Val Vigezzo (Prestinone – Craveggia): Vert & Technical Trails

08/07/2017 (Sabato) – Le giornate si fanno sempre più roventi, pedalare sotto il sole, magari a mezzogiorno è da pazzi.
Vengo invitato fortunatamente da Simone (Gravity Team) a girare nel “bike park” della Val Vigezzo, non uno vero e proprio con piste belle pettinate, potrei definirlo un Enduro Bike Park, con tracciati belli tecnici, curati da un biker del posto che purtroppo ora è infortunato.
Le risalite oggi saranno molto semplici l’unica fatica sarà far entrare 2 bici dentro alla cabina della Funivia Piana di Vigezzo.
Alle 8:30 ci troviamo al parcheggio, ci beviamo un buon caffè al bar proprio sotto e vado a fare il giornaliero:
17€ + 2€ di cauzione, la tessera è valida anche per la funivia del Mottarone e San Domenico (in tutto il comprensorio Neveazzurra), ero tentato infatti di tenerla.
Cabinovia aperta tutti i giorni con corse alle ore 8.00 – 9.00 – 10.00 11.00 – 12.00 – 13.30 – 14.00 – 15.00 – 16.00 -17.00.

Durante la risalita (circa 900 m di dislivello) Simone mi spiega un po’ le discese e mi mette in guardia per la “DH” perché qualcuno che gira grosso l’ha definita come una delle più complicate del Nord Italia.
La prima che andremo a fare è la “Colma”, quella più battuta.
Lui la conosce a memoria, mi farà vedere come fare qualche passaggio.

Scendiamo dalla cabina a quota 1700 metri, qui si sta bene, c’è anche un’arietta fresca.
Davanti a noi si trova il ristorante Ratagin, molto invitante.
C’è un bel panorama sulla Valle, davvero un bel posto!
Mi ricorda un po’ l’Alpe Devero.
Non perdiamo tempo e partiamo subito, ma prima di raggiungere l’inizio della “Colma” bisogna pedalare per circa 10 minuti.
Si punta il ristorante, si prende la prima a destra e inizia il traversone dentro al bosco, molto bello e a tratti un po’ esposto ma nulla di eccessivo.
Finito il traversone si sterza a destra e poi subito a sinistra in discesa, (facendo qualche passo indietro c’è una fontana con acqua freschissima) 300 metri di pedalata attraverso 2/3 baite e ci siamo.

Provare a stare dietro a Simone è quasi pericoloso, la prima discesa la faccio praticamente incollato ai freni. Si snoda in un fitto bosco ed è bella ripida e asciutta.
Alterna tratti molto sconnessi ad alcuni più flow (pochi), tornanti e radici, un bel mix.
Sono presenti delle piccole varianti, noi stiamo sempre sulla principale, quindi ad ogni bivio si scende in picchiata 🙂
Sostiamo su un paio di passaggi belli tecnici per poterli fare al meglio la discesa successiva. Anche per riprendere sensibilità alle dita, io almeno!
Ci sono piccoli drop naturali, nulla di che ma spezzano un po’ il ritmo, la “Colma” non molla mai, bisogna sempre stare concentrati!

Questo trail è una bella scuola, sulla resistenza/concentrazione e sulle capacità tecniche. Dura ma bella!
Ora capisco perché quelli del Gravity Team vanno forte, se si allenano qui 🙂

Arriviamo nuovamente in paese, dove ci sono altri amici di Simone che ci aspettano, riprendiamo la funivia alle 10:00  e ripetiamo la “Colma”.
Questa volta è andata meglio, ero più sciolto e sicuro, anche se ho sbagliato alcune traiettorie.
Video della Colma:

Risaliamo nuovamente e decidiamo quale fare, Simone vuole farmi vedere la “DH”, chiede agli altri se sono interessati ma tutti rifiutano…
Forse dovevo avere “timore”, ma dopo una buona dose di terrorismo psicologico accetto lo stesso e andiamo a provare questa temuta discesa. Il resto del gruppo andrà a percorrere la “Monte Nero”.

Iniziamo a pedalare lasciandoci alle spalle il Ristorante Ratagin, passiamo accanto alla stazione della funivia e proseguiamo sulla strada bianca per circa 300 metri poi dietro front e ci fermiamo all’imbocco della “DH”.

“Occhio alla prima curva”… seguo il consiglio del mio “maestro” e rimanendo abbastanza largo riesco nell’impresa.
Le curve successive non erano da meno, a gomito con pendenza mai provata.
Segue un tratto abbastanza semplice, lo prendo lo stesso a bassa velocità, perché solitamente è dove si “molla” che si cade ( 🙂 )
Per qualche centinaio di metri si scende lungo la linea della funivia.
E’ un po’ sporchina, forse abbandonata ma si percorre ugualmente.
C’è un albero caduto con passaggio intagliato nel tronco, occhio alla corona, io ho grattato per bene… il secondo albero di traverso invece si salta senza problemi.
Poi si passa al freeride in mezzo agli alberi, qui ci sono varie scelte di traiettoria, ci si può sbizzarrire, sempre attaccati ai freni 😉
Sassi e radici, radici e sassi! Rock’n’Roll!!!
Nella DH non possono mancare i salti, uno all’inizio era coperto dall’erba e non lo abbiamo fatto.
Altri 2 essendoci la discesa sporca erano quasi impossibili, gli ultimi invece Simone se li è mangiati, io da bravo spettatore ho filmato!

Dopo i salti il trail diventa più semplice e la pendenza diminuisce notevolmente, quindi posso mollare la presa sui dischi e guidarmela un po’ seguendo il master.
DH completata!! Son vivo e soddisfatto!!!
Video:

Da quello che mi dicevano pensavo fosse peggio, basta andar tranquilli, guardare avanti e buttare il culo indietro…

Risaliamo nuovamente e andiamo a rifare la “Colma” e qui, complice la stanchezza e non so cosa ci piazzo un bel ribaltone scucendo la sella e ammaccandomi un po’, un bel po’…

Davanti a me Marianna, una local molto veloce!

Direi che ora si può mangiare con dei bei paninozzi al bar della funivia 🙂

Una volta pranzato saliamo per la 5° volta e rifacciamo nuovamente la Colma, facendo ancora un ferito.
Fortunatamente un albero ha fermato la corsa di Lorenzo e della sua Capra giù dal dirupo, qualche sbrego e nuovamente in sella dopo un piccolo check.

Raggiungiamo le auto e termina qui la mia giornata in Val Vigezzo, solo Simone risale a fare la sesta discesa (pazzesco).

Traccia GPS (36 km / + 3480 m di dislivello), ho fatto partire la traccia solo alla seconda risalita quindi un +890 m bisogna aggiungerlo:

Distanza totale: 36.27 km
Altitudine massima: 1704 m
Altitudine minima: 814 m
Tempo totale: 05:25:20
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Giornata super intensa, penso di aver imparato a spingermi oltre sui passaggi tecnici e a mollare i freni nei rettilinei sconnessi (sulla colma), anche per farli raffreddare 🙂
Consiglio questi trail a chi ha voglia di rischiare i “ribaltoni” per apprendere qualcosa di più su come gestire determinate situazioni e incrementare la resistenza.
Bellissima zona da visitare anche a piedi, bei panorami e immensi prati dove riposare.

Daniele

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