Monte Lema: da Dumenza in MTB via Alpone di Curiglia

11/05/2013 (Sabato) – Ore 08:30 del mattino, è tutto pronto. Lo zaino con viveri e abbigliamento, la bici è manutenzionata, l’auto ha il pieno. Devo andare a casa di Marco dove caricheremo la sua bici e quella di Daniele. Iniziano i primi imprevisti: sollevo lo zaino per caricarlo in auto e da sotto noto che gocciola abbondantemente acqua: zaino allagato, l’idrosack ha una perdita. Che sfiga, ma del resto non lo usavo da oltre un anno. Cestino momentaneamente l’idrosack e afferro una borraccia: si parte, non sarà uno zaino allagato a fermarci. Una volta giunto a casa di Marco ecco il secondo imprevisto: mentre controllavano la pressione delle gomme, dalla bici di Daniele è partita via la valvola: gomma a terra. Panico generale, per fortuna riescono incredibilmente a riavvitare la valvola e tutto si risolve in fretta. Carichiamo le bici con qualche difficoltà (manubri che si toccano, impossibilità di aprire il baule con la 29″ caricata, ecc) e si parte. Destinazione il comune di Dumenza, poco sopra Luino, dove parcheggeremo e da dove inizierà la nostra gita.

Arrivati a destinazione dopo un’oretta di viaggio senza intoppi, senza traffico e soprattutto senza aver perso le bici per strada ecco che le scarichiamo e si parte. Sono le 11 passate da poco, siamo in ritardo sul programma che ci eravamo prefissati giusto di quei tre quarti d’ora…

La CrossPolo e il suo prezioso carico. Zero spazio residuo.
La CrossPolo e il suo prezioso carico. Zero spazio residuo.
Scaricamento bici in corso, con tanto di segnaletica ausiliaria!
Scaricamento bici in corso, con tanto di segnaletica ausiliaria!

Il primo tratto è tutto asfaltato e consta in 6,5 km di incessante salita con una pendenza media del 10%. 31 tornanti che ci porteranno al Rifugio Campiglio. All’inizio il ritmo è baldanzoso ma tornante dopo tornante la pendenza inizia a farsi sentire. Facciamo una sosta veloce per ammirare un rettile gigante e decisamente poco mimetico (probabilmente abbandonato). Finalmente arriviamo al Rifugio Campiglio (Pradecolo), da qui inizia il “bello”.

Fauna locale o mero abbandono?
Fauna locale o mero abbandono?
La vista inizia a farsi interessante...
La vista inizia a farsi interessante…
La lettura di ciò che ci aspetta e l'espressione poco convinta di Daniele
La lettura di ciò che ci aspetta e l’espressione poco convinta di Daniele

Inizia la vera gita: ci addentriamo nel bellissimo bosco di faggi su un sentiero direzione Madonna della Guardia / Alpone. Ci aspettano 3 km di sali-scendi continui, alcuni caratterizzati da ripidità interessanti e scarsa aderenza (per la salita). Inoltre attraversiamo vari canali d’acqua che scendono dal Monte Lema: il binomio ruote bagnate + fondo caratterizzato da foglie compatte non è proprio il massimo. Tuttavia arriviamo agevolmente (?) ad uno spiazzo aperto nel bosco dove si intersecano vari sentieri. a sinistra si scende verso Madonna della Guardia / Alpone mentre a destra si sale verso la cima del Monte Lema. Ci aspettano gli ultimi 2 km di salita e sembrano essere veramente duri, quindi decidiamo di fare una sosta durante la quale incontriamo anche uno strano essere di cui si è già parlato in un post precedente.

Ci siamo quasi...
Ci siamo quasi…
... o forse no?
… o forse no?
Location notevole!
Location notevole!

La guida non lascia spazio a dubbi << Il primo km ha una pendenza circa dell’8%, ma è impegnativo per difficili passaggi nel bosco. Il secondo km è su sterrato aperto ma con pendenza media del 20%. >> ma oggettivamente questi tratti sono quelli che ci piacciono di più. Il primo km si rivela meno duro del previsto per quanto riguarda la pendenza, tuttavia è un single-track esposto sul costone del bosco e certi passaggi non molto agevoli fanno più impressione del dovuto a causa della scarpata che ci si trova sulla destra: non si può sbagliare. Ci lasciamo velocemente il bosco alle spalle e raggiungiamo una costruzione semi-abbandonata da dove si vede la cima del Monte Lema, la nostra meta!

La nostra meta in lontananza. Possibile che manchi solo 1 km?
La nostra meta in lontananza. Possibile che manchi solo 1 km?

Il km restante è caratterizzato da un sentiero molto ampio, fondo sassoso non particolarmente impegnativo ma con una pendenza molto elevata (la guida aveva ragione) e soprattutto caratterizzato da continui terrazzamenti legnosi che tagliano veramente le gambe. Passato questo tratto siamo ufficialmente in territorio Svizzero e ci immettiamo sul sentiero che sale dalla Svizzera e che porta alla cima.

Si scorge il Lago di Lugano. Odore di vetta.
Si scorge il Lago di Lugano. Odore di vetta.

Mancano poche centinaia di metri alla meta, tuttavia si tratta di fondo sassoso molto smosso e terrazzamenti alti che possono costringere a scendere dalla bici. Incontriamo vari biker che scendono e qualcuno si esibisce in scenici salti. Raggiungiamo quindi la stazione di arrivo della funivia che sale dal lato svizzero, manca davvero poco!

La Croce che si scorge in alto nella foto è la vetta!
La Croce che si scorge in alto nella foto è la vetta!

Bici in spalla e saliamo in vetta percorrendo il sentiero che si nota sulla destra della precedente foto. Ce l’abbiamo fatta! Il panorama è unico: da un lato il Lago Maggiore, dall’altro quello del Lago di Lugano.

Daniele e Marco
Daniele e Marco
Davide e Marco
Davide e Marco
I nostri fidi destrieri
I nostri fidi destrieri
Il Lago Maggiore visto dalla cima del Monte Lema
Il Lago Maggiore visto dalla cima del Monte Lema
Panorama "artigianale" lato Lago Maggiore
Panorama “artigianale” lato Lago Maggiore
Panorama “artigianale” lato Lago di Lugano
Panorama “artigianale” lato Lago di Lugano

Ci accampiamo per il meritato pranzo ma il sole decide di abbandonarci e il vento freddo ci congela letteralmente le ossa.

Accampati e infreddoliti
Accampati e infreddoliti

Tutti scattano foto alle proprie “belle” per immortalare il successo.

Cube 29" - Daniele
Cube 29″ – Daniele
Trek - Marco
Trek – Marco
Trek - Davide
Trek – Davide

Uno sguardo al GPS, segna 1659 metri. La cima del Monte Lema è territorio Svizzero, ma poichè la maggior parte del monte rientra nel territorio Varesino, possiamo dire che il Monte Lema è il punto più alto della provincia di Varese: conquistato!

1659 metri. Non male!
1659 metri. Non male!

Decidiamo che è ora di ripartire per l’agognata discesa, non prima di aver fatto una corroborante sosta calda al bar.

Dobbiamo scendere per dove siamo saliti fino allo spiazzo nel bosco di faggi: la discesa è molto bella, discretamente veloce e molto variegata. Tuttavia i 5 km finiscono troppo in fretta! In un attimo siamo allo spiazzo, e prendiamo il sentiero per la Chiesa della Madonna della Guardia che raggiungiamo in un battibaleno. percorrendo un altro paio di km circa.

Autoscatto
Autoscatto
La vetta purtroppo è già un lontano ricordo
La vetta purtroppo è già un lontano ricordo

Dallo spiazzo antistante la Chiesa possiamo notare come siamo scesi velocemente. A questo punto proseguiamo sul sentiero che nel giro di poco attraversa l’Alpone, un vecchio alpeggio caratterizzato da costruzioni fatte interamente di sasso. Il passaggio attraverso questo abitato è abbastanza suggestivo e ce lo godiamo veramente essendo tutta discesa. La mulattiera si trasforma velocemente in una stretta strada asfaltata dalla pendenza incredibile, i nostri freni idraulici sono messi a dura prova e dopo qualche minuto iniziano a sentirsi rumori ed odori davvero poco rassicuranti. Raggiungiamo Sarona e poi Curiglia prima di raggiungere la strada provinciale. Amareggiati di non aver potuto raidare in discesa attraverso le strette vie ciottolate di Curiglia (cartelli vietano espressamente il passaggio delle mountain bike) percorriamo la provinciale direzione Due Cossani / Dumenza fino ad un piccolo monumento dedicato a San Carlo dove prendiamo una deviazione in salita. Dopo 1 km di salita asfaltata ma allucinante, imbocchiamo una antica via di collegamento, in discesa e caratterizzata da fondo super-sassoso e smosso, che ci riporta dopo qualche chilometro esattamente al punto di partenza. Si è fatto tardi, sono ormai le 18:00 e siamo abbastanza esausti. Zero voglia di caricare le bici sul tetto, servirebbe un bel pick-up dove potremmo lanciarle comodamente nel cassone e partire subito.

Daniele fa cucù (o fa la cacà??) nascosto dalla portiera
Daniele fa cucù (o fa la cacà??) nascosto dalla portiera

Giornata davvero piacevole, le gite all-day-long hanno davvero tutto un altro sapore! Un grazie particolare a Marco per aver proposto questo giro. Quando riusciremo a farne un altro simile? Spero presto, anche se gli impegni di tutti e soprattutto le condizioni meteo di quest’anno sembrano essere decisamente poco propizie. Alla prossima!

Davide

VIDEO:

TRACCIA GPS by Marco:

Scarica

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Chiudendo gli occhi la sera vedevo ancora quella stramaledetta salita, sono stati i 6,5 km più lunghi della mia esistenza (finora), volevo tornare alla mitica CrossPolo a farle compagnia, avrei aspettato giù Marco e Davide fino a sera, però mi sarei perso una fantastica discesa 🙂

Ogni metro che facevo verso l’alto veniva studiato per come affrontarlo verso il basso, specialmente il tratto nel bosco di faggi molto esposto e scivoloso: curve cieche e radici abbastanza alte. Però il pezzo che mi ha fatto capire che la mia specialità non è l’XC è quello dalla cima fino alla baracca di lamiere. Sella bassa, posizione arretrata e giù! Ogni tronco era una goduria, nonostante la Rock Shox da 100 mm riuscivo ad ammortizzare bene con gambe e braccia, devo ringraziare soprattutto la maglietta della FOX perché in realtà non è la bici o il biker che fa la differenza ma l’abbigliamento… No, sto scherzando dai, però mi faceva sentire quasi serio! 🙂

Mi capitava durante la discesa di guardare la scritta sul telaio e pensavo: “ma che c***o me ne frega, mi butto” e giù a manetta per quel magnifico sentiero. Sulle Cube Front vicino all’attacco del manubrio si può notare una bella scritta: Cross Country Configuration. Ah ah… non mi interessa!

XC configuration

Da ripetere sicuramente! Magari con una bici più adatta, potrei tramortire qualche biciclista tedesco, portargli via la bici e la morosa e scappare, tanto io posso! Sono l’uomo foglia… Muahahahah!

Grazie ragazzi per la bellissima giornata, mi sono dimenticato di tutto il resto! Pensavo solo a divertirmi e pedalare!

Daniele


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Ho veramente poco da aggiungere: le foto, il video e la traccia gps parlano da se.

Grazie alla MTB e soprattutto a voi Davide e Daniele che accettate di partecipare alle mie proposte più o meno improvvisate e siete sempre un’ottima compagnia.

Marco

 

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