Riale – Passo San Giacomo – Griespass: a volte la MTB non serve

23/09/2018 (Domenica) – Ore 7.00 in auto, pronti per uno dei giri più belli in MTB delle Alpi (o almeno, così dicono), tra il confine italo/svizzero.
Verso le 9:30 posteggiamo l’auto sotto il lago di Morasco, nel mega parcheggio a pagamento (4€ tutto il giorno).
Ci prepariamo e andiamo a berci un buon caffè dirigendoci già verso l’inizio della salita, a Riale (1718 m).
La giornata è spettacolare, prevedevano vento ma per ora è tutto calmo e il sole riesce a riscaldarci ancora, nonostante siamo ormai in Ottobre

La salita è semplice, non è necessaria una preparazione disumana o una e-bike per affrontarla.
Man mano che si sale si può vedere il lago di Morasco.

Lago di Morasco

In 90 minuti raggiungiamo il lago del Toggia, uno specchio blu calmissimo. Troviamo anche un tizio con un drone. Chissà che riprese fighe si fanno in questi posti.

Costeggiamo tutto il lago, aumentando un po’ il ritmo visto che abbiamo cazzeggiato un po’ in salita 🙂

In una mezz’oretta arriviamo al Passo San Giacomo e ci concediamo una pausa.

Proseguiamo per pochi metri e vedendo che s’inizia a scendere indossiamo casco e protezioni.
Cosa buona e giusta, visto che inizia un bellissimo single track abbastanza veloce, in direzione Val Bedretto. Una volta terminato infatti, giungiamo (un bel po’) sopra alla strada che da Bedretto porta al Passo della Novena (Nufenenpass).

Daniele T. concentrato sul single track

Ora il single track diventa bello stretto, una quarantina di cm al massimo, fortunatamente non incontriamo pedoni.
Con calma e senza mosse azzardate affrontiamo questo tratto “vertiginoso”, lungo circa 3 km. Non è tecnico, anzi è bello flow con pochissimi sassi. E’ solo esposto.

Val Bedretto

Quando in lontananza spunta la Capanna Corno-Gries il sentiero migliora decisamente, ma non per le MTB.
Ci tocca accompagnare e spallare la bici per qualche minuto.
Ci sta in questi giri alpini! 😉
Dopo circa 3 ore dall’inizio del tour eccoci alla Capanna Corno-Gries a 2338 m.

Qualche minuto di pausa e ripartiamo.
Un altro paio di chilometri fa pedalate e spinte e vediamo finalmente il Lago di Gries. Questo significa che da adesso in poi è tutta discesa, siamo infatti a circa 2500 m, che è la quota massima del giro di oggi.

Setup discesa in preparazione

Nel frattempo ci passano 2 “crosscountrysti” con sella tutta su, tutina e non ho idea di come possa essere scomodo pedalare così, soprattutto in questi sentieri. E metticelo un reggisella telescopico no? 🙂

Qui si alza un po’ di vento, al passo di Gries è routine.

Daniele S., il Lago di Gries e la “sua” Punta dei Camosci

Costeggiamo a cannone il lago e torniamo sul confine italo/svizzero.
E qui il vento svanisce…

Daniele T. e sopra di lui l’inizio della cresta della Punta dei Camosci

Essere qui in bici mi da una sensazione strana, non so… sono sempre venuto a piedi e devo dire che lo preferisco.
Si ha il tempo di osservare meglio e di godersi il panorama, senza preoccuparsi del resto.
In bici si ha poco tempo per pensare ad altro, se non a dove condurre il mezzo (parere personale)

Diamo un’occhiata alla traccia GPS e iniziamo a scendere verso il lago di Morasco.

La discesa inizialmente sembra un bike park. Bella piallata, tornanti e senza sassi. Oggi però secca e molto polverosa.
Poi diventa più tecnica. Alcuni pezzi per forza a piedi, almeno… noi per forza a piedi!

La vista è spettacolare, la Val Formazza davanti a noi e dietro delle vette da oltre 3000 m.
Dopo aver affrontato la prima parte (più tecnica) di discesa, si pedala in una piana immensa.
Successivamente quando si distingue bene il Lago di Morasco e la diga, si tiene la destra, passando su un ponticello di pietra.
Si spalla la bici per una decina di metri e si riprende la discesa, simile alla prima parte ma con meno rocce.

Una volta raggiunto il Lago si rimane sul versante sinistro e si segue la sterrata per poi tornare al parcheggio, dopo un paio di tornanti su asfalto.
Il video vi farà capire meglio:

Il tour però non termina qui! Anche se sono le 14:30 ci sistemiamo e andiamo a scassarci di polenta e cervo al Aalts Dorf di Riale.
Spettacolo!!!

Un giro sicuramente molto bello, però non so se lo rifarò ancora a breve o il prossimo anno.
Come detto in precedenza queste zone preferisco batterle a piedi.
E quando arriverà la bella stagione, il Corno Cieco non me lo toglie nessuno! 😉

Ringrazio Daniele T. per avermi accompagnato in questo tour, nuovo per entrambi! 🙂

Daniele