Monte Beigua: in MTB sul Quadrato Rosso

02/01/2015 (Venerdì) – Chi ben comincia è a metà dell’opera. Quindi accantoniamo per un momento la piacevole vacanza invernale ligure, inforchiamo il muletto e su verso il Beigua!

Dopo giorni di gelo finalmente è tornato il caldo, paradiso ligure, si parte.

Per riscaldare adeguatamente le gambe la prima parte è su asfalto: Celle Ligure – Varazze e qui si inizia subito a salire in forte pendenza. Primo checkpoint è la frazione di Casanova.

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 001

La salita prosegue inesorabile, la cassetta della mia monocorona è sempre a fondo corsa. La strada purtroppo mostra ancora le ferite dei catastrofici eventi alluvionali degli anni passati ed anche dello scorso autunno.

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 002

Oltrepasso il Passo del Muraglione, percorrendo a ritroso parte della strada fatta con i colleghi Mytrails alcuni mesi fa, e salendo vedo che la strada principale per arrivare a Faie, secondo checkpoint, è interrotta. Prendo quindi la deviazione bassa che passa nel centro abitato.

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 003

Arrivato alla Chiesa di Faie, Nostra Signora delle Grazie, ho un sussulto. Non è il sopraggiungere di un coccolone dovuto alla lunga salita, bensì il riaffiorare di un lontano ricordo: questa Chiesa l’ho già vista!

2015 - Chiesa di Faie, Nostra Signora delle Grazie
2015 – Chiesa di Faie, Nostra Signora delle Grazie

Scopro di essere già passato di qui nel lontano 2010, quando in un pomeriggio estivo inforcai una bici da 17 kg e totalmente a caso provai a raggiungere il Beigua (senza gps ne niente). Ovviamente non ci riuscii, venni colto dal freddo e dal buio prima di arrivarci. Ma di qui ero passato…

2010 - Chiesa di Faie, Nostra Signora delle Grazie
2010 – Chiesa di Faie, Nostra Signora delle Grazie

Proseguo sulla strada asfaltata in salita che ben presto termina e diventa sentiero sterrato, agevole. Pedalata dopo pedalata, arrivo al punto dove nel lontano 2010 feci dietrofront. In pieno agosto, ero partito dalla spiaggia in maglietta con 30° e arrivato qui ne trovai 13°. Prossimo al congelamento e col sopraggiungere del buio, rinunciai saggiamente all’impresa. Cavolo però, fin qui col cancello da 17 kg proseguendo del tutto a caso, tra asfalto e sentieri… gran successo all’epoca.

Dopo qualche centinaio di metri trovo a bordo sentiero una coppia di biker, marito e moglie, che stanno mangiando. Mi fermo a scambiare due parole e viene fuori che sono “forestieri” come me. Siccome io ho le tracce gps e la meta è comune, si aggregano e partiamo. Sono di Milano, e sono scesi in camper in Liguria per farsi qualche bel giro in mtb. Nei giorni precedenti erano a Finale Ligure, questo dice tutto sul genere (full da 170, ecc ecc). Sono molto simpatici e abbiamo molti percorsi in comune, in primis il Monte Martica (che conoscono benissimo) e il mitico Tracciolino della ValCodera. Dopo qualche chilometro, la moglie da forfait e decide di tornare indietro, affidando a me il marito fino alla vetta. Il sentiero incontra presto qualche passaggio ostico che mi costringe a scendere dalla bici. Il mio nuovo compare invece, provenendo dal bike trial, non si ferma davanti a niente.

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 009

O quasi 🙂

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Il sentiero comunque è pressochè totalmente pedalabile e regala qualche scorcio carino di tanto in tanto.

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Monte Beigua e Quadrato Rosso / 013

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Ben presto si esce dalla vegetazione e il panorama comincia a farsi davvero interessante…

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Salendo, l’ambientazione cambia e diventa decisamente più brulla. Sembra di pedalare in un film e il clima perfetto nonchè il tempo ottimo rendono tutto ancora più piacevole.

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 010

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 011

Cube over the top, sullo sfondo la Marina di Varazze. Chi mi ha venduto questo telaio pensava fosse destinato alla pensione, e invece guarda qui dov’è. Altro che pensione, probabilmente questa è la sua vera vita!

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 012

In lontananza si vedono persino le Alpi:

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 014

Dopo qualche strappo in salita, il sentiero spiana e si corre veloci verso la meta, con i ripetitori della cima del Beigua a fare da riferimento sullo sfondo.

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 015

Il sentiero termina proprio davanti al Rifugio Prato Rotondo, classica meta di ogni genere di biker e moto-biker.

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 016

Non perdiamo neanche un secondo e subito affrontiamo l’ultimo tratto asfaltato che ci porterà sulla cima del Beigua. Uno “strappo” in tutti i sensi, che ti strappa le gambe!! A noi si unisce un trio di pazzi mtbiker genere “super marathon” che aveva appena finito di rifocillarsi al Rifugio, ovviamente con mezzi da paura vera, super da corsa XC. Scambiamo qualche parola (loro parlano, io al massimo riesco ad annuire) e riusciamo a tenere il loro ritmo degno di un mezzo a motore fino ad un tiro di schioppo dalla cima, dove noi esplodiamo e li lasciamo andare. Finalmente conquistiamo il Beigua!

Done!
Done!

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 017

La cima è molto triste: fa sempre freddo, tira un vento gelido, ed è costellata da una miriade di antenne.

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 019

C’è anche un ristorante, per cenette radio-se:

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 018

A questo punto, il mio nuovo amico biker vuole scendere direttamente su Varazze, così io gli consiglio i sentieri Z-Line e Jungle Party che avevo già affrontato qualche mese fa con il trio. Sono perfetti per lui, già lo vedo fare salti di cento metri. “io invece“, esclamo, “voglio fare qualcosa di più tranquillo. Torno indietro al Rifugio e prendo il sentiero Quadrato Rosso, dovrebbe essere genere AM“.

Ecco il primo grande errore del 2015!

Sopra le nuvole
Sopra le nuvole

Ci salutiamo, con la promessa che sarei andato a trovarlo al suo camper finita la discesa, e ognuno va per la sua strada. Io torno indietro al Rifugio Prato Rotondo (perdendo i primi 200 metri di dislivello su asfalto) e imbocco il sentiero “Quadrato Rosso”: si parte!

inizio del sentiero Quadrato Rosso
inizio del sentiero Quadrato Rosso

Inizialmente è una traccia erbosa molto sconnessa che sotto uno spesso manto erboso nasconde grosse e affilate rocce. Si prosegue così per un breve tratto che mi catapulterà in uno scenario da film.

Panchina sull'infinito
Panchina sull’infinito

Location e vista mozzafiato sul mare, micro sosta obbligatoria, con la Croce del Monte Siguello sulla destra.

... e il naufragar m'è dolce in questo mare
… e il naufragar m’è dolce in questo mare

Ritornato coi piedi per terra, riprendo il mio cammino…

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 025

…ma mi rendo conto che il sentiero è sempre meno ciclabile.

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 026

Come se non bastasse, ci sono continuamente delle rocce affilate posizionate perpendicolarmente (deviazioni acqua) a complicare il tutto.

Pietre assassine
Pietre assassine

Arrivato alle “Rocce di Vatterasca” ho ormai perso ogni speranza di stare in sella!

Monte Beigua e Quadrato Rosso / 028

Mi ritrovo così a scendere mestamente a piedi, con la bici di fianco o peggio in spalla…!

Lastrone di roccia
Lastrone di roccia
eeeeehhhhh stica !!!
eeeeehhhhh stica !!!

La pendenza non molla mai, e il fondo per le mie capacità (ed il mio mezzo) è decisamente impraticabile!

uno sguardo indietro
uno sguardo indietro

Peccato perchè il sentiero si snoda in bellissimi paesaggi, raidare qui sarebbe una vera goduria.

coraggioso trialista che sale
coraggioso trialista che sale

Ogni tanto mi concedo qualche tratto in sella, ma non vado mai oltre i 200 metri continuati.

altro sguardo indietro
altro sguardo indietro

Quando il sole inizia a calare, mi rendo conto che sto camminando da una vita e ne manca ancora altrettanto: il gps non mente!

il mare è ancora lontano
il mare è ancora lontano

Il sentiero non molla mai e fino all’ultimo tiene duro.

eeeehhh stica !!!! bis
eeeehhh stica !!!! bis

Arrivato alla fine, incontro quasi improvvisamente l’asfalto. Sono nel paese Sciarborasca in Località Nascio, altitudine 300 metri. Mi sono sparato -660m di dislivello a piedi con la bici appresso, assurdo. E’ record personale di portage! Ero già il re del portage, ora ne sono l’imperatore indiscusso.

-660m ...a piotte!! (per restare in tema con il luogo)
-660m …a piotte!!
(per restare in tema con il luogo)

Il programma della giornata era molto ricco. Da qui avevo previsto un breve spostamento su asfalto per tornare in zona Passo del Muraglione e imboccare il sentiero “Grifone” nella mitica VTA (Varazze Trail Area), che mi avrebbe condotto a Cogoleto. Purtroppo è tardissimo e il sole sta calando, non mi resta che mettere la coda tra le gambe e scendere su asfalto fino al mare di Cogoleto. Qui imbocco la “Passeggiata Europa” che, lungo le suggestive gallerie della ex-ferrovia, mi ricondurrà a Varazze, ovviamente col buio. Vado a cercare il camper dei miei nuovi amici ma non lo trovo nel punto che mi hanno indicato e neppure nei dintorni. Chiedo in giro ad altri camperisti ma niente… saranno già partiti. Davvero un peccato, spero troveranno un giorno questo bellissimo blog così che io possa redimere la mia reputazione 🙂

Bellissima gita in nuove location da favola, alla fine sono usciti oltre 50km per circa 1500+ quindi soddisfazione totale. Purtroppo ho sbagliato a scegliere il sentiero da ridiscendere, fidandomi di commenti su internet forse poco ponderati. E’ anche colpa mia in quanto tendo sempre a ignorare la legenda della cartografia Open Cycle: tratteggio grande significa ciclabile, tratteggio piccolo significa pedonale.

Indovinate Quadrato Rosso com’è segnato?

Davide

Traccia GPS (inclusa deviazione turistica Varazzina finale per focaccia, dolci, ecc…):

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