Monte Beigua: dalla Montagna al Mare in MTB

05/10/2014 (Domenica) – Oggi il team MyTrails è finalmente al completo! L’ultima gita tutti insieme risale a maggio, incredibile!
Così, dopo approfonditi controlli meteo, abbiamo optato per una cosa (per noi) nuova: TUTTI AL MAREEE!
Ci troviamo la mattina presto al solito parcheggino, carichiamo le MTB tutte ben cellophanate la sera prima e partiamo verso il M.te Beigua. Davide conosce la zona e quindi, come sempre, sarà lui a guidarci e farci da navigatore.

Dopo circa 2 ore e mezza arriviamo a destinazione, fa un bel fresco… anche se siamo in Liguria e il mare è in vista, siamo sempre a 1300 m.s.l.m, c’era da aspettarselo!

I mezzacci dopo 2 ore e mezza sul tetto
I mezzacci dopo 2 ore e mezza sul tetto

Faremo quasi tutta discesa, servirà quindi un abbigliamento freeride da brutti ceffi per poter andare più veloce! Siamo anche provvisti di action-cam (gentilmente concessa da Alessandro) fissata perfettamente con del nastro isolante sul mio casco 🙂
Ci vestiamo e siamo pronti per lanciarci giù dal Beigua.

Brutti ceffi freeride
Brutti ceffi freeride

Scendiamo per un pezzo su asfalto fino ad arrivare in un’area picnic da dove partirà il sentiero per raggiungere la prima discesa ufficiale. Sembra di essere in alta montagna, molto sassoso e scassato, le nostre MTB hanno sofferto un po’, la catena è caduta un centinaio di volte e le Fox hanno lavorato parecchio.

Arriviamo  all’inizio della prima discesa:
Z-Line” classificata come grado di difficoltà 2 su un massimo di 5… easy dai!

All'inizio di ogni discesa ci sono i cartelli che spiegano tutto... organizzatissimi!
All’inizio di ogni discesa ci sono i cartelli che spiegano tutto… organizzatissimi!

Non siamo molto pratici della zona, evitiamo quindi di esagerare e proseguiamo a velocità moderata. Nulla di ché comunque, sembrava di essere nel boschi dietro casa. Single track tra gli alberi, qualche saltello e una piccola passerella… ecco il video della Z-Line:

Finita la prima discesa proseguiamo per un breve tratto su asfalto, dove due “baby” downhiller ci chiedono indicazioni, io e Marco ne sappiamo quanto loro, Davide invece tira fuori il gps e spiega ai colleghi dove prendere i sentieri giusti, che mondo sarebbe senza Davide?? 🙂

Molliamo i ragazzini e arriviamo al prossimo cartello, quello della Jungle Party con difficoltà 5 su 5… Maroonneeee!!
Jungle Party

Leggermente preoccupati ci addentriamo in questa “pista” e dopo pochi metri troviamo un bel ripidone, quasi verticale!
Qualche piccola esitazione ma poi via quasi tutto liscio 😉
Più avanti troviamo dei ripidi tornantini in successione, qualche saltello e doppie, nulla di impossibile però.
La velocità spingeva fuori traiettoria, qualche “sgomma” e tutto si sistemava. Mi sono chiesto dove stava tutta questa  difficoltà e poco dopo ho avuto la risposta!! Verso la fine ci siamo trovati in una specie di bike park con mega doppie, saltoni e drop decisamente fuori dalla nostra portata, anche se una passerella potevo farla, ero lì-lì per ma non sono riuscito a lasciarmi andare, ora infatti mi sento un po’ una me******a 🙁

Il salto del fossato
Il salto del fossato
Credo sia un atterraggio questo... (si vede che non siamo esperti)
Credo sia un atterraggio questo… (si vede che non siamo esperti)
Si poteva fare, decisamente!!!
Anche se la foto non rende molto la pendendo e lo spazio di frenata… si poteva fare, decisamente!!!

Passiamo il “bike park” e ci troviamo davanti ad uno scivolosissimo ripidone, qualcuno infatti lo ha misurato per bene ma senza nessuna conseguenza 🙂
Video della Jungle Party:

Finita la discesa abbiamo incontrato dei bikers (del posto, credo) molto più freeride e attrezzati di noi! Eeeh beati loro…

Impianto di risalita motorizzato
Impianto di risalita motorizzato

Ora imbocchiamo un ampio sentiero che attraversa un’altra area picnic, passato un pratone inizia a diventare sempre più stretto e scassato, ormai siamo caldi e cerchiamo di toccare i freni il meno possibile, qui il terreno e i sassi sono umidi e scivolosi, le piante sono fitte e basse, potevano chiamare questo “Jungle qualcosa”!

Sbuchiamo su asfalto in zona Alpicella, proseguiamo ora verso il Passo del Muraglione dove ci aspetta un’altra bella discesa, il paesaggio qui cambia totalmente:

Non più alberi e fitta vegetazione... ma cespuglietti e mare :-)
Non più alberi e fitta vegetazione… ma cespuglietti e mare 🙂

Prima, però, dobbiamo fare un piccolo pezzo di salita, questo sentiero è chiamato Frasquito, uno strappo spezza gambe che ci ha riscaldato, per affrontare al meglio quello che ci aspetta: il Boavista Express, un singletrack molto veloce ma con fondo abbastanza accidentato. Il primo tratto è aperto e abbastanza semplice, poi spiana su un ampio sentiero, pochi metri dopo si prende un singletrack sulla destra e dentro ancora nella vegetazione. Nell’ultima parte si chiude quasi totalmente con delle pareti di roccia e terra, mi pareva di essere dentro la Morte Nera di guerre stellari. Per essere la prima volta l’abbiamo superato alla grande direi, ecco il video:

Daniele


 

Proseguiamo sempre più carichi, ci aspetta ancora il pezzo forte della giornata, il sentiero FS (Father& Son) in zona Madonna della Guardia, sopra Varazze!

Risaliamo un pezzo su asfalto fino ad arrivare ad uno spiazzo dove sono parcheggiate parecchie auto. Fortunatamente il panorama ripaga della fatica, il mare è sempre più vicino.

Alcuni cartelli riportano la scritta “Enduro”, qui non si scherza! Difatti il sentiero FS inizia con una serie di compressioni in successione: brevi discese con forte pendenza e una ripida salita.

Daniele non ci pensa e si butta, io e Davide siamo un po’ titubanti ma ci proviamo. Mozzafiato! Nelle curve d’uscita si arriva a gran velocità e tenere la strada non è così scontato…

I tratti insidiosi per noi forestieri ci sono ma fortunatamente il sentiero Father & Son  ha una doppia chiave di lettura:  la traccia originale FS bella tosta e una serie di tagli per chi di rotolare proprio non ne ha voglia. Chi sceglie la via semplice verrà però giustamente deriso dal cartello: BUAHH!

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FS continua ripido e veloce, il terreno è veramente scassato.

Si arriva quindi ad un tratto veramente tosto: su e giù in una specie di canyon con forti pendenze,  secondo Daniele una discesa in particolare  è degna della Red Bull Rampage. Io e Davide ci fidiamo della sua parola e del video, visto che la evitiamo accuratamente

Il sentiero si fa quindi meno ripido e il terreno più compatto: un bel singletrack veloce ci porta lontani in un attimo.

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A questo punto FS risale e subito si ributta in  picchiata per superare una valletta in cui scorre un torrente al momento in secca. Qui il trio MyTrails sceglie il taglio “salvo” (sfortunatamente qui il famoso cartello “salvo/fregato” è stato rimosso) e risale a spinta.

Il sentiero prosegue poi scendendo verso il mare, sempre più scassato ma con una pendenza moderata. Esposto in alcuni tratti. Percorriamo veloci quest’ ultimo tratto e passando all’interno di una proprietà privata (i proprietari saranno ormai abituati e rassegnati ai bikers infestanti) arriviamo alla fine di questo spettacolare sentiero: 30 minuti di discesa mozzafiato!

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E per finire in bellezza…

Raggiungiamo l’asfalto (l’Aurelia) e infine il mare. Ci fermiamo per una breve pausa pranzo su una spiaggia tra Cogoleto e Varazze. La giornata non è limpida ma è calda: il mare è sempre bello per chi non è abituato ad averlo vicino a casa. Io ci sono arrivato e per validare il giro faccio anche uno pseudo-bagno. Le bici finalmente si riposano.

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Ecco il video della FS e l’arrivo in spiaggia:

Si riparte, e con la ciclabile del Lungomare Europa si arriva in centro a Varazze:  un’altra tappa è d’obbligo. Dobbiamo fermarci in una focacceria per conquistare il nostro trofeo focaccioso e concludere in bellezza questo fantastica trasferta ligure.

Marco

TRACCIA GPS:

Scarica

 

Il mio contributo è questo divertentissimo montaggio delle scene tagliate:

Che bella gita ragazzi!

==> QUI TROVATE IL REVIVAL 2015 DI QUESTO TOUR

Davide


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