Monte San Giacomo: Sentiero Edera

05/04/2014 (Sabato) – Se non ci fosse stato Daniele a portare alta la bandiera, il titolo di questo articolo sarebbe stato “io, speriamo che me la cavo”. In ogni caso, ecco una bella giornata di full immersion nella scuola guida al mitico San Jack, a.k.a. MSG Bike Park, che segue alla lezione 2 e alla lezione 1.

Anzitutto percorriamo una nuova traccia addocchiata in occasione della nostra ultima visita. Con questa, davvero bella e con due passerelle stile North Shore, sale a 5 il numero delle bellissime tracce genere FR-DH presenti al Monte San Giacomo. L’ideale per fare un pò di scuola guida. Per l’occasione Marco sfodera una nuova gomma anteriore che sembra essere uscita dagli ugelli ragnateliferi di Spiderman: una Geax Datura 26×2.20 dalla mescola morbida e dalla tassellatura veramente aggressivissima.

La Trek di Marco con la nuova gommazza anteriore
La Trek di Marco con la nuova gommazza anteriore
La nuova Cube di Daniele
La nuova Cube di Daniele
La Trek di Davide
La Trek di Davide

Decidiamo di concentrarci su una sola traccia e ripercorrerla più e più volte. fermandoci lungo il percorso a provare più volte i passaggi per meglio comprenderli. Tutta la giornata prosegue così tutto il giorno sulla discesa chiamata “Edera” dai locals (che per noi è la numero 2, quella ad ovest), con Daniele che è veramente lanciatissimo e prova anche, più e più volte, una rampa dall’altezza considerevole con atterraggio decisamente ripido, ribattezzata per l’occasione “l’infarto”. Io e Marco ci avviciniamo con più prudenza al resto delle rampe e, bene o male, le affrontiamo quasi tutte. Io brevetto un nuovo metodo di gestione della bici in volo chiamato “io, speriamo che me la cavo” che nel nome racchiude già tutta la sua profonda essenza tecnica.

Marco e Daniele. Pausa ristoro al tavolone sulla cima del Monte San Giacomo
Marco e Daniele.
Pausa ristoro al tavolone sulla cima del Monte San Giacomo.

Dopo un’infinità di discese (e risalite!) decidiamo che è il momento di quella finale. Partiamo e io decido di strafare, affrontando la prima rampa, finora accuratamente evitata. Affrontata già senza ne arte ne parte, con l’aggravante della stanchezza, non può che portarmi ad un capitombolo epico! Stramazzo al suono, accartocciandomi e dando una testata allucinante al suolo. Rimango a terra qualche momento e capisco la gravità della caduta solo quando arriva Marco e incontro il suo sguardo veramente molto preoccupato. Mi alzo, sputando terra: occhiali volati via, bicicletta cappottata fuori dalla traccia, io totalmente ricoperto di terra. Il casco integrale ha fatto pienamente il suo dovere (grazie grazie) senza dubbio mi ha salvato, ed anche le ginocchiere sono state utili. Le gomitiere invece totalmente inutili, perchè si sono spostate e quindi è stato come se non ci fossero: avambraccio super escoriato, bisogna acquistarne di migliori 🙂

Ahi ahi !
Ahi ahi !

Dopo un checkup generale in cui mi accerto di essere tutto intero ripartiamo concludendo il giro, e io non mi faccio scappare le ultime piccole rampette, giusto per non perderci la mano. Tanto i disturbi alla vista mi sono venuti dopo… 😀

Giornata di scuola guida divertente, adrenalinica e sicuramente utile: tutti abbiamo imparato qualcosa, io sicuramente.

Davide

VIDEO:
sperando conosciate il mitico Super Mario del Nintendo 8 bit, godetevi questo montaggio video dal finale scontato.

TRACCIA GPS:

Scarica

===================================================

Il salto è stato battezzato “L’infarto” perché una volta atterrato le mani tremavano e il cuore era a 1000, dalle foto e video non sembra un gran che ma fidatevi che dal vivo  è tutta un’altra cosa:

  • come tutte le rampe del MSG viste da sopra sembrano enormi perché non si vede niente sotto;
  • l’atterraggio è in pendenza, può aiutare arrivando alla giusta velocità ma arrivando piano e leggermente sbilanciati in avanti il rischio capottamento è elevato;
  • dopo l’atterraggio si hanno davvero pochi metri per rallentare e impostare la curva successiva;
  • la “pista” è abbastanza stretta ed è un attimo sbagliare e finire fuori.

L’ultimo salto della discesa “Edera” è stato invece chiamato “The Rock” perché si atterra sopra a dei sassi, si potrebbero superare arrivando più veloci ma come elencato sopra prima e dopo il salto ci sono curve che rallentano non poco, questo salto però è stato eseguito da tutti in maniera ottimale 🙂
Il prossimo obiettivo sarà conquistare le due passerelle in legno della 5° discesa, soprattutto la prima: “la scala”.

Questa giornata è servita parecchio, ci voleva proprio.
Diciamo che stiamo imparando a lasciarci trasportare dalle MTB. Yeah! 🙂

Daniele

 

Attenzione - Scarico di Responsabilità:
Gli itinerari illustrati in questo sito sono stati percorsi in prima persona dagli autori degli articoli e le relative descrizioni sono frutto di libere considerazioni personali.
Chi decide di percorrere tali itinerari lo fa a proprio rischio e pericolo.
La Gestione del sito www.MyTrails.it declina qualsiasi forma di responsabilità nei confronti di coloro che, in base a proprie libere valutazioni, decidano di percorrere gli itinerari qui descritti, anche se in possesso delle cartine o delle tracce GPS da noi elaborate e/o presenti in rete.