frane o ai cacciatori ??
Non so a cosa devo stare più attento: ai cervi, alle frane o ai cacciatori ??

La strada è stretta e sale incessantemente quasi sempre sotto il sole concedendo solo un piccolo sconto nella parte centrale con qualche centinaia di metri di leggera discesa e falsopiano. In totale sono 3,5 i chilometri che separano la Villa San Giuseppe dalla sommità di San Martino.

Tornante dopo tornante...
Tornante dopo tornante…
Ultima curva. Sulla sinistra il sentiero/strada militare che prenderò più tardi.
Ultima curva. Sulla sinistra il sentiero/strada militare che prenderò più tardi.

E’ la prima vera salita della giornata quindi la affronto abbastanza bene e, solo leggermente provato, alle 15:00 arrivo in vetta.

Chiesa di San Martino

Il panorama sarebbe spettacolare e quasi a 360° se la vegetazione non l’avesse quasi totalmente coperto, lasciando solo piccole finestre qua e la.

Duno e Cuveglio
Duno e Cuveglio

Qui in cima mi rendo conto di quanto sia forte il vento che soffia oggi. Non posso appoggiare nulla (guanti, cibarie, casco…) perchè tutto vola via. Mi metto in una zona leggermente riparata per un veloce spuntino e quando la zona comincia ad affollarsi decido di ripartire.

Cima di San Martino

Scendo fino alla prima curva e imbocco la strada militare sulla destra (vedi foto precedenti). Il primo chilometro è sconnesso ed in salita, poi raggiunta la linea dell’alta tensione faccio una deviazione per vedere il panorama, come consigliato dalla guida che sto seguendo.

Guardo a destra e vedo Luino…

Luino
Luino

Guardo a sinistra e… ta-dha!! Dov’ero ieri 🙂

Cuvio, Orino e il Parco del Campo dei Fiori
Cuvio, Orino e il Parco del Campo dei Fiori

A questo punto (io non lo sapevo) bisogna sgranchirsi bene perchè parte una bella, lunga e veloce discesa su strada militare che ci porterà sulla provinciale che sale da Arcumeggia, quasi a Sant’Antonio. Il fondo è abbastanza accidentato e cambia velocemente aspetto curva dopo curva, ma si riesce a viaggiare molto bene. La discesa è incessante, sempre bella per tutti i suoi 5 km abbondanti di estensione.

Discesa da San Martino

Discesa da San Martino / 2

Discesa da San Martino / 3

Raggiungo anche un Defender con a bordo 3 signori che stanno facendo dei rilevamenti, accendo gli occhiali-telecamera nella speranza di registrare un ingarellamento epico ma non appena si accorgono di me si fermano gentilmente per farmi passare. Il film “track & furious” è rimandato alla prossima volta!

Raggiungo la provinciale e procedo su (sigh) asfalto in direzione Passo del Cuvignone. Scelta sbagliata, perchè questo cambierà il giudizio della giornata. La salita verso il Passo del Cuvignone mi pare una salita atroce. Alla fine si tratta di 500 metri di dislivello in circa 5 km, niente di impossibile (…) ma non essendo molto fresco mi sono sembrati veramente infiniti. In più punti preso dalla disperazione sono sceso a spingere, qui la mancanza degli SPD si è fatta sentire TUTTA.

Tornanti, non ne posso più...
Tornanti, non ne posso più…

Oltrepasso il Rifugio De Grandi Adamoli, arrivo in cima, scollinamento al Passo del Cuvignone e dopo pochi secondi di discesa incontro finalmente sulla sinistra il sentiero (con indicazioni “Pozzo Piano – Aga”) che devo prendere. Ancora salita su sentiero sterrato e arrivo ad un trivio, spiazzo chiamato Cormeta. Sono esausto quindi do fondo alle mie ultime esigue riserve di cibo mangiando l’ultima minibarretta snack e sgargarozzandomi gli ultimi millilitri di integratore. Da un breve inventario mi rendo conto che mi rimangono solo 0,3 litri di acqua e nient’altro, preoccupante.

Cormeta
Cormeta

Da qui si può scegliere di salire al Monte Nudo, di scendere a Pozzo Piano o di raggiungere la cima del Monte Crocetta. Scelgo quest’ultima opzione anche se devo portare la bici a mano per qualche centinaio di metri. Sono le 17:10 quando raggiungo la stra-mega-ventosissima cima del Monte Crocetta. Il vento è così forte che quasi mi toglie il cellulare dalle mani mentre scatto le foto. In alcuni istanti sibila distintamente attraversando i tubi del telaio della bici, e la Trek si trasforma in uno strumento musicale.

Monte Crocetta
Monte Crocetta

La croce del Monte Crocetta è quella che si vede a destra nella foto panoramica, io mi sono fermato al palo indicatore del vento poichè più in alto.

Panorama "artigianale" Monte Crocetta
Panorama “artigianale” Monte Crocetta

A sinistra il Parco del Campo dei Fiori in tutto il suo splendore, il paese che si vede subito sotto è Cittiglio / Brenta e più avanti Gemonio. A sinistra il Lago di Varese e, zoomando, si intravedono anche quello di Monate e quello di Comabbio. A destra il Lago Maggiore.

Torno indietro, imbocco il sentiero per Pozzo Piano e sono esaltato perchè la guida dice: “Il sentiero è in costa, leggermente in discesa, e richiede cautela perchè è spesso disseminato di ostacoli naturali e non è nelle migliori condizioni di sicurezza“. Ben presto la delusione prende il sopravvento: è un sentiero normalissimo in costa come tanti ce ne sono, e il “pericolo” non si vede neanche col binocolo. Perdipiù il fondo è pure abbastanza fastidioso: bocciato!

Sentiero per Pozzo Piano

Raggiungo Pozzo Piano, si tratta di un’aperta sella erbosa in mezzo al bosco con una torretta di legno per il bird-watching.

Pozzo Piano
Pozzo Piano

Proseguo nel sentiero che è tutto un lunghissimo e pallosissimo sali-scendi nel bosco, che alterna a mini salite ripide altrettanti tratti di micro-discesa insignificante. Impossibile per me trovare il giusto ritmo qui. Sono in attesa fremente dell’ultimo tratto offroad della giornata che la guida definisce: “L’ultimo tratto è una discesa impegnativa che richiede qualche tratto pedonale per i più prudenti.” Nella realtà arrivo alla provinciale senza neanche accorgermene, ma dov’è stato il tratto impegnativo? Controllo la traccia gps, tutto giusto. C’era una discesa finale ma da lì a definirla impegnativa ce ne vuole…

A questo punto devo scendere per il Passo del Cuvignone, tornante dopo tornante ripercorro su asfalto in discesa buona parte del tratto che avevo fatto in salita in precedenza. Arrivo alla fine proprio quando i freni iniziano a fare il classico rumore e puzzo “da Lema”. A questo punto devo tornare a San Michele, sempre su asfalto. La distanza è di 3,5 km e temo che siano tutti, per l’ennesima volta, in super salita. Ho finito l’acqua, ho finito le forze, ho finito la pazienza. Soluzioni però non ce ne sono e con calma inizio a salire. Un pò in sella e un pò a piedi, stremato, passo tornante dopo tornante. Ad un certo punto mi siedo, cosa darei per una fontanella! Ero partito con 1,5 litri di acqua nell’idrosack e un integratore da 0,5 litri e non ho avanzato niente! Faccio pausa, guardo il gps, guardo l’altimetria e… ehi, un momento: stando alle linee altimetriche forse dopo quel tornante all’orizzonte c’è uno scollinamento. Rinvigorito da quest’ultima speranza percorro le ultime centinaia di metri in salita e, miracolo, lo scollinamento. L’ultimo km che porta a San Michele, tranne pochi metri finali, è tutta discesa.

Arrivo alla macchina, carico la bici, accendo il motore e parto. Sono le 19:00, oggi ho ammirato paesaggi stupendi, il clima era perfetto. Cosa chiedere di più? Che la prossima volta, ragazzi, veniate anche voi! 🙂

NOTA: Questo giro è stato bello, ma rimane “visto e piaciuto”, non lo rifarei a breve come invece sarà per quello del Piambello. Per chi volesse provarlo consiglio di evitarsi il pezzo del Cuvignone e la circumnavigazione del Monte Nudo che tanto non è niente di speciale. In pratica a metà giro, dopo la lunga discesa su strada militare, girare a destra e tornare direttamente a San Michele.

Davide

TRACCIA GPS:

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