Monti di Motti (CH): La punta nord del Lago Maggiore

03/12/2017 (Domenica) – Dopo più di 2 mesi dall’ultima escursione torniamo finalmente con lo zaino in spalla.
Cielo sereno ovunque ma con temperature rigide. Un’attento sguardo alla cartina del Canton Ticino e tiriamo fuori un’altra nuova escursione interessante a bassa quota 🙂

Come sempre ci dirigiamo verso nord, entriamo in Svizzera, usciamo a Rivera, proseguiamo per Monte Ceneri e ci dirigiamo verso Locarno, seguiamo le indicazioni per Valle Verzasca e in circa 80 minuti da casa arriviamo a Berzona (Vogorno). Posteggiamo l’auto davanti alla fermata dell’autobus, in un piccolo spiazzo libero sulla destra.

Temperatura -5°C, si camminerà per quasi la totalità del tempo dentro al bosco, meglio coprirsi bene.
Dallo spiazzo teniamo la sinistra e seguiamo le indicazioni (un po’ imboscate) per “Monti di Motti”

Iniziamo a salire su asfalto, entriamo quasi in casa di uno attraversando il sentiero comunale, proseguiamo in via Muretto e continuiamo, sempre in salita.

Dopo circa 600 metri spunta all’orizzonte la Diga della Verzasca o Diga di Contra (già visitata in passato)

Altri 200 metri e l’asfalto finisce con una piazza di giro.
Le indicazioni sono chiare quindi saliamo per l’unico sentiero sulla sinistra, pieno di foglie e radici ghiacciate.
Dopo pochi minuti giungiamo ad un bivio, a Fontöbbia (592 m) e anche qui teniamo la sinistra.

Piano piano il sentiero prende pendenza, nulla di eccessivo, si prosegue senza problemi, ma accorciamo il passo.
Arriviamo a Lignasca e seguiamo sempre per “Monti di Motti”
(verso SX)

Camminiamo fra le baite e in seguito lungo una staccionata, poco dopo arriviamo a Lignasca di Sopra e qui riusciamo a intravedere il Lago Maggiore.
Il fondo pieno di foglie impedisce di vedere cosa c’è sotto, è come camminare sulle uova, in più è tutto ghiacciato e a volte si scivola. Le caviglie ci implorano di effettuare una breve sosta… le ascoltiamo 🙂

Il Lago Maggiore visto da Lignasca di Sopra (870 m)

La fame inizia a farsi sentire, arriviamo a quota 1000 metri e rassicuro Anna sul cibo, dicendole che a breve sarebbe terminata la salita (lo dico sempre 😉 )

Dopo circa 30 minuti, raggiungiamo Monti di Motti. Case, un ristorante, un laghetto ghiacciato e ampio spazio, ma del Lago Maggiore nessuna traccia.

Mmmh… “ghe quai coss che al va no!”  Mi dirigo velocemente verso i cartelli.
Sotto a tutti c’è quello che indica il punto panoramico!
Oooh ecco, si deve proseguire per pochi minuti, superato il laghetto si va a destra (vedi foto sopra).
Anna sbuffa perché ha fame…

Proseguiamo lungo la vietta asfaltata, passiamo attraverso delle bellissime case e giunti al cartello di strada senza uscita teniamo la  destra

Qui a destra, come indica il cartello per il punto panoramico

Sempre dritto ed eccoci arrivati!

Ampia area verde, dove poter mangiare e rilassarsi con una bellissima vista sul Lago Maggiore. Va che bel!

Locarno, Magadino, Gambarogno e si vedono anche le antennone del Monte Tamaro.
Giornata azzeccata!
Tempo di fare 4 foto e Anna aveva già preparato “la tavola”, pazzesco… vengo anche sgridato perché non le ho detto che avevo le Nastrine da mangiare per la salita!

Dopo un’oretta di pausa pranzo/relax siamo pronti per tornare indietro. Visto che le foglie hanno reso il sentiero dell’andata parecchio scivoloso optiamo per scendere da un’altra parte, avendo visto meno vegetazione.
Guardando la mappa si vede che scende subito, quasi in picchiata fino alla diga per poi proseguire “in piano” fino a Berzona.
Quindi torniamo all’ultima indicazione del punto panoramico, curva a gomito verso destra e seguiamo la strada (per Monti di Metri), prima asfaltata e poco dopo sterrata.
Giunti a Monti di Metri ci troviamo di fronte a un bivio

Freccia rossa in basso a destra

Anche qui teniamo la destra, sentiero indicato dalla freccia.
Passiamo in mezzo alle due case, qualche metro nel prato e poi ci infiliamo in una simil-trincea, con una vista spettacolare.

In fondo a questo corridoio troviamo un cartello, dobbiamo scendere parecchio, quindi seguiamo per Diga della Verzasca e iniziamo a scendere i gradini fino ad arrivare a Vertum. Un altro alpeggio simile ai precedenti.
Continuiamo a scendere dai gradini… tanti gradini… molti gradini
In pochi minuti ci mangiamo 300 metri di dislivello negativo ed arriviamo a Miescio. Il sentiero si snoda fra le baite abbandonate (non tutte) e qui abbiamo 2 possibilità:
– fare un bel traversone e raggiungere Lignasca (sentiero andata);
– continuare a scendere verso la diga.

Diga!
Continuiamo a scendere e dopo un altro bellissimo scorcio sul Lago Maggiore, ecco la diga

La pendenza ora aumenta, scendiamo lungo una scalinata quasi vertiginosa e per non farci mancare nulla anche su ponti sospesi “aggrappati” alla parete di roccia.

Finito questo tratto “wild” ci ritroviamo su asfalto, 3 tornanti in discesa e nei pressi di un parcheggio per mezzi di lavoro seguiamo l’indicazione e svoltiamo a destra, lasciandoci alle spalle la diga.
C’è un cartello di pericolo: “prudenza in caso di maltempo”
non è il caso nostro per oggi, ma ho sottovalutato troppo questo avvertimento… senza tener conto delle temperature.
Il sentiero ora è strettino, un continuo sali/scendi con gradini e piccoli corsi d’acqua ghiacciati.
“Per fortuna” non piove da un bel po’ e quindi il ghiaccio da oltrepassare è poco e si rompe al nostro passaggio (anche di Anna, senza che si offende perché non le ho dato della cicciona, è un dato di fatto. Il ghiaccio era sottile e si rompeva per niente… echeccacchio!)

Si scende…

e si sale

Ultima scalinata in salita…

Dopo 2 km dal bivio della diga torniamo sul sentiero dell’andata, per la precisione a Fontöbbia.
Per la felicità di Anna ora si scende e basta, senza scale!
Torniamo su asfalto, ripassiamo dentro alla casa di uno e arriviamo alla macchina.

Il ritorno è stato lunghetto ma molto divertente (parere personale),
Da non prendere comunque sotto-gamba.

TRACCIA GPS (dati reali: 11 km / 700 m di dislivello circa)
scusate, sto cercando un modo per registrare correttamente 🙁

Distanza totale: 28.79 km
Altitudine massima: 1072 m
Altitudine minima: 484 m
Tempo totale: 05:47:58
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Molto soddisfatto, dopo 2 mesi di stop non siamo messi così
male dai 😉
Consiglio questa escursione tra maggio-giugno e
settembre-ottobre, per evitare il ghiaccio o il caldo atroce visto che si arriva massimo a quota 1083 m.

Daniele

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