[FAI-DA-TE] Parafanghi MTB

Apro io questo articolo, ma sicuramente l’inventore dei nuovissimi parafanghi per Trek Fuel EX (Davide) tornerà a spiegarci meglio come è arrivato a questo sensazionale risultato.

Qui le cose si fanno bene, il primo passo è stata la realizzazione del progetto al computer, eccolo:

Il progetto orginale, rigorosamente elaborato al computer per la massima precisione.
Il progetto orginale, rigorosamente elaborato al computer per la massima precisione.

Poi si è passati al modello in cartone:

Modello in cartone, massima precisione, taglio al laser.

Ed ecco il fantastico risultato finale, mai visto prima, massima funzionalità e prestazioni con un look da brivido che sicuramente farà tendenza. Il sogno di ogni biker!

Marco

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04/04/2013 (Giovedì) – Ringrazio Marco per la divertente descrizione introduttiva dei parafanghi, devo ammettere che quel povero teschio di capra (trovato durante questo giro) siamo riusciti a dissacrarlo in ogni modo possibile. Spero non verremo puniti per questo…

Tutto è nato dall’esigenza di avere dei parafanghi compatti, leggeri, funzionali e soprattutto discreti. Il mio obiettivo non è evitare di sporcare me stesso, bensì proteggere il più possibile i preziosi ammortizzatori Fox della bici. In rete ho trovato dei validi prodotti che si chiamano Bender Fender e Marsch Guard, praticamente identici tra di loro. L’intenzione iniziale era di acquistarli, tuttavia girovagando nei vari forum di mountain-bikers, soprattutto tedeschi, ho visto che è moda diffusa realizzarseli in casa, per ottenere un prodotto che calzi alla perfezione sulla propria bici e personalizzato secondo le proprie esigenze. Inoltre spendere 30 euro per due pezzi di plastica ritagliati non mi andava molto a genio, così ho optato per la realizzazione casalinga.

Ho acquistato presso un negozio di bricolage (Obi) un foglio di polipropilene nero dallo spessore di 1 mm, 35×50 cm, sufficiente per realizzare un parafango anteriore e uno posteriore. Costo poco meno di 3 euro. Ho poi notato in seguito che presso la catena Leroy Merlin lo stesso prodotto costa la metà, quindi tenetelo a mente se siete avari come me.

Ho poi sfruttato le varie immagini che si trovano su internet dei sopracitati parafanghi per realizzare la sagoma di quello posteriore, e l’ho stampata su carta.

Il progetto orginale, rigorosamente elaborato al computer per la massima precisione.

Una volta ritagliato, ho fatto un pò di prove di “fitting” sulla bici e ho stabilito quali modifiche apportare alla sagoma. Ho così realizzato varie versioni, fino ad arrivare a quella definitiva che ho poi riportato su cartone rigido.

Varie versioni e modifiche del modello su carta

Trasposizione su cartone della versione definitiva

Modello in cartone, massima precisione, taglio al laser.

Con la versione di cartone rigida, ho fatto gli ennesimi test sulla bici. Poichè la rigidità del cartone è molto simile a quella del foglio di polipropilene (decisamente superiore alla normale carta) emergono vari aspetti che non si notavano nel progetto di carta.

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Stabiliti gli ultimi ritocchi al progetto, possiamo passare alla trasposizione sul foglio di polipropilene e relativo ritaglio. Mettiamo in conto qualche piccola fiacca sulle mani, poiché lo spessore del foglio implica un bello sforzo per le forbici e le mani, soprattutto se si vuole fare un lavoro preciso.

Una volta ritagliato il parafango, possiamo dargli un pò di forma arrotondata sfruttando una pistola termica (o, in alternativa, usando un normale asciugacapelli).Il polipropilene infatti è abbastanza termomodellabile, quindi scaldandolo a fondo si riesce a dargli tutte le curve e le pieghe che ci servono. Ovviamente dobbiamo stare attenti a non esagerare, altrimenti si potrebbe sciogliere o rovinare.

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A questo punto, prima di applicarlo, ho voluto mettere sul telaio della bici della protezioni nei punti in cui le fascette vanno a contatto con il telaio, per non rovinare la verniciatura della bici. Possiamo usare l’apposito nastro progetti-telaio oppure qualche giro di semplice nastro isolante da elettricista.

Per la realizzazione del parafango anteriore facciamo tutto lo stesso iter seguito per il posteriore, ed ecco il risultato.

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Nelle prime due uscite si sono comportati bene: essendo leggerissimi (20 grammi) e ben fissati non ci si accorge minimamente di averli, tuttavia sembrano svolgere bene il loro compito, basti vedere come rimane pulita la zona protetta.

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Chiaramente la loro funzione viene svolta al meglio in condizioni di fango leggero. In una classica uscita post-pioggia mettiamoci il cuore in pace poiché risulterebbero davvero poco efficaci.

Ora, con il loro utilizzo continuativo, potrò valutare “sul campo” eventuali peculiarità del progetto. Una volta emerse, potrò realizzarne una nuova versione, sempre più perfetta.

Davide

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19/05/2013 (Domenica) – A distanza di un mese e mezzo voglio dare un aggiornamento sulla questione parafanghi. Nei giorni successivi al post soprastante ne ho realizzate altre due versioni: la seconda versione è decisamente più ingombrante e protettiva (si può vederla in questo post), è risultata funzionalmente buona ma non così tanto da giustificarne l’impatto estetico enormemente sgradevole. La terza versione è invece una evoluzione della prima ed è risultata essere attualmente il compromesso migliore tra impatto visivo e funzionalità. Questa versione è stata anche decorata, su consiglio di Daniele, con delle stripes rosse per richiamare i colori del telaio ed avere un look più originale.

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Come già accennato, la funzione protettiva di questi parafanghi è rivolta solo ed esclusivamente nei confronti della bici e solo in maniera minore nei confronti del rider. Il parafango anteriore ha la funzione di tenere pulita la zona degli steli dell’ammortizzatore, di ridurre lo sporco nel tubo sterzo e di evitare proiezioni di fango sul viso del rider quando ad esempio ci si trova a percorrere un fondo compatto veloce dopo essere passati nel fango. Il parafango posteriore ha la funzione esclusiva di tenere pulita la bici nella zona del deragliatore, della sospensione e di parte degli snodi del telaio. Ho verificato che anche in condizioni di fango intenso queste funzioni di pulizia vengono svolte bene e i depositi di sporco in queste zone sono ridotti al minimo, a tutto vantaggio della velocità di lavaggio della bici e della durata dei componenti stessi che rimangono sempre puliti e senza infiltrazioni di terra. Tuttavia devo ammettere che esteticamente la bici è molto più bella senza parafanghi …ma non si può avere tutto dalla vita.

Il parafango anteriore si può considerare definitivo, mentre per quello posteriore sto valutando di realizzarne una quarta versione ancora più minimalista che sia priva della parte superiore, ovvero quella che dall’archetto del telaio va verso l’alto. Non riesco a prevedere quanto questo possa impattare sull’efficacia di cui sopra, ma appena ne avrò tempo (e voglia) lo realizzerò per provarlo sul campo. Stay tuned.

Davide

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26/11/2013 (Lunedì) – Mentre il parafango anteriore è da considerarsi definitivo nella sua terza versione, ho realizato la quarta versione di quello posteriore, basandomi sul disegno della terza e riducendone il materiale dei punti in cui non serviva per ottenere un impatto visivo più gradevole senza compromettere la funzionalità fin qui ottenuta. Ci sono riuscito a posso dichiarare concluso il progetto dei parafanghi per la Fuel EX. Quest’ultima versione l’ho testata una volta a maggio, poi ho archiviato il tutto per il periodo autunnale. Proprio ieri ho avuto modo di provare “come si deve” quest’ultimo set di parafanghi e devo dire che è andato tutto bene. Nonostante le condizioni di fango estremo e neve sciolta i parafanghi hanno fatto il possibile per svolgere al meglio le loro funzioni. Soprattutto quello posteriore ha tenuto in condizioni decenti la zona protetta, se non fosse che il fango proiettato sul reggisella riusciava a colare fino alla zona protetta dal parafango, inificiando per buona parte il lavoro di quest’ultimo. Come ho già detto, non si può avere tutto dalla vita!

Ho anche personalizzato il parafango posteriore realizzando e applicando il simbolo Trek sulla parte interna, per un look più OEM.

Parafanghi fai-da-te pimped

Parafanghi fai-da-te pimped / 2

Devo segnalare che ho riscontrato un problema con la neve fresca che tende ad accumularsi nel parafango posteriore bloccando la ruota (se si spinge la bici sulla neve fresca o se si pedala in salita a bassa velocità). Penso che questo problema sia risolvibile in due modi, anzitutto spruzzando all’interno del parafango del silicone spray prima di fare dei tour sulla neve, questo dovrebbe favorire lo scorrimento della neve e lo scarico della stessa. In secondo luogo montando delle gomme adatte, magari chiodate, si dovrebbe avere meno trasporto di neve sul battistrada e quindi meno accumulo. Rimanderò questo test a quando verranno nevicate più serie.

Freno di stazionamento... naturale

Pimp my Bike !

Davide

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09/01/2015 (Venerdì) – Nelle ultime due stagioni invernali ho sempre usato i parafanghi nell’ultima versione che vedete qui sopra, con soddisfazione funzionale ed estetica. Ora però la moda del “paraspruzzi stile enduro” sta dilagando e quindi bisogna pensare anche a qualcosa per la bella stagione, non si può mica restare “fuori dal giro”! Ecco quindi che Daniele ha scovato su internet in un forum straniero un ottimo progetto. Io ne ho provati tanti di parafanghi/paraspruzzi, e devo dire che quest’ultima versione trovata da Daniele è davvero ottima come mix tra estetica e funzionalità.

Anzitutto ecco il progetto che lui ha trovato, che altri non è che una scopiazzata di qualche accessorio “ufficiale”:

immagine progetto pronto stampa
immagine progetto pronto stampa

L’immagine è in formato A4, se la visualizzate a dimensioni totali potete stamparla su A4 e avrete già le misure in scala. Altrimenti potete scaricare da QUI il pdf in A4 pronto da stampare.

Vediamo una realizzazione, qui per la Cubettona di Daniele, dove mi sono sbizzarrito con una personalizzazione con logo Cube:

dalla teoria alla pratica
dalla teoria alla pratica

Ed eccolo montato:

In altre colorazioni:

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Sulla mia Cube muletto:

a buon rendere 😉

Davide